ugg sale uk Working Week di Federico Pace Blog Archive Il primo lavoro

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Per i giovani un’offerta di lavoro su quattro è un tirocinio. Si trasforma in assunzione nel quaranta per cento dei casi. Le aziende lo utilizzano per conoscere la capacità dei futuri dipendenti. Ma i ragazzi dicono che “tappano buchi” e imparano poco. E per il 60% dei laureati, il primo stipendio non supera i 15mila euro l’anno.

Fine agosto, il grande rientro alle nostre spalle da poche ore. Oggi è il primo vero lunedì di attività e l’estate pare già dimenticata per sempre. Le imprese riaprono le porte e tornano a chiamare i candidati. Torna il lavoro. Un poco di più rispetto agli anni scorsi. Ma torna in forme sempre più difficilmente afferrabili. Il lavoro, viene da dire, è diventato sempre più “liquido” e caratterizzato come dice il sociologo Zygmunt Bauman da legami fragili, mutevoli, sempre in discussione.

rientrata al mio posto da stageista. bella esperienza? sì, sicuramente. peccato che non esista il rimborso spese, e quindi per lavorare (come molti ho una laurea e un master costosissimo) mi trovo a spendere senza guadagnare. inoltre le aziende non ci prendono per insegnarci a lavorare (tanto che io qui non ho un senior a cui far capo), ma per non pagare lavoratori veri e propri, e per poter avere un facile riciclo di personale. e noi a 25 anni ci ritroviamo a dover fare due lavori per non farci mantenere dai genitori. e poi dicono che la nostra generazione è abituata ad avere tutto.

Postato lunedì, 28 agosto 2006 alle 10:48 am da Giovanni

Mi sono laureato poco meno di due anni fa, e da allora ho svolto due stage:

il primo è durato dieci mesi (retribuito 500 euro al mese) ed il secondo della durata di nove (830 euro al mese lordi)

Di stage avevano ben poco, trattandosi per lo più di lavoro sottopagato, avendo le stesse mansioni dei dipendenti

In compenso ho fatto esperienza, e tra poco inizierò a lavoraro a tempo indeterminato presso una società di consulenza.

Sebbene quindi lo stage sia uno strumento sempre più abusato dalle aziende (quelli che effettivamente si trasformano in contratti sono pochi), ti consente di accumulare esperienza in attesa di tempi migliori (molto meglio di tanti master dai nomi improbabili e dai costi proibitivi).

Postato lunedì, 28 agosto 2006 alle 10:56 am da Ale

io sto tuttora sopportando due stage part time. dopo aver fatto 3 mesi gratis ho ricevuto un rimborso spese ridicolo (150 euro al mese). devo ringraziare mio fratello e la famiglia che mi permettono di entrare nel mondo del lavoro che voglio fare.

e sono cmq agli sgoccioli delle riserve finanziarie.

penso che se si vogliano mantenere gli stage bisogna almeno per legge obbligare un rimborso spese che non sia ridicolo. per permettere a tutti di farlo. e penso che sia una vergogna che un datore di lavoro creda che prendendo uno stagista equivalga a fargli un favore. si dovrebbero vergognare come esseri umani. anche un tirocinante deve vivere

Postato lunedì, 28 agosto 2006 alle 11:04 am da gabriel

Di tirocini ne ho fatti due. Attualmente sono in stage presso un’azienda multinazionale, ufficio risorse umane. Il mio compito è proprio quello di reclutare gli stagisti. Da Gennaio 2006 ad oggi hanno svolto un periodo di stage in azienda 28 persone e attualmente ce ne sono 10, me compresa. Nel 2005 gli stage sono stati 31, nel 2004 27. In questi tre anni i tirocinanti assunti sono stati 2.

In aziende come quella in cui mi trovo ora, gli stagisti sono carne da macello,non importano le qualità, le capacità, le potenzialità. Importa solo per quanto tempo possono essere sfruttati e soprattutto che non se ne vadano prima del tempo. Se questo accade scatta il panico e la corsa feroce al reclutamento. Ovviamente nessuno stage prevede retribuzione.

A mio modo di vedere lo stage è sfruttamento non opportunità. e dopo circa 2 anni come dipendente.

Vedendo adesso le cose un po’ “dal di fuori”, devo dire che quello che ho fatto non è un percorso sbagliato, anche se ovviamente mi sarebbe piaciuto guadagnare qualcosa fin da subito. Certo che il fatto che le Università ricevano fondi (anche) in base al numero di laureati e alla media dei voti non aiuta.

Postato lunedì, 28 agosto 2006 alle 11:09 am da Marco

Sono fortunato. A tre mesi dalla laurea stage di 4 mesi a 750 euro netti + alloggio. Rinnovo 4 mesi. 1 mese a casa. 6 mesi a progetto in un altra azienda e poi assunzione a tempo indeterminato. Credo che lo stage possa essere un valido strumento per farsi conoscere e imparare (se adeguatamente retribuito: si lavora!!!). Il progetto può andar bene come periodo di prova, se molto breve, anche se credo che per sua natura tale contratto si adatti più a consulze svincolate da obblighi di orari e mansioni da dipendente. Per questi lavori sembrerebbe meglio il contratto a tempo determinato, anche se più oneroso per le imprese. Rendere meno conveniente assumere progetto potrebbe essere una soluzione. In bocca al lupo, ragazzi. Sono con voi

Postato lunedì,
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28 agosto 2006 alle 11:15 am da Alessio

cosa penso del lavoro stage borsista cococo.?

un modo per evadere i diritti ai lavoratori e renderlo schiavo del padrone, privare il lavoratore di un diritto fondamentale: la PAROLA e la DIGNIT.