ugg boots bailey button Intervista al fumettista Paolo Cattaneo

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Paolo Cattaneo nato nel 1982 a Genova, dove vive e disegna fumetti.

“Se clicchi sulle immagini diventano molto pi grandi e le vedi anche meglio” il sottotitolo della pagina, perch il mondo di Paolo ricco di dettagli importantissimi e appassiona oltre che per le storie, anche per la cura “maniacale” con cui personaggi e luoghi sono caratterizzati.

Storie di amicizia, esplorazione, scoperta, si intrecciano a episodi privati apparentemente insignificanti. Che si tratti di una gita fuori porta, una litigata con il migliore amico o una chiacchierata al telefono tra le mura domestiche, il racconto nei suoi fumetti un ricordo fedele e per niente idealizzato dell’adolescenza. Un segno di matita sottilissimo e minuzioso ricrea attentamente ogni scena, recuperando dalla memoria non solo le esperienze vissute ma tutta una serie di elementi utili a delineare il contesto delle storie. I lavori pi recenti sono ricchi di dettagli che supportano il racconto e rendono ancora pi vivo il concetto di identit marche di vestiti, programmi tv, prodotti commerciali e il gergo dei dialoghi sono elementi essenziali almeno quanto lo sono le situazioni raffigurate.

La raccolta Pali della luce esce nel 2012 per Inuit ed la prima pubblicazione monografica dopo una serie di apparizioni su riviste indipendenti tra cui Delebile, Costola e Banlieue e progetti editoriali autoprodotti come Kazkoff.

A distanza di tre anni Paolo, ha portato a termine un nuovo libro: L’estate scorsa, che per l’autore la prima storia lunga. Questa volta a pubblicare il lavoro Canicola, casa editrice e associazione culturale interessata alla ricerca in ambito grafico e narrativo attraverso il fumetto e il disegno contemporaneo.

Cogliamo quindi l’occasione per fare a Paolo qualche domanda mentre di ritorno dal Treviso Comic Book Festival, per parlare di L’estate scorsa e di cosa cambiato rispetto alle sue storie brevi.

FF Visto che si conclusa da poco l del workshop al liceo artistico di Treviso durante il TCBF (Treviso Comic Book Festival) vorrei iniziare da l Com andata?

PC Alpo (il king del TCBF) ha pensato bene di darmi in pasto ai ragazzi del liceo artistico per un workshop (13/19 anni, 3 incontri da 2 ore).

Io mi sono coscienziosamente preparato tutta una lista di supercazzole sul fumetto di realt scritte per benino su un quadernetto ordinatissimo, con immagini da fare vedere, cose furbe da dire, frasi ad effetto e tutto il necessario per fare una bella cosa.

Invece niente! Questi non conoscevano niente, manco un fumetto, manco un autore, manco ZeroCalcare, manco Dylan Dog. solo la passione immaginaria per il Giappone che alcuni traducevano in: “voglio fare i manga nella vita”.

Quindi ho buttato il mio quadernetto ordinatissimo, ho sfoderato la simpatia ed ho improvvisato cercando di andare incontro ai loro bisogni e curiosit attraverso la mia pluriennale esperienza di maestrino dei disegnini delle elementari e ci siamo pure divertiti.

Hanno visto i miei lavori e hanno detto che sono strani ma belli, poi alcuni sono diventati miei fans, io invece loro fan da subito. Alcuni hanno voluto e letto il mio libro e gli piaciuto, ma non so se vero, forse mi hanno detto delle bugie.

Abbiamo fatto anche dei bei lavori, ora me li stanno mandando e sono molto orgoglioso.

Mi hanno chiesto di trasferirmi a Treviso e diventare loro professore, io ho risposto che qui a Genova c’ il mare, loro mi hanno detto che per l si mangia bene.

Comunque, ecco: spero che loro abbiano preso qualcosa da me, io a loro ruber sicuramente qualcosa da mettere nelle mie storie di brufoli e scarpe giganti.

FF E tu invece a quell (che poi circa quella dei personaggi dei tuoi fumetti) cosa leggevi e disegnavi? Qualche anno fa ricordo di aver trovato un numero di Kazcoff in libreria e c il tuo zampino dietro, i contenuti per erano piuttosto diversi da quelli delle tue ultime storie.

