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ROMA Il dipinto del pittore fiammingo Jan Brueghel il Giovane oggi viene considerato una natura morta ma nella Amsterdam del Seicento i tulipani che raffigura erano qualcosa di pi un surrogato per le classi medie, da appendere alle pareti, in mancanza dei soldi per partecipare alla moda e allo status del momento, l di un bulbo del prezioso fiore.

La crisi si svilupp durante quello che sar battezzato il secolo olandese, mentre l doveva ancora decollare economicamente e la guerra per l dalla Spagna delle Province Unite stava per essere vinta.

Il clima era di ottimismo ed euforia, la compagnia olandese delle Indie Orientali faceva lucrosi affari. Schiacciati verso il mare gli olandesi conquistano la leadership del commercio del grano, costruiscono una immensa flotta con il legname delle foreste nordiche che rappresentava la met del tonnellaggio mondiale e impiegava 120 mila uomini.

L viene definita l mundi e in giro c una grande abbondanza di liquidit pronta a cogliere nuove occasioni di investimento. Vi si trova di tutto: carte marittime e sestanti, spezie e farmaci, stampe e freschi prodotti dell In un tale fermento quando i primi tulipani, provenienti dai giardini ottomani di Istanbul e preceduti dalla fama di di Dio arrivarono nel porto di Rotterdam, si scaten l Poi la moda e la corsa all

Per capire il meccanismo psicologico bisogna considerare che oltre al fascino esotico, il tulipano aveva colori pi netti di quelli cui erano abituati gli europei: dal rosso si arrivava allo scarlatto e dal viola all nero, che qualche anno dopo ispirer un romanzo ad Alessandro Dumas, Il tulipano nero appunto, ambientato nel clima di crescente euforia.

Gli scambi avvenivano nelle taverne di Utrecht, Rotterdam e Haarlem. L delle contrattazioni vale la pena sottolinearlo non erano i fiori, con il loro calice e i loro lunghi ed eleganti steli, ma i bulbi, cio quella sorta di cipolloni che interrati danno vita al tulipano. I bulbi, inoltre hanno la caratteristica di conservarsi a lungo, fino a due tre anni, di essere abbastanza resistenti e di gemmare altri bulbi. Qualcuno ha voluto vedere gi nel concetto stesso di bulbo, ovvero dell di un bene futuro, le avvisaglie della prima rivoluzione finanziaria: il bulbo gi un future, ovvero un contratto future sul tulipano. Bisogna osservare inoltre che l maniacale per i tulipani era diretta ai bulbi di fiori assaliti da una particolare malattia che ne chiazzava la superficie: si trattava di rarit che potevano venire alla luce solo dopo che il bulbo si era trasformato in tulipano. Cos il prezzo saliva e l per la fioritura diventava febbrile scatenando il mercato e aspettative irrazionali.

I floricoltori, che potevano contare su un fiore che faceva tendenza, cominciarono a battezzare, con abile marketing, i nuovi con nomi di generali o ammiragli, il Semper Augustus fu la specie pi apprezzata e ricercata. Venditori ambulanti specializzati battevano le campagne creando curiosit e aspettative. Il Semper Augustus, diventato un benchmark, che quotava 1000 fiorini nel 1623, due anni dopo era salito oltre quota 3000. Nei quattro anni, dal 1634 al 1637, la bolla si gonfi a dismisura: il Semper Augustus arriv a quotare 6000 fiorini. Con picchi incredibili: si narra che, nell del 1633, una casa situata nella citta di Hoorn, nel Nord dell pass di mano per il controvalore di un bulbo.

La speculazione e l finanziaria camminarono velocemente. Si cominciarono a trattare diritti di acquisto dei bulbi, sotto forma di future veri e propri (un che obbliga all alla scadenza del contratto ad un prezzo prefissato): ovvero si paga un acconto e il saldo alla consegna. Con questo meccanismo, con pochi soldi si pu generare un forte effetto leva e ci si espone a perdite elevate. Poteva accadere di comprare un diritto future del valore di cento per acquistare il bulbo alla scadenza pagando 900. Ma se il valore di mercato al momento della chiusura del contratto era dimezzato, si era obbligati dal contratto all e la perdita poteva essere ingente. Fu il terreno di cultura della speculazione perch i diritti venivano scambiati, comprati e venduti, senza pi riferimento all di comprare la merce, cio il tulipano.

A gonfiare ancora di pi la bolla, a partire dal novembre del 1636, ci fu una ulteriore circostanza, che nulla toglie al clima di euforia irrazionale che ha segnato l vicenda dove il bulbo di un fiore turco vale quanto una casa. Molti nobili e notabili tedeschi avevano investito in future sui tulipani, ma a causa della sconfitta militare subita nel confronto con gli Svedesi nel 1636 (in Europa era in corso la guerra dei Trent a sfondo religioso), si trovarono in difficolt nel chiudere i contratti. Le ragioni erano due: la prima riguardava le ridotte disponibilit finanziarie dei nobili tedeschi, la seconda la caduta dei prezzi dei bulbi che rendeva terribilmente penalizzante l chiusura del contratto future che aveva previsto un prezzo di conversione per l definitivo del bulbo ben pi alto di quello di mercato. Secondo questa ricostruzione i tedeschi fecero lobby e ottennero dal governo olandese un cambiamento delle regole del mercato: i futures furono trasformati in options, dunque in contratti la cui conversione e l del bulbo non era obbligatoria ma facoltativa. Per compensare i produttori venditori di bulbi della perdita del diritto di vendere ad un prezzo prefissato, con la trasformazione dei contratti in semplici opzioni, fu stabilito che costoro avevano diritto a una penale del 3 per cento da parte dei compratori.

Quando la notizia filtr sul mercato, la strategia dei produttori di tulipani cambi per incoraggiare la conversione delle opzioni doveva stabilirsi un rapporto di convenienza e dunque i prezzi dovevano salire. Cos fu e questa ulteriore circostanza diede l spinta alla bolla, gi ben gonfia prima della sconfitta tedesca. Naturalmente una volta scaduti i contratti, il motivo per tenere alti i prezzi non sussisteva pi e la bolla si sgonfi Panico e irrazionalit fecero il resto. Una ulteriore folle corsa, finch nel febbraio del 1637, all di Alkmaar, ci fu il crollo dei prezzi. La bolla scoppi .
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