ugg prezzo italia Moglie Patrizia contro la figlia Manuela

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La guerra tra Manuela Villa e Patrizia Baldi esce dalle aule giudiziarie e invade la tv. La storia in realtà tiene banco da decenni, con alcuni picchi corrispondenti alle varie fasi processuali per il riconoscimento della paternità per Manuela e per il fratello Claudio, nati da una relazione del Reuccio con Noemi Garofalo (scomparsa nel 2013). E dopo la morte di Villa, avvenuta nel 1987, la questione ha assunto accenti se possibili ancora più forti.

Oggi sembra si sia raggiunto il climax, con la presenza di Patrizia Baldi in studio da Mara Venier per una sorta di replica durata circa 40 minuti a un’ospitata di Manuela Villa a Domenica Live dello scorso 23 febbraio 2014. Un’ospitata che viene a una settimana da una precedente partecipazione di Patrizia Baldi a Domenica In che vi mostriamo nel video di apertura.

Prendendo un po’ spunto dalla presenza della Baldi il 16 febbraio dalla Venier che la chiamò ‘impropriamente’ Villa e un po’ recuperando dichiarazioni precedenti, Manuela si ritrovò a commentare le azioni e i comportamenti della moglie di quello che è stato riconosciuto suo padre. E ora, a un mese di distanza, la Baldi ha deciso di rispondere punto per punto alle dichiarazioni di Manuela.

Prima di entrare nel merito di questo lungo pomeriggio di tristezza riepiloghiamo velocemente se possibile la questione: Claudio Villa (all’anagrafe Pica) ha avuto un figlio, Mauro, nato nel 1954 dal suo primo matrimonio. Quindi nel 1975 sposa in seconde nozze la 17enne Patrizia Baldi, figlia di amici, da cui ha due figlie Andrea Celeste (1980) e Aurora (1981). Nel frattempo all’età di 12 anni (siamo nel 1978) Manuela (all’epoca solo Garofalo) viene a sapere di essere figlia ‘illegittima’ del Reuccio insieme al fratello maggiore Claudio e non appena raggiunge la maggiore età, quindi nel 1984, porta in tribunale il padre che non l’ha mai riconosciuta. Morto Villa nel 1987, Manuela e Claudio fanno causa a Patrizia Baldi, alle sue figlie e a Mauro, in qualità di eredi, per il riconoscimento della paternità. Vinti i tre gradi di giudizio (ultima la Cassazione nel 2004), la Villa ha potuto aggiungere il cognome Pica a quello con cui è stata registrata alla nascita. Ma intanto la questione continua sull’uso del cognome ‘d’arte’ Villa.

La vicenda, quindi, va avanti da 30 anni: o meglio, la questione giuridica sembra conclusa, mentre continua la ‘guerra’ tra le donne di Claudio, che peraltro annovera un altro figlio, concepito in Russia con un’interprete, che il Reuccio ha sempre mantenuto e che adesso dovrebbe avere tra i 53 e 54 anni e che non si è mai fatto vivo con gli eredi.

Il risultato di questo riprendere dichiarazioni rilasciate su Canale 5 per commentarle su Rai 1 e rispedirle a Canale 5 per un’ulteriore risposta è un unico, triste e a mio avviso anche controproducente battibecco che sfocia nella noia più totale e se permettete anche nell’inutilità più assoluta. Tanto più che a forza di parlare senza contraddittorio si finisce solo per dare ‘verità assolute’ che peccano di parzialità.

E così Patrizia Baldi Pica Villa, questo il nome per esteso, si ritrova subito ad accusare “la signora Barbara d’Urso” di aver confezionato un servizio in cui si mettevano insieme dichiarazioni rilasciate anni, se non decenni prima, del tutto decontestualizzate solo per scatenare la reazione di Manuela. Reazione che non è mancata e che viene passata al microscopio. E come? Con una ricostruzione che riprende estratti di quanto detto dalla Villa a Domenica Live con un audio in ‘romanesco’ che quindi serve a ‘restituire’ al pubblico l’intonazione e la ‘dizione’ di Manuela e il testo in sovrimpressione in italiano. Se non è anche questo un modo per dare una ‘versione’ dei fatti.

E che dire della clip di apertura, con la quale si presenta il caso a Domenica In che parla proprio di “frasi estrapolate fuori contesto”. Insomma, come nella puntata sulla Lollobrigida si prende posizione e si costruisce l’intervento a tesi.

“La cosa che mi ha dato fastidio è che sia stata confezionata una lettera con una serie di dichiarazioni che risalgano al passato. Partiamo dal 1997, quando sono stata condannata per la prima causa, poi sono del 2004 e del 2006: e così è stato costruito un prodotto facendolo passare come attuale.”

dice la Baldi lanciando dunque una chiara stoccata a una certa ‘malafede’ di Domenica Live. La Baldi risponde poi a Manuela, da un lato ‘accusata’ di farsi chiamare Villa e non Pica perché professionalmente più ‘conveniente’ e che a sua volta l’accusa di farsi chiamare Villa a propria volta a casa della Venier (“Si è fatta chiamare Patrizia Villa e manza canta, e non c’ha manco il sangue di mio padre dentro le vene”):

“Ha ragione, il mio nome completo Patrizia Baldi Pica Villa. Mi conoscono come la moglie di Claudio Villa,
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cosa c’è di male? Le mie figlie, ad esempio, che hanno vissuto il padre diversamente, hanno scelto di chiamarsi Pica”.

Puntualizzazione numero 2: la Villa accusa la Baldi di aver parlato male di lei mentre era all’Isola (“Io la voglio ringraziare perché lei e le figlie andavano a parlar male di me in tv mentre ero all’Isola dei Famosi e mi hanno portato alla vittoria” ha detto Manuela alla d’Urso) e la moglie del reuccio entra nei dettagli:

“Capita che venga chiamata in tv a parlare di mio marito. Ero stata invitata dalla Perego, che all’epoca stava sull’altra rete, e il discorso andò su Manuela Villa. Io risposi “E’ gagliarda, mi piacerebbe vincesse perché se lo merita. Lo pensavo veramente!”. Poi mi fu fatta un’altra domanda sulla causa di paternità, finita nel 2004, un paio di anni prima di quella intervista. Mi si chiese se mi era arrivato l’ufficiale giudiziario a casa. Avrei potuto non rispondere, ma non ho l’abitudine a non rispondere anche se le domande sono impertinenti. Risposi che mi era arrivato ma non dissi chi l’aveva mandato. In realtà era stato mandato dagli avvocati della signora Manuela Garofalo Pica Villa. Io proprio in quel periodo stavo facendo la chemioterapia. Ecco perché risposi, mi venne spontaneo, che era venuto l’ufficiale giudiziario mentre lottavo per la vita”.

Puntualizzazione n. 3: Patrizia Baldi mostra ‘le presunte foto scandalo’ pubblicate da un settimanale 6 anni dopo la morte del marito chiamate in causa dalla Villa a Domenica Live, ma non mostrate. Erano realizzate col compagno dell’epoca. Il commento ironico sullo ‘scandalo’ delle foto potete immaginarlo.

“A vederle ora forse eviterei quella troppo scollata, ma avevo 35 anni e non ero poi così brutta. Le ho fatto perché volevo liberarmi dal cliché della sposa bambina, volevo dimostrare di essere qualcosa di diverso, di essere una donna e non solo la sposa bambina o la vedova di Villa. Che non vuol dire non amare o non rispettare la memoria di Claudio. E se sono ancora qui a puntualizzare non dipende da me.

Dall’altra parte mi ritrovo la signora d’Urso che prende la fato dei pagliai e dire ‘copri copri’, Ma copri copri che? Ma copri cosa, fai credere all’opinione pubblica, cui tendo, chissà che cosa”.

