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Ora tocca ai Ride fare un giro di campo per raccogliere i riconoscimenti che non ottennero fino in fondo negli anni 90.

In quel parterre i Ride erano considerati (fra) quelli che sapevano suonare meglio, ma anche i pi ossequiosi verso la tradizione, s perch per il quartetto di Oxford la componente sempre stata pi che altro un incidente di percorso, un espediente per arrivare ad altro,
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per scrivere una personale forma di very british alternative pop.

Grazie a questa scelta si ritagliarono il ruolo di gruppo cerniera: accostando alle chitarre iper effettate un innato senso per la melodia, iniziarono a lastricare quel percorso che di l a poco avrebbe reso grandi Oasis, Blur, Verve,
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Pulp e compagnia. Non un caso se il leader Andy Bell, dopo lo scioglimento dei Ride avvenuto nel 1996, si mise prima a capo degli effimeri Hurricane 1 (che nel contesto britpop ci sguazzavano alla grande) per poi divenire il bassista di fiducia dei fratelli Gallagher e proseguire l a fianco del solo Liam nei successivi Beady Eye.

Diaries riapre solo in parte il libro dei ricordi, perch in queste nuove undici tracce i Ride continuano a volersi distinguere dal coro dei nostalgici,
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e allora cercano soluzioni inedite pur se con risultati mai all dei loro dischi migliori. Le iniziali Point e Assault (con breve inserto psych verso il finale) presentano le chitarre che tornano a intrecciarsi come ai bei tempi, ma l complessivo stenta a decollare, e il disco finisce presto su binari anonimi, poco caratterizzanti,
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senza il carisma che dovrebbe mostrare una band di rango.

Gli inserti electro nella successiva I Want l dreamy (mai ai livelli emozionali di certi Beach House) in Is A Feeling l pop proposto nella title track (che sul finale si concede finalmente qualche deriva da di scarpe i robusti innesti sintetici nella prima parte di Silver Symphony (che si slancia poi verso territori kraut), sono alcune soluzioni escogitate dai Ride di oggi, senza mai riuscire a farci sobbalzare dalla sedia.

Nella seconda met del disco la band esce dal confortevole guscio per osare qualcosina di pi e allargare gli orizzonti. Ci sono momenti molto belli dentro Diaries ma troppo pochi per un best di quanto i Ride siano riusciti a scrivere negli ultimi ventuno anni di vita.