outlet ugg australia online Cos le milizie di Sabratha combattono per i soldi italiani

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A Sabratha, la citt costiera, gi feudo dell e hub delle carrette del mare, si sta consumando una guerra che vede la potente famiglia Dabbashi messa all da fazioni rivali e militari di Tripoli, sullo sfondo di una lotta intestina per il controllo dei traffici, e di quel presunto accordo tra il clan e l Fonti locali parlano di cinque milioni di euro in cambio dello stop dei barconi. Un tesoretto su cui tutti vorrebbero mettere le mani. Ma quei soldi sono mai arrivati in Libia? Se s che fine hanno fatto? La Farnesina smentisce categoricamente ogni contatto, ma Hussein Alk Alagi, portavoce della milizia Al Wadi, che ha innescato la rivolta anti Dabbashi, conferma: con l stato un disastro E mentre sulla polveriera di Sabratha spunta anche l del generale Haftar, ci si chiede chi fermer l di migranti in arrivo dal serbatoio del Sahel.

L della discordia risale a met luglio. Secondo una versione ufficiosa il clan Dabbashi avrebbe provveduto a fermare le partenze in cambio di e del della fedina penale degli affiliati delle due milizie di famiglia, la Brigata 48 e Al Amnu. Secondo fonti locali sentite da Stampa e riportate anche da media internazionali, tra cui Ap, emissari italiani avrebbero stretto un accordo coi Dabbashi, barattando aiuti e soldi, in cambio dello stop dei barconi. Secondo quanto sostengono fonti locali il denaro in questione sarebbe stato individuato nell di circa 5 milioni di euro (non si sa se e quanti ne siano arrivati), oltre alla garanzia di un ufficio nel compound di Mellitah. La Farnesina smentisce qualsiasi contatto con il clan. A confermare l Abdel Salam Helal Mohammed, direttore dell anti trafficanti del ministero degli Interni libico: quell non ci sono state pi partenze

I Dabbashi diventano da tycoon del traffico a gendarmi delle coste. A luglio le partenze si dimezzano rispetto all passato, ad agosto calano dell Ma le fazioni tagliate fuori dalla spartizione di soldi e potere insorgono. A met settembre Al Amnu ha uno scontro a fuoco in mare aperto con i trafficanti di Al Wadi, quartiere Est della citt costiera, dove i migranti vengono rispediti e rimangono bloccati. La milizia (di orientamento salafita) scatena l inizia l anti Dabbashi. Ai rivoltosi si affianca Operation Room creata dal Consiglio presidenziale subito dopo i raid Usa di febbraio su postazioni Isis a Sabratha. Alcuni di loro sono gli eroi di Sirte guidati dal colonnello Abduljalil. I militari pian piano prendono il controllo di Sabratha e i Dabbashi vengono messi all nel corso degli scontri dove muoiono circa cento persone. Bashir Ibrahim, portavoce di Al Amnu, riconosce che l con l stato la causa della guerra: una questione di potere, denaro e territorio Il portavoce di Al Wadi, Hussein Alk Alagi, definisce l un che ha rinforzato solo una banda di criminali.

A complicare le cose Khalifa Haftar, che approfitta del caos per infilarsi in Tripolitania. Secondo al Tahar al Gharabili, capo del consiglio militare di Sabratha, il generale starebbe reclutando uomini sul posto da affiancare agli stessi di Operation Room. Il gruppo smentisce, ma a quanto sembra Haftar potrebbe contare su una strana alleanza con i locali ultraconservatori Madkahalis. Al Gharabili ritiene che il generale stia guadagnando influenza ad Ovest come leva negoziale. O ancor peggio punterebbe a una manovra a tenaglia nella sua ipotetica marcia su Tripoli alla scadenza di Skhirat, a met dicembre. stiamo affacciando ad un guerra dice al Gharabili all una guerra che va oltre Sabratha, una guerra regionale, una guerra in Tripolitania

Ed in vista della quale si impone come un macigno un incognita sul fronte del traffico di esseri umani. Bisogner capire cosa rimane di quell con l o se ci saranno nuove richieste. E capire dove finito il italiano anzi se mai sia esistito e dove finito. Quel che certo che nel caos c chi ha rimesso subito in moto i barconi. A questo si aggiunge un altro elemento: ottobre sempre stato foriero di sbarchi in Italia, lo scorso anno stato un mese record e quest gi ce ne sono stati 3.000. Secondo informazioni raccolte da La Stampa in Sahel, i trafficanti del nero stanno intensificando le rotte verso la Libia, cos tra poco migliaia di migranti e rifugiati verranno ammassati a ridosso delle coste, pronti a prendere il largo, col rischio di una nuova ecatombe.
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