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MONTERONI DI LECCE Un paesaggio del sud simile a quello che, nella pellicola di Gabriele Salvatores, non ho paura diventa teatro del rapimento di un bambino. Ma questa una vicenda reale, e inquietante, che si srotolata in circa tre ore, come la bobina di un film. Una bambina di origini bulgare, di appena sei anni, stata rapita da due individui intorno alle 19 di ieri sera. Ore di panico e di indagine lampo hanno fatto scattare le manette ai polsi dei due autori. Si tratta di Giovanni Giancane, 45enne del posto, e di Valentina Piccinonno, di 31 anni e domiciliata a Lecce. Entrambi noti alle forze, per precedenti legati allo spaccio di stupefacenti e a reati contro il patrimonio.

La coppia dovr rispondere di sequestro di persona in concorso, ed stata accompagnata presso il carcere di Borgo San Nicola, dai carabinieri della stazione di Monteroni di Lecce, guidata dal maresciallo Giordano Protopapa, e dai colleghi del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia locale, diretta dal tenente Alessio Perlorca. I militari dell del Nucleo operativo leccese, cooridnato dal colonnello Saverio Lombardi, hanno fatto irruzione in casa della 31enne intorno a mezzanotte, su disposizione del sostituto procuratore, Elsa Valeria Mignone.

L per la piccola, cominciato nel tardo pomeriggio, nei pressi di un parco giochi, nell mercatale di Monteroni di Lecce. La bambina, figlia di un giardiniere e di una badante, vive nella cittadina assieme a due fratelli pi grandi, di 15 e 13 anni, e alla sorellina, pi anziana di tre anni. E stata proprio quest ad essere adescata, in un primo momento, dalla coppia. Il 45enne, palesatosi come avrebbe offerto un gelato alla bambina di 9 anni, con la quale il piano non ha per funzionato. Con quella pi piccola stato tutto pi semplice: la vittima montata a bordo di uno scooter assieme ai due, sotto gli occhi disperati e confusi della sorella. La piccola avrebbe persino tentato di inseguire il mezzo, ma non ha potuto fare altro che raccontare tutto al padre, una volta rincasato.

I genitori, in preda alla disperazione, si sono rivolti ai carabinieri. Hanno raccontato loro l e fornito i pochi indizi a disposizione: il motociclo, la descrizione dell e quel nome, che ha fatto scattare pi di un sospetto agli inquirenti. Il primo pensiero stato per Giancane, volto noto ai militari del luogo, poi rintracciato in un bar, da solo, ma in stato di ebbrezza alcolica. Interrogato dagli investigatori, ha indicato il nome della Piccinonno, dichiarando che la piccola si trovava in compagnia della 31enne.

Non ha aggiunto altro ma la pista, a quel punto, ha cominciato a delinearsi. I militari hanno raggiunto un a Lecce, al civico 10 di via Marcian dove la donna risulta domiciliata e dove vive da sola. Ma quest non ha aperto la porta, peraltro dotata di un campanello guasto. Una luce sul retro dell risultava accesa: scattata l in casa, dove i carabinieri hanno sorpreso le due l e la vittima nel sonno. La piccola, spaventata da quel trambusto e dalla presenza degli uomini in divisa, non avrebbe mostrato segni evidenti di violenza psicologica.

Avvolta in una coperta e rassicurata dai carabinieri, stata sottoposta immediatamente ad accertamenti sanitari, da cui non sarebbero fortunatamente emersi segni di soprusi fisici. La notizia del ritrovamento ha sciolto l che non soltanto aveva coinvolto i famigliari della piccola, ma gli stessi militari, e l comunit bulgara in cui non sono mancati momenti di tensione. Nell di un film da incubo, l fotogramma immortalato ha visto una bambina di sei anni davanti al televisore di una caserma. Distratta di un piantone, fino all liberatorio con la sua mamma.

