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Le femministe? Ci hanno fregato. E si sono rovinate con le loro mani. Il diritto al lavoro fuori casa per le donne? Sì, a patto che non diventi una prigione e impedisca alle mamme di accudire e allevare i propri figli. E ancora. La donna in un rapporto matrimoniale? Deve essere sottomessa.

Forse il suo obiettivo non è provocare. Ma l’effetto delle sue parole è dirompente. La sua è sempre stata una voce fuori dal coro, e il suo libro, il primo, è una conferma di quanto le sue idee siano parecchio distanti da quelle di coloro che oggi hanno sessantenni e un tempo hanno combattuto per la parità tra uomo e donna. Post femminismo il suo? Ma neanche per scherzo. “Non mi si affibbi replica alcun aggettivo di quel genere. Delle femministe non ho proprio niente!.

Parliamo di Costanza Miriano, nata quaranta anni fa a Perugia e residente a Roma. Sposata, e sottomessa, almeno così le piace dire, ha quattro bambini, due maschietti e due femminucce, di 12, 9 e 5 anni (le due gemelline). Cattolica, e quindi lei dice sempre di buon umore, è giornalista RAI, al tg3. Come “capo” haBianca Berlinguer. Sulla sua scrivania una mega agenda con l’immagine inequivocabile della Madonna. Dunque, una donna temeraria. Non ha partecipato alla manifestazione del 13 febbraio scorso, perché non si è mai sentita discriminata, né ha mai temuto confronti con le escort.

Dunque, Costanza, per lei la donna dovrebbe sottomettersi a suo marito, come diceva San Paolo. Ma non le sembra un invito un po’ antimoderno, anacronistico e dannoso per la donna che, ancora in molti casi, non ha raggiunto la piena parità con l’uomo?

Non alludo alla divisione dei compiti. Credo che le donne debbano riappropriarsi della vocazione all’accoglienza della vita, quella che viene dal loro essere morbide, capaci di ricucire i rapporti, fare spazio, intessere relazioni, tirare fuori da tutti il meglio. La donna ha la chiamata ad amare per prima. E di questo spesso si dimentica.

Per lei la donna deve “stare sotto” a sorreggere la coppia, la famiglia, ma perché é più forte? All’uomo rimarrebbe, allora, solo l’illusione di comandare!
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Beh, sì, la donna è più forte, anche se di una forza diversa da quella dell’uomo.

Secondo lei la dolcezza e la capacità di comprendere gli altri non dovrebbero mai spingere la donna a pretendere da un uomo collaborazione in casa?

Certo. Mio marito, per esempio, mi aiuta molto in casa ed è anche bravo. Più bravo di me.

Pensa che la donna dovrebbe mantenersi paziente, dolce e comprensiva anche nel caso di un tradimento? Lei darebbe a suo marito infinite possibilità di redimersi?

Guardi, io mi sono data il compito di predicare, alle lettrici va quello di razzolare. Scherzo! Non so come mi comporterei io. Ma il matrimonio celebrato di fronte a Dio dovrebbe essere più forte di qualsiasi dissidio. Di qualsiasi ostacolo.

Non pensa che l’invito alla “sottomissione” le venga spontaneo, perché ha raggiunto obiettivi professionali non garantiti a tutte? Forse se fosse una casalinga frustrata la penserebbe in modo diverso! Insomma, ha mai pensato di lasciare la professione per la famiglia?

Lavorare e fare la mamma è una fatica bestiale. Vuole sapere la verità? Io lascerei il mio lavoro subito, per fare la mamma e stare con i mie figli. Il mio modello è Nancy Pelosi, speaker alla Camera dei Rappresentanti degli States, che è entrata in politica con i figli maggiorenni. Mi piacerebbe staccare e riprendere con i figli più grandi.

Potrebbe vivere con meno, scalando una marcia!

Se vivi a Roma e hai quattro figli, non puoi. Non abito vicino al raccordo anulare, né ai Parioli, ma a San Giovanni e voglio per i miei figli una vita dignitosa.

Le battaglie sostenute per il riconoscimento del diritto al lavoro di una donna fuori casa allora sono state inutili?

Il lavoro per una donna deve essere un diritto, non un dovere. Non deve impedire ad una mamma di accudire ed educare i propri figli. Sarebbe auspicabile avere una maggiore flessibilità in entrata ed uscita dal lavoro per una donna, che è anche mamma.

Forse una collaborazione maggiore dei papà non guasterebbe! Come definirebbe le sue posizioni? Post femministe?

Ma scherza? Non voglio che mi si appiccichi l’aggettivo femminista.

Dice così forse perché lei beneficia di diritti, di cui tante donne non hanno potuto godere tanti anni fa. E grazie alle femministe!

Le femministe ci hanno fregato. E si sono inguaiate con le loro mani.

Non hanno capito che uomo e donna sono diversi. Non si possono estendere paradigmi maschili alle donne. Hanno creato un appiattimento, un’omologazione difficili da condividere. E poi oggi queste donne sono sole.

Non ha mai subito discriminazioni?

No. Al lavoro capita di non essere apprezzati e valorizzati, ma succede agli uomini e alle donne. La riuscita professionale è determinante per l’identità di un uomo. Conosco molti, moltissimi uomini demoralizzati, a volte depressi per come vanno le cose nel mondo del lavoro, per la prepotenza, la mancanza diffusa di meritocrazia e professionalità.

Le piacerebbe avere un Presidente del Consiglio donna?

Mi dispiacerebbe per lei. Ritengo che gestire il potere non sia proprio un’inclinazione femminile. A meno che una decida di rinunciare alla famiglia.

Chi le piace tra le donne impegnate in politica?

Camilla Baresani. Adoro l’umorismo di Nora Ephron. Mi piace Emma Bombeck. Mi ispiro, però, a Santa Teresa,
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Santa Teresina e Santa Caterina.