E qui scatta la difesa d’ufficio di Mara Venier verso Barbara d’Urso in una giornata ‘piena’ di vicendevoli attestazioni di stima, saluti e baci tra dirimpettaie:

“Ma Barbara fa il suo lavoro come io faccio il mio. Barbara una bravissima professionista e io lascerei fuori Mara e Barbara da questa storia”

dice la Venier (che se volesse davvero restare fuori dalla diatriba magari potrebbe evitare di piombarci dentro a piedi uniti). Certo è che la Baldi ammette di essere stata invitata due volte a Domenica Live per intervenire e ha preferito non andare. Evidentemente optando per porti più sicuri e senza contraddittorio diretto.

Puntualizzazione n. 4. Manuela Villa fa capire che la Baldi abbia ‘impedito’ il rapporto tra padre e figlia. E dalla Baldi arriva ancora una risposta dettagliata che sembra mutuata dalle udienze in tribunale.

“Mi sono sposata nel 1975 e nel 1984 arriva una telefonata. La prende Rosaria, la governante che per me era una seconda madre. Era Manuela Garofalo, di cui nessuno mi aveva ancora mai parlato, o meglio Claudio non me ne aveva mai parlato. Ne avevo sentito parlare quando era bambina. Diceva: “Digli a mio padre che lo porterò in tribunale per far valere i miei diritti”. Ne parlai con Claudio e lui mi dette delle spiegazioni che io però non rivelerò mai perché sono cose di Claudio. Mi disse però che Manuela e suo figlio Claudio non erano figli suoi”.

Non è la prima volta che lo dice, ma la stoccata c’è tutta.

“Diventata Manuela maggiorenne, inizia il procedimento, con Claudio Villa ancora vivo. Io sono stata sempre un passo indietro perché era una cosa che riguardava Claudio, i ragazzi e la loro madre. Poi successe qualcosa tra gli avvocati e allora Claudio chiese l’esame peritale, l’esame del sangue, perché allora non c’era il DNA. Ma la prova del DNA non è stata mai fatta. Dai risultati emersero delle discrepanze. Manuela aveva alte probabilità di essere sua figlia, per Claudio furono chiesti esami aggiuntivi”.

La questione processuale continua:

“Tra il 1987 e l’88 Manuela vince la possibilità di poter fare procedimento. Nel 1992 lei fa causa a noi, gli eredi, compreso Mauro. Nel 1997 la prima sentenza dice che è figlia di Claudio. Ho risposto con l’Appello e poi sono andata in Cassazione, sapendo di perdere ma l’ho fatto per rispetto a Claudio, per quel che mi aveva detto e che non dirò mai”.

Certo è che la prosecuzione della causa fino al 2004 non aiuta certo a distendere gli animi tra la vedova e la figlia non riconosciuta.

Puntualizzazione n.5 Riguarda proprio i rapporti ‘distesi’ tra le due donne. Nell’intervista alla d’Urso la Villa ha rimarcato di essere arrivata a una tale esasperazione da rischiare di diventare ‘manesca’. Il pezzo viene mandato in onda un paio di volte, a sottolineare le ‘intenzioni violente’ della Villa.

“Dice che accetta di incontrare le mie figlie e non me? Ma dimmi, Mara, cosa farebbe tua figlia di fronte a una persona che dice di ‘lanciare scarpe’ alla mamma? (.) Lei fa il suo lavoro? Canta? Cosa vuole da noi? E’ stata riconosciuta figlia di Claudio? Perché non ce l’ha con Mauro che l’ha chiamata in giudizio? Nessuno ha pensato che c’erano due bambine che avevano perso il padre e che si sono viste distruggere le figura paterna”.

Puntualizzazione n. 6 I genitori di Patrizia non sono mai stati al servizio di Villa come detto invece da Claudp,
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che ha descritto la mamma di Patrizia come domestica e il padre come giardiniere della villa del Reuccio.