PC Tra i 13 e i 19 leggevo a manetta, specie sull’autobus, che la scuola era lontana. Sturmtruppen e il Mago Wiz, poi Nathan Never di brutto, Dylan Dog poco e poi soprattutto manga di calci in faccia, tette sode e robo schiaffi. Americani mai veramente, solo qualche saga che mi prestava un mio compagno, ci sballavo con lo Spiderman di McFarlane e Spawn. Ho letto anche dei libri eh, bellissimi anche quelli.

Invece Kazcoff, s l’ho fatto io con degli altri, era il mio progetto di tesi, quindi stiamo parlando di un’altra vita, dieci anni fa giusti giusti, altra gente, altrecose, tutte divertenti. Vista dal futuro (adesso), forse era una roba pi punk di quanto non credessimo. A me del punk non me n’ mai fregato niente proprio, a parte qualche cassettina, per ci sono sempre passato vicino, a quanto pare.

FF Infatti nel tuo ultimo libro, L scorsa, i riferimenti alla cultura popolare degli anni 90 sono tantissimi, ma di punk non c traccia. In compenso c’ tutto il resto: dai bicchieri della Nutella alle Nike Silver, dalle puntate di Dragonball e X Files al gioco di snake sul cellulare, dai bottiglioni di Belt ai poster e adesivi di Pantera e Metallica. Quanto sono collegati per te i feticci della tua generazione alle esperienze vissute con amici e coetanei?

PC Sono un malato di queste cose, delle marche, dei tormentoni, di tutto quel mondo che ho vissuto (all’epoca anche molto distrattamente, in realt e che fa da ambientazione alle mie storie.

Sar che ho sempre guardato molto gli altri, ma mi piace credere di avere individuato degli accessori tipici che hanno un legame con certi comportamenti delle persone (e di conseguenza con dei tipi di personaggi) senza stereotipare nessuno eh, ma etichettandolo solo un pochino, con rispetto dico.

Non so se mi sono spiegato, ma s sto dicendo che l’abito fa spessissimo il monaco.

Nei miei fumetti questa cosa alla base della costruzione dei miei personaggi, se uno ha la felpa dei NOFX o la maglietta dei Megadeth cambia tutto, no? Boh, a me sembra di s mi piace anche fare l’Indiana Jones sfigato di internet alla ricerca del bicchiere di Nutella giusto, ma questo perch sono maniaco, forse.

FF vero che questa tua passione caratterizza molto bene personaggi e ambiente, ma funziona anche da un punto di vista narrativo. Osservando i disegni sembra che cerchi di ritagliare dello spazio all del racconto per inserire tutte quelle vignette pi piccole ai margini della tavola. E un operazione a cui pensi prima di disegnare o aggiungi questi dettagli in fase esecutiva?

PC Delego a quelle vignettine di contorno un ruolo descrittivo, mi aiutano molto, quindi le valuto gi nella fase di progettazione della tavola, sullo storyboard, magari anche solo con un quadratino con dentro scritto dettaglio 1, dettaglio 2, eccetera. Poi decido con calma cosa mi serve metterci, spesso le uso per caratterizzare il contesto, fare degli zoom su degli oggetti che vorrei che il lettore percepisse, senza che per forza abbiano una parte “attiva” nella narrazione.

FF Come cambiato il tuo metodo di lavoro per L’estate scorsa rispetto alle tue storie pi brevi?

PC Per la prima volta ho dovuto misurarmi con un vero sviluppo della trama e con la gestione ragionata dei tempi. Fino a prima di questo libro le mie storie erano dei brevi frammenti, come delle fotografie di un situazione, rimaneva quasi tutto fuori dalle pagine, invece questa proprio come un film, ci sono proprio tutte le cose dei film.

E infatti ci ho lavorato meno istintivamente, tornando tante volte sulle scene per capire cosa era veramente necessario allo svolgimento della storiona, ma sempre con delicatezza, senza spiegare proprio tutto tutto, o facendolo pianissimo.
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