I due arrestati, invece, rischiano una pena dai tre ai 15 anni di reclusione, per un reato commesso con l della tenera et della vittima. E al momento sconosciuto il movente di un simile gesto. Le piste potenziali sono numerose e la coltre di dubbi difficile da diradare. Tra gli aspetti pi inquietanti della vicenda, infatti, vi proprio l di chiarire con esattezza che cosa abbia potuto scatenare la volont di rapire una bambina, da parte di due individui che, per giunta, non costituirebbero neppure una coppia consolidata. Non essendo conviventi, infatti, gli inquirenti si sono mostrati scettici nel credere che il motivo sia da ricercare nella volont di allargare “romanticamente” il proprio nido familiare.

Quel che sembra essere certo, al momento, che un piano, dunque preciso e premeditato, ci fosse, eccome. Lo dimostra il fatto che i due abbiano dapprima tentato di irretire la bambina di 9 anni, per poi passare a quella pi giovane. I filmati delle videocamere di sorveglianza installate all del bar in cui stato rintracciato Giancane, intanto, potrebbero fornire elementi determinanti per stabilire se i due abbiano avuto anche eventuali contatti con terze persone nell di questa follia. Non sarebbe il primo caso, nelle cronache, in cui vittime inermi vengono rapite per essere ceduti a coppie impossibilitate ad avere un figlio. O, ancora peggio, da destinare al traffico di organi o come carne da macello nel mercato della pedopornografia.

Il Salento ha gi assistito a un caso analogo, nell di due anni addietro. Quando alcuni cittadini bengalesi cercarono, per due occasioni consecutive, di adescare due ragazzini sul lungomare di San Foca, la marina di Melendugno. Era un giorno di fine luglio quando uno dei due malcapitati, rapido e astuto, fu fatto montare a bordo di un furgone, ma riusc ad annotare il numero di targa e a scappare, consentendo l dei tre indagati, che comunque furono successivamente assolti.

Parole di sgomento, e al contempo di soddisfazione, sono intanto giunte dal sindaco di Monteroni di Lecce, Lino Guido. l della vicenda stato positivo e di questo ringrazio i carabinieri per l lavoro svolto nel rintracciare in tempi brevissimi la bambina, portandola in salvo ed assicurando alla giustizia i responsabili di questa assurda vicenda. Alla famiglia della piccola ed all comunit bulgara esprimo la vicinanza di tutti i cittadini di Monteroni, augurandomi che questo terribile fatto di cronaca rappresenti il seme da cui far germogliare un maggiore senso di integrazione e rapporti sempre pi civili all della nostra citt ha dichiarato il primo cittadino.

R: Rapiscono una bimba di sei anni. Due in manette dopo un lampo

Notizia ,purtroppo, inquietante. Due in manette dopo un lampo

Innanzitutto 15 anni sono pochi ma tanto il massimo non glielo daranno mai. io x questo tipo di reato darei l Cosimo sai qual il problema secondo me. che siamo stanchi dei milioni di reati che “l rom” commette. siamo stanchi di tutti gli extracomunitari e comunitari (purtroppo) che vivono sul nostro territorio solo commettendo reati. gi bastano i nostri. tutta questa gente delinque e vive sulle spalle della brava gente! Vai a guardare quanto ci costa un solo detenuto al giorno. Non sono razzista e nessuno si pu permettere di dirlo. io dico solo che sei uno straniero sul Nostro territori quindi se ti comporti bene e lavori sei il benvenuto. Due in manette dopo un lampo

Marco perch non vai a commettere un piccolo reato in un paese straniero? Vediamo come verrai trattato. Leggi alcuni articoli riguardanti delinquenti rumeni che, durante un dicono ad altri connazionali di venire tranquilli in Italia tanto la legge non vale un . se aver amor di Patria, se voler giustizia significa essere “razzista” allora lo sono!

R: R: R: Rapiscono una bimba di sei anni. Due in manette dopo un lampo

Povero Gio, che pena. io, per esempio, sono stanco di chi la pensa come te. Ti dovresti vergognare ad utilizzare il termine “etnia” per catalogare e accomunare sotto lo stesso giudizio un insieme di persone. Se tutti la pensassero come te, saresti il primo a prendere pesci in faccia uscendo dal tuo territorio in quanto meridionale prima ed italiano poi. Ma tu dal tuo territorio non esci, stai troppo bene nella tua casetta, vero? Povero Gio, che pena. hai la visione della vita pari a quella di un pesce rosso.
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