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L è il secondo Paese manifatturiero in Europa e una delle sette grandi potenze economiche del mondo, ma è l a poter e saper coniugare la cultura con la capacità industriale: per questo parliamo di bello e ben fatto, la definizione migliore dell dei prodotti che vengono fatti in Italia. Il settore calzaturiero è un esempio perfetto di questa unicità del nostro Paese.

Vincenzo Boccia ha iniziato così il suo intervento all di Assocalzaturifici che si è tenuta eri ad Arese, all del museo Alfa Romeo. Suggestivo il luogo (a pochi metri ci sono gli spazi ex industriali dove venivano prodotte le auto, ora occupati dal più grande centro commerciale d inaugurato poco più di un mese fa), suggestivo il titolo dell i motori. L cambia marcia

Da sinistra: il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, la presidente di Assocalzaturifici Annarita Pilotti, il sottosegretario del ministero dello Sviluppo economico, Ivan Scalfarotto

Che è poi il senso dell del presidente di Confindustria: Boccia ha sottolineato la necessità di passare dalle criticità alle proposte e di superare le ansie dovute al fatto che la lunga crisi iniziata nel 2008 non è ancora finita, per alcun settore industriale. Il calzaturiero, che conta circa 5mila aziende e 77mila addetti, nel 2015 ha sofferto ( 2,9% la produzione in quantità, 0,5% in valore), ma ha saputo fare leva sull (+3,2% a 8,66 miliardi). Un segnale comunque positivo sottolineato nella sua relazione anche da Annarita Pilotti, presidente di Assocalzaturifici e titolare della marchigiana Loriblu, al vertice dell’associazione da un anno. Sulla centralità della manifestazione scommettono pure Mise e Ice, che alla fiera e alle sue trasferte in Cina e Stati Uniti hanno destinato parte dei fondi del piano speciale per il made in Italy (4 milioni). Ben vengano quindi trattati di libero scambio come il Ttip con gli Usa e nuovi accordi con il Giappone e i Paesi del Mercosur. A livello europeo, speriamo continui la battaglia per il made in obbligatorio, mentre al Governo italiano chiediamo la defiscalizzazione dei campionari. Facciamo inoltre un appello ai sindacati ha aggiunto Dalla crisi si esce tutti insieme: ora che siamo in fase di rinnovo del contratto nazionale, invito tutti a guardare i dati del 2015.

A rappresentare il Governo è stato Ivan Scalfarotto, sottosegretario del ministero dello Sviluppo economico e presidente del Comitato moda e accessorio, che per la prima volta ha riunito intorno a un tavolo 14 associazioni che a vario titolo fanno parte del sistema, fiere comprese, ha ricordato Scalfarotto, che ha risposto anche sulla spinosa questione delle sanzioni alla Russia. Siamo un Paese serio e sempre più ascoltato a livello europeo: vogliamo rispettare le decisioni prese da Bruxelles ma allo stesso tempo avanzare critiche e proposte ha detto il sottosegretario Lo continuiamo a fare sul in obbligatorio attualmente in una fase di stallo perché 17 dei 28 Paesi della Ue sono contrari, e lo faremo sulle sanzioni alla Russia, consapevoli dell di questo mercato per le imprese italiane. Temiamo le conseguenze di un Brexit, anche perché crediamo fortemente nell e nei suoi valori,
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a partire dal trattato di Schengen, che permette la libera circolazione delle persone, cruciale dal punto di vista culturale. Boccia ha però sottolineato pure le necessità di lavorare a livello nazionale: Bene le riforme fatte, dal Jobs Act al taglio dell dagli interventi per la scuola e la pubblica amministrazione alla politica sui fondi europei. Ma bisogna andare avanti e ricostruire un politica industriale. Confindustria farà la sua parte, ha assicurato Boccia: Lavoreremo con i sindacati, senza i quali non potremo ridurre il gap tra salari e produttività, convinceremo tutti a investire in formazione, miglioreremo la nostra struttura interna e la capacità di ascolto e favoriremo un migliore rapporto con le banche.

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