ugg shoes australia Camillo Archivio PIETROMANIA E ALTRE COSE SU PIETRO TARICONE

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Cinecitt Elogio di Pietro Taricone, bello guaglione pap E il leader assoluto del Grande Fratello, il giovane casertano. E non perch abbia sbriciolato i record dei Grandi fratelli di tutto il mondo (primo atto sessuale in cinque giorni netti, dieci rapporti in venti giorni con Cristina: l en plain air in piscina ha costretto la regia di Stream a sfumare le immagini). Quelle sono brioches per il popolo bue. Pietro Taricone invece non un bullo. Lo soltanto per i giornalisti che hanno creduto alle veline costruite ad arte da Fabrizio Rondolino per sviarli. Ma quale uomo che non deve chiedere mai? Pietro Taricone piuttosto uomo cui non si pu chiedere niente, perch sa tutto. E un intellettuale, il Taricone. Un intellettuale duro. E un liberale, un liberale attento alla divisione crociana del liberalismo. Cos attento, da confutarla coi fatti. Lui, il Taricone, preferisce Luigi Einaudi al suo compaesano Benedetto Croce. Spiega tutto agli altri inquilini e agli attoniti telespettatori, e spiega senza badare alla teoria. Non fumoso, Taricone, va al nocciolo. La libert economica non una sottospecie della libert dello spirito. E vero il contrario. Lui, Taricone, a Caserta, ha aperto un locale, un disco pub, con soli 4 milioni di lire in banca. Se li fatti prestare, firmando mille carte e rischiando molto. Ma il rischio d l della societ moderna. “Come in America dice dove puoi aprire un esercizio, come e dove vuoi”. Il liberismo gli ha cambiato la vita. “Ero il proprietario del locale, e potevo vestirmi come volevo, anche in modo stravagante. E in modo stravagante si pu vestire solo chi qualcuno, chi ha qualcosa”. Il locale ora non c pi “me l chiuso, ne sono uscito pulito” ma appena esce da l aprir il “Palla d a Roma, “un locale di un certo tipo, di un certo livello, con gente selezionata”. L potr sfoggiare le maglie di cachemire e seta di Helmut Lang (“veste classico, Helmut Lang) o di Dolce Gabbana che in casa non riesce a indossare: “Pensavo di stare a uno show, mi so portato tutta robba, qui invece stiamo sempre in mutande”.

La libert etico politica gli interessa meno. Il rapporto con le donne, per esempio, non pu essere spirituale. Per Taricone non ci sono amiche, solo femmine. E se la femmina non ci sta, ti ecco la nomination. Non appena ha saputo che la sua morosa di Cinecitt ha avuto “una ventina di amanti” ha detto: “Maronna non ci siamo proprio”. E si intrufolato in una discussione su Clinton e Monica zittendo tutti con una puntuta difesa del “puritanesimo americano”.

Pietro, poi, un genio della strategia (forse c lo zampino di Rondolino). Il gioco prevede che i partecipanti ogni settimana nominino i pi antipatici del gruppo. I due concorrenti pi votati sono sottoposti, per sette giorni, al giudizio del pubblico. Il pi votato esce. Una campagna elettorale troppo facile per Taricone, che una volta fuori vuol girare un film con Tom Cruise per riuscire nella missione impossibile di insidiargli Nicole Kidman. Taricone vuole “pazziare”, “dare una smossa al gioco”, e comincia una serie di incontri, colloqui e giri di tavolo, paragonabile al Mastella intento ad accaparrarsi collegi. Ma a differenza di D Pietro non finir vittima dei suoi tatticismi (forse perch lo zampino di Rondolino, l che ora sussurra a Taricone, ci sar ancora).

Dunque ha lanciato la sfida a Roberta, la pierre culona. Si messo d con gli altri per farsi nominare, in una notte dei lunghi fratelli. Fuori sembrata una sbruffonata. Macch Pietro ha vinto, cos Anche se perde (improbabile), la stoccata da leader l messa a segno lui. Prima del redde rationem ha regolato due conti con gli altri possibili leader della casa. Con Rocco, per esempio. Gli ha raccontato che quella Marina di cui infatuato un po troppo allumeuse con altri inquilini. E Rocco ci cascato, scoprendo il fianco a possibili altre incursioni del Taricone. Con Lorenzo, poi, il macellaio tutto Rauti e Los Angeles Lakers. In un faccia a faccia da Mammasantissima, si sono guardati negli occhi a lungo, in silenzio. In gioco c la leadership del branco. Lorenzo ha abbassato gli occhi, e la sfida al ballottaggio la far Pietro.

Se gioved perde con Roberta, se la spasser con le donne applicando la sua teoria del “maccarrone e dello spaghetto” (“Se me piace lu maccarrone perch devo rinunciare allo spaghetto che me piace pure assai?”). Ne avr tanto godimento che talvolta ci sar bisogno anche del corollario della “pizza” (“Se ce sta pizza, che devo fa me magno pure quella”). Se gioved invece batte Roberta, non ce ne sar pi per nessuno. Big brother lo incoroner E bello, muscoloso, divertente e finanche “gay enough”, secondo la geniale definizione di Tina Brown. La sfida lanciata. Si vota come ai referendum. Se voti Roberta, vuol dire che vuoi tenere Pietro. Se voti Pietro, ci toccher sopportare ancora quella pierre milanese de Roma. Pietro, da liberale purissimo qual non utilizza a vanvera il tema del conflitto d nonostante ne abbia tutto il diritto. Lui non sa quello che sappiamo noi, cio che Roberta ha confessato una storia con uno degli autori. Lui non lo sa, per svelto, ha intuito: “Mi sa che sei puoco raccomandata”, ha insinuato. Roberta, solitamente sgamatissima, ci cascata. “Grande frate t scoperto”, ha detto ridendo Taricone. Pietro, che un teorico del pensiero fight club sta affilando le armi della sua campagna elettorale imperniata sullo slogan: “E basta co buonismo”. L sera per accattivarsi le simpatie della sinistra si messo a intonare con voce ferma una mezza dozzina di canti partigiani. Maria Laura Rodot scriver ancora che un dovere sociale cacciarlo dalla casa? Noi lo difendiamo, anche perch quando Rocco ha detto che Giuliano Ferrara intelligentissimo e anche eccezionale e che L non gli piace, Pietro Taricone, saggio, ha annuito. I nove del Grande Fratello devono fare un gioco che andr in onda gioved in diretta su Canale 5. Ciascuno di loro deve indicare preferenze e antipatie. Gad Lerner stato inserito tra i personaggi pubblici pi detestati insieme con Valeria Marini. Il nome dell direttore del Tg1 forse verr cancellato dal gioco perch il pizzaiolo Salvo, nonostante svariati tentativi, quel “Gad Lerner” non riesce a pronunciarlo. Quella l Roberta falsa, falsissima. E utilizza colpi bassi, bassissimi per eliminare Pietro (gli ultimi sondaggi li danno appaiati). L sera nella casa del Grande Fratello, Roberta ha cercato di convincere Cristina, la morosa di Taricone, che Pietro la tratta come una cretina, per non dire altro. Pietro, fiutando qualcosa, si tolto la canottiera ed passato davanti alla rivale. “Ma d puzzi” ha urlato Roberta. “Lo so, per questo me so tolto la maglietta”. Il Grande Fratello imparziale? Almeno cos dovrebbe essere. Ma allora, a Pietruzzu nostro, perch fanno fare la doccia fredda di sera? Che poi si scoraggia e si chiude in camera. E invece di rivolgersi agli elettori spreca tempo prezioso a parlare con uno specchio: “E d dimmi qualcosa, lo so che ci sei dietro quel vetro. Non mi vuoi parlare? Almeno girati che me devo cambia le mutande”. I nove del Grande Fratello devono indicare qual il loro pensiero proibito. I nove inquilini, Taricone a parte, non hanno capito bene e buttano l “l “possedere un Caravaggio”. Ma figuriamoci, sarebbero pensieri proibiti quelli? impossibili, semmai, oppure costosi. Roberta, poi la rivale ha scelto “andare in Scozia”. Ma va l Il Taricone, invece, senza infingimenti ha detto: “Il mio pensiero proibito, guaglio il mio dito sul bottone della bomba atomica”. Ti sembra un guerrafondaio, cara Maria Laura Rodot Sbagliato. Taricone pacifista e di sinistra e per un pelo l giorno James Rubin non l citato sul Financial Times tra i traditori europei della guerra a Milosevic. E Maria Laura Rodot ha perso. L Roberta o come diavolo si chiamava, lascia il Grande Fratello. Avanti il prossimo, anche D se ha coraggio. Ieri Pietro ha assestato il KO con un mirabile appello finale. “Roberta classista, fa la snob. Ma io so Pietro il sanculotto. Grande frate la Rivoluzione francese cominciata cos Abbattiamola come abbiamo fatto con Maria Antonietta quando offr biscotti al popolo affamato”. Biscotti, non brioche. Pure revisionista E ancora: “Roberta il potere forte, io so rivoluzionario. E poi, diciamo la verit s a fa l Ieri si tolta le scarpe e guaglio i piedi le puzzavano proprio comm annoi”. Pietro ha chiuso il comizio intonando “El pueblo unido jamas sara vencido” degli Intillimani, provocando turbe esistenziali in chi finora l liquidato sotto la voce “bullo de Caserta”. Li ha presi tutti in giro, Pietro. E colto, sensibile. Gli piace Patty Pravo. Ieri era l della casa a sapere che “Per Elisa” di Beethoven. Ha dimostrato di essere liberista. Moderato e pacifista. Antidipietrista e sciasciano. Ora anche di sinistra. E pasoliniano: “Faccio un appello a tutti i giovani della borgate, ai ragazzi di Tor Bella Monaca e di Tor Pignattara ha detto Venite a trovarci qui al Grande Fratello, infrangete le regole, portate le cartine”. E cos ha imbarcato anche i ragazzi di Seattle. E un genio, Taricone. Altro che buzzicone. Ieri gli hanno chiesto in quale periodo storico avrebbe voluto vivere. E lui: “In un periodo buio, la Repubblica di Weimar”. La Rodot svenuta. La notte scorsa poteva essere l Pietro l passata con Cristina. Si sono accarezzati. Lei era terrorizzata che lui potesse uscire. Appena sveglio si prepara con le sue manine uno zabaione con la nutella pi sei cucchiaini di zucchero. Ingurgita la sbobba con rayban e bicipiti in evidenza, come neanche Tomas Milian. Poi comincia a lavorare. Questa settimana gli obiettivi sono due: cacciare quel fascistone di Lorenzo e avvicinarsi ma con juicio a Marina. A Rocco ha detto: “Quello venuto qua a fa l duro, si sentiva Charles Bronson e ora guarda dove sta: in cucina a fa le pulizie. Altro che Charles Bronson, guardatelo Mary Poppins”. La Gialappa band ha preso in prestito da noi il vittorioso slogan elettorale “Salvate il soldato Taricone”, adattandolo a Sergio (“Salvate il soldato Ottusangolo”). Se anche questa disperata sfida andasse in porto, qualcuno segnali lo slogan a Greenberg (“Salvate il soldato Piacione”). Taricone uno che la politica ce l nel sangue. L giorno ha raccontato il suo primo comizio, tenuto dietro uno striscione “Taricone per i giovani”. Il ministro degli Esteri, Lamberto Dini, gli ha fatto i complimenti: “Taricone, lei si far strada nella vita”. Lui ha ringraziato ma si perso negli occhi di Lady Donatella. Lo ha raccontato in modo pi crudo, ma il senso, cumpa questo. Pietro di centrosinistra ma al Palavobis non ci avrebbe messo piede. Ieri sera ha detto al paese che “nulla poena sine crimen” replicando alla gaglioffata rutelliana contro la libertaria legge Simeone (d in poi legge Taricone). E se Veltroni avesse scelto il Taricone e non il Piacione, la Lega avrebbe visto i sorci verdi. Tanto per cominciare la signora di Venezia che sventola il tricolore sulla testa dei secessionisti sarebbe rimasta a casa. Al suo posto alla convention avrebbe parlato Taricone senior: “Quando ero piccolo ha detto Pietro chiedevo sempre a mio padre chi era cchiu forte tra Bud Spencer e Silvester Stallone. Lui, nu poco patriottico, mi diceva: Bud Spencer, Bud Spencer”.

27/10

Pietro Taricone non andr mai a casa Flores. Si fa mica fregare, lui. Ieri per togliere dall lo spifferaio magico ha detto: “A nel film intoccabili tifavo per Al Capone”. E cos non verr mai invitato. Ti Nella casa del Grande Fratello si discusso di un edizione con concorrenti vip (a proposito, un suggerimento ai produttori: non contattate il padrone della casa qui accanto, ch uno sempre chiuso in confessionale non utile alla trasmissione). Chi potr mai fare il remake di Taricone co.? Raul Bova, Ambra, Valeria Marini? “E se venisse Lerner?”, ha chiesto Lorenzo. “Glie direi: Gad, porcoggiuda e llava piatti ha risposto deciso Pietro. L di Taricone a Marina continua spedito. Ma la strada lunga. Cos per prendere fiato dopo aver mollato Cristina, Pietro ne ha escogitata un “Sento odore di Maria Antonietta, guaglio E nu fiore che sboccia”. Qualcuno (crediamo Fabrizio Rondolino) ha sussurrato a Taricone che qui al Foglio siamo Pietromaniaci. Taric, attento lettore di “Farnesina”, ha ringraziato il direttore: “Cumpa quando passano gli Elefanti, nella foresta non parla pi nessuno”.

28/10

E nata una stella. Ovviamente si chiama Taricone. Ma questa volta non Pietro e noi per un giorno ci trasformiamo in mamma di pietro maniaci. Ma l vista in tv, la professoressa ajfkldfj fjdkfjsd in Taricone? E poi uno si chiede perch Pietro un genio. Autorevole, colta, lucida, severa, austera e bella signora del sud. Una Letizia Moratti con in pi l popolana di una Margaret Thatcher. Praticamente perfetta. E se fossimo candidati premier, la prenderemmo con noi per un ticket imbattibile. Sarebbe comunque una formidabile presidentessa della Camera. Parleremmo solo di lei incantati ma c da commentare il voto di gioved Sergio rimasto in casa, grazie allo slogan che abbiamo prestato alla Gialappa (Salvate il soldato Ottusangolo) e che presto ormai non pi un segreto diventer l finale di Francesco Rutelli (Salvate il soldato Piacione). Il rautiano Lorenzo invece stato cacciato, l democratica e antifascista ha vinto. Fuori avr successo, e per una settimana scoper tantissimo. Prender il posto di Sante Licheri a Forum, e chi se ne frega se una lite tra condomini finir con un pubblica. Marina, meravigliosa creatura checch ne dica Maria Laura Rodot ha fatto fuori un altro concorrente. Ma era sinceramente dispiaciuta. E bellissima. Pietro invece contento. E da buon togliattiano ha cos commentato l di uno dei pochi che gli poteva insidiare la vittoria: “Lorenzo si ghiuto, e soli ci ha lasciato”. La Gialappa gioved sera ha fatto come Flores: ha spifferato. Pietro, hanno riferito quei filosofoni di Italiauno, comprava voti per Rinnovamento a bordo di una Maserati messa a disposizione della camorra, “guaglio quella vera”. Non ci crediamo. Ma non ci abbiamo dormito. E se avesse ragione la Rodot Bulli siete voi, e come dice il nostro “dovreste tendere tutti al tariconesimo”. Pietro Taricone ha passato il weekend dissertando su filosofi presocratici (“Talete, Anassimene, Anassimandro”), chiacchierando di D e di Nietzsche e della teoria del superbullo (“Nun bisogna penza al superuomo come a quello muscoloso, il superuomo era l che creava valori, anzi creava il ponte tra la bestia e il superuomo. Quindi era cchi cattivo l del superommo”). Taric ha citato lo Zarathustra che ha letto (in italiano, per perch “per acchiapare bisogna fa l Poi si occupato di musica, cantando a Cristina l alla gioia di Beethoven e spiegando a quella smorfiosetta di Antonietta le Quattro Stagioni di Vivaldi. Prima aveva psicanalizzato Rocco (“Te potrei rispondere citando Jung: c del simbolismo in questa casa, ah Rocco se sei tigre devi ruggire, ma se sei nu bacarozzo”). La Repubblica che non scrive quasi mai di Grande Fratello non sa pi che pesci pigliare, per cui ha deciso di occuparsi di Pietro nella cronaca giudiziaria (sono manettemaniaci, si divertono cos La notizia che Pietro potrebbe essere arrestato per voto di scambio. Insomma, nun ce vonno sta Ma non tutto. Il cronista sportivo Gianni Mura si indignato perch il comune di Caserta ha messo a disposizione alcuni suoi uffici a Di Pietro. Alt, fermi, stop. Vabb che hanno sposato Rutelli e di Tonino non vogliono pi saperne, ma gli uffici sono stati messi a disposizione di Pietro (ripetiamo: di Pietro, con la “di” minuscola, preposizione semplice). Comunque un trionfo. Dopo settimane di disinformatja il Corriere della Sera ha omaggiato Pietro con una pagina tratta clandestinamente da una piccola rubrica. La sua prima fidanzata era francese e si chiamava Catherine (“oui, elle est Catherine”). Altro che bullo. Del resto vive a Caserta, provincia di Versailles. Guardate con quale grazia corteggia Marina. Sembra il centrosinistra con Bazoli. “E un gioco di emozioni, porcoggiuda”. Le dice che non cammina, sfila. La invita a non lavare i panni, “con quelle mani cos delicate”. Ora vuole salvarla dalla nomination di stasera perch gli piace “come ragazza, come persona, come fisico”. Marina, tosta quanto lui, l ostacolo alla liaison. Perch vuole parlare, tanto parlare ma proprio tanto. Sembra Pannella. Pietro, cultore della Realpolitik, le dice: “Prima dovemo fa e poi parlamo de Aristotele”. S vero, di mezzo c anche l Rocco, primo innamorato di Marina ma meno carismatico di Buttiglione: “Cumpa gli ha detto Taric io so onesto, so leale. Marina me piace, che ce devo fa Se per caso co lei dovesse succedere quacchecosa qui sul letto, le direi fermati un attimo Poi verrei da te e te direi: Rocco c cosa, possibilid che ne penzi?”. Rocco gli ha dato il permesso di baciarla.

Cristina? S c anche Cristina vero. E lui, l sera, limpidissimo, le ha detto tutto di Marina. Non solo, le ha anche proposto: “Cristi se te nomino come affronteresti siduazione?”. Lei lo ha ringraziato per la sincerit Non ci stancheremo mai di dirlo: Taric un genio, il prototipo del leader carismatico di Max Weber. Di fronte a dieci milioni di telespettatori, pari a due Tg1 delle ore 20. Senza Mario Giordano, figuriamoci Toni Capuozzo. I fatti, nudi e crudi, come piacciono a lui: gioved sera, in diretta, Daria Bignardi, detta “la tremenda”, ha presentato Lella Taricone, donna peraltro bellissima oltre che intelligente oltre che sorella di Pietro. Le ha detto: “Cara, lo sai che un autorevole quotidiano pubblica una rubrica dedicata a tuo fratello? Lo sai che Pietro ha soffiato a Gad Lerner il posto in prima pagina?”. Daria, maniaca oltre che tremenda oltre che sadica, quel nome lo ha scandito: “Gad Ler ner”. E mentre lo diceva, il messaggio subliminale era: “Gad Lerner, l che fu sostituito da Taricone”. Prima la storia dei pedofili e le dimissioni, poi Lorenzo che dice in tv di detestarlo e infine Salvo incapace di pronunciarne il nome. E ora questa mazzata. Per Gad un po se lo merita. Taric al posto suo non si sarebbe mai dimesso. Perch se dirigi il Tg1 o il Grande Fratello devi fare il bullo, mica il mollaccione come Rocco. Di fronte a quelle immagini di pedofili, Pietro avrebbe detto: “Sassoli, porcoggiuda, ma che cosa. Ma che ti sei messi a pazzia e voi laggi nun facite a faccia triste, io so Taricone, o lione, non me vado, resto ac Ora me metto a penza alle z (biiip) di Donatella Dini, e cos me scordo di cosa qua”. Cos si sarebbe comportato Taricone, guaglio E a quel Landolfi, il foglietto glielo avrebbe passato lui: “Lando eliminami Cristina, e portame Marina ch magari la metto al posto della Busi”.

7/11

A Taricone il ritmo lento del Raggio verde di Michele Santoro nun glie piace proprio. Non l visto, ovviamente. Ma se lo immagina. Sabato sera quando Rocco ha detto che una volta fuori vorrebbe andare a cena con Santoro, Taric ha risposto deciso: “Du palle, meglio co Ezio Greggio”. Antonio Socci, editorialista del Giornale e di Raggio Verde, se ne convinto e ha deciso di non collaborare pi con Santoro e si incollato al telefono per eliminare Cristina. Le femmine e la politica sono le passionacce di Pietro. L sera poco prima di accarezzare Marina (“Picciri dovemo scopa Non t lo dico in senso buono”) ha rimpianto i bei tempi di Romano Prodi. “Quelli s che erano grandi politici, non quelli di adesso”. Pietro non lo sa ancora, ma appena uscir da Cinecitt il Pololaico di Sgarbi e Negri gli offrir la candidatura in una circoscrizione proporzionale del nord. “Taricone ha motivato Sgarbi l che come me punta diritto al centro dello schieramento”. Nel weekend, Pietro ha intensificato il pressing su Marina. Carinissimo, le ha detto: “Ti devo piacere”. Lei, tosta, ha risposto: “Mi piaci, ma non deve cambiare niente”. Lei vorrebbe, ma queste maledette telecamere la inibiscono. Pietro allora l accerchiata, prima sfoderando la sua mitterrandiana “force tranquille” (“Mari sai perch io so forte? perch resisto dal prenderti”), e poi dicendo qualcosa di sinistra: “Sai qual la domanda al centro dei dibattiti filosofici da
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