stivali ugg bambina Darko Pancev il macedone

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Capita a volte di parlare di calciatori giunti nel calcio italiano con l’etichetta di promesse e di goleador, ma che dopo la prima stagione dimostrano di essere brocchi e ritornano a militare nella loro squadra di provincia dove nella stagione precedente hanno realizzato 20 reti in prima divisione.

Si tratta di calciatori poco abituati alle grandi platee che subiscono l’impatto frontale col calcio italiano.

Scarpa d’oro nel 1991, campione d’Europa e del mondo con la Stella Rossa di Belgrado nello stesso anno. Uno dei bomber più prolifici d’Europa a cavallo degli anni 80 e 90, Pancev in teoria non aveva nulla da dimostrare. Lui era già un campione.

Quindi, quando alla seconda giornata del campionato 1992 93 in Inter Cagliari un preciso cross di Alessandro Bianchi scavalca il portiere e si dirige verso la testa del macedone che a un metro dalla porta vuota, restituisce il pallone al mittente sulla fascia,
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tutti pensano ad una sfortunata coincidenza.

In realtà quella sarà solo la prima di una interminabile serie di errori sottoporta che terranno il macedone in corsa in ben due classifiche di “mai dire gol”, “il Pippero” e la classifica dei “non marcatori” (quest’ultima vivrà in quegli anni uno dei duelli più entusiasmanti tra i due bomber dell’est Pancev e Raducioiu).

Sembra un vero e proprio scherzo del destino quando nell’agosto dell’anno successivo, in una gara valevole per la Coppa Santiago Bernabeu, Pancev infila Buio in quel di Madrid con un tiro al volo da trenta metri.

Si pensa subito: “questo sarà il suo anno”. In realtà l’Inter vince la Coppa Uefa, si salva per un punto e Pancev con un bottino di zero reti inizia a capire che forse il campionato italiano non fa per lui, anche se resterà un altro anno a deliziare ancora per un po’ la platea milanese.
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