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“Dare un calcio alla violenza sulle donne”. questo il messaggio che Don Vito Martinelli, trattando un tema di grandissima attualità, ha voluto lanciare con il presepe inaugurato ieri, a conclusione del primo giorno della Novena di Natale, nella parrocchia “Sacro Cuore”.

Un globo centrale contenente la rappresentazione della Natività e due mani che, emergendo dal seno della Terra, costituiscono la culla del Bambino Gesù che è venuto nel cuore del mondo e dell donato dalle mani stesse del Padre.

Un cartiglio, posto sulla sommità del globo, riporta la frase della lettera di San Paolo ai Galati (“Quando venne la pienezza del tempo, Dio mando suo figlio nato da donna”), perché in Maria, madre di Gesù e madre nostra, è espresso l di Dio per ogni donna.

Particolari i due dipinti del Guercino, ovvero la “Cacciata di Agar e Ismaele” (1657 1658) e “Cristo Risorto appare a Maria Maddalena” (1629), che all del presepe intendono rappresentare tutte le donne della Bibbia, tanto dell’Antico quanto del Nuovo Testamento.

Un pallone di cuoio e un paio di scarpe rosse da donna consegnano il messaggio del presepe: “Dare un calcio alla violenza sulle donne”, poiché le donne (madri, sorelle, figlie,
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compagne di vita) non sono su un altro pianeta, ma abitano il mondo di ciascuno di noi, e la violenza sulle donne non è altro che l rifugio di uomini incapaci.

Realizzato grazie alla buona volontà dei parrocchiani Benito Cannillo, Franco Colella e Vitantonio Patruno, il presepe tematico del “Sacro Cuore” è stato ideato dal parroco don Vito che ha spiegato le ragioni di questo particolare presepe.

La comunità credente non può sentirsi estranea al problema della violenza sulle donne: violenza fisica, sessuale, psicologica e di sudditanza economica, rispetto all ha dichiarato il parroco La violenza sulle donne è una realtà drammatica che vive vicino a noi. Non possiamo far finta di nulla. Il messaggio, dunque, è rivolto agli uomini, perché comprendano che mai la violenza, in generale, e la violenza sulle donne, in particolare, può essere giustificata. Il messaggio è rivolto alle donne, perché denuncino, da subito, sempre. Coloro che conoscono il linguaggio della violenza, difficilmente cambiano. Vanno fermati.
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ugg australia classic short Daniela Martani spara a zero su Fabrizio Corona

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stata eliminata quasi subito dal reality La Fattoria, dove si è presa anche una paternale da Fabrizio Corona, ma ora Daniela Martani, la ex hostess del Grande Fratello, si toglie qualche sassolino dalla scarpa:

“Corona ha detto di avermi paparazzato con Massimo Giletti, quindi ha anche guadagnato su di me. Spara sentenze, ma dovrebbe essere lui a guardare sé stesso prima di guardare gli altri. Poi,
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cosa c’entra lui nel mondo dello spettacolo? Non sapevo della sua esistenza prima che sposasse Nina Moric. Era Nina la persona nota”.

“Si è comportato molto male, mancando di rispetto ad una persona con problemi fisici. Ha sbagliato anche dandogli della buffona o peggio. Marina ha voluto sfidare sé stessa, la capisco. Corona dice che è andato a “La Fattoria” per riposarsi. Se era così se ne poteva andare in vacanza. Si dà troppo spazio a un personaggio come lui, che non è un esempio positivo da seguire. Lui è soltanto un cattivo esempio per i giovani d’oggi”.

Fabrizio Corona intanto è ancora alla Fattoria, ma sicuramente, appena tornerà in Italia, non mancherà di ribattere alla Martani. Prevedo fuoco e fiamme!
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Convinti che un giorno il PC sarebbe diventato un dispositivo di consumo per la fruizione di videogame e multimedia, Jen Hsun Huang, Chris Malachowsky e Curtis Priem fondano NVIDIA.

All’epoca, erano attive 26 società indipendenti produttrici di chip grafici. Soli tre anni dopo il numero arrivò a 70.

Viene lanciato il primo prodotto dell’azienda, NVIDIA NV1. La scheda PCI viene venduta come Diamond Edge 3D e offre un core grafico 2D/3D basato sul texture mapping quadratico.

NVIDIA svela i suoi primi driver per Microsoft DirectX in grado di supportare Direct3D, un’API usata per il rendering di grafica 3D che necessita di prestazioni eccellenti.

La società presenta RIVA 128, il primo processore 3D a 128 bit del mondo. Il favore tributato al prodotto dagli OEM ne agevola l’enorme successo: più di un milione di unità

distribuite in quattro mesi.

NVIDIA espande la famiglia di processori RIVA. RIVA 128ZX è il processore 3D più veloce dell’intero settore. RIVA TNT è il primo processore 3D multitexturing.

La Fabless Semiconductor Association vota NVIDIA come Industry’s Most Respected Private Fabless Company (azienda priva di strutture produttive più rispettata del settore) per il secondo anno consecutivo.

Viene stretta una partnership strategica di durata pluriennale con Taiwan Semiconductor Manufacturing Company, che inizia ad assistere NVIDIA nelle fasi di produzione.

NVIDIA inventa l’unità di elaborazione grafica, un’idea che rivoluzionerà l’intero settore. Il lancio di GeForce 256 la descrive come prima GPU del mondo, coniando un termine che NVIDIA definisce

come “un processore a chip singolo con motori integrati di trasformazione, illuminazione, creazione/clipping di triangoli e rendering in grado di elaborare un minimo di 10 milioni di poligoni al secondo.” Le attuali GPU elaborano oltre

7 miliardi di poligoni al secondo.

NVIDIA annuncia la sua offerta pubblica iniziale,
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al prezzo di 12 dollari per azione.

NVIDIA presenta le GPU Quadro, dedicate alla grafica professionale. Ben presto Quadro diventa lo standard per i professionisti che si occupano della progettazione di ogni possibile oggetto,

dalle scarpe da tennis alle automobili.

Microsoft seleziona NVIDIA per fornire i processori grafici per la sua prima console di gioco, Xbox.

NVIDIA acquista gli asset di 3dfx, azienda di spicco della fase pionieristica della tecnologia grafica.

Viene annunciata GeForce2 Go, la prima GPU per notebook del mondo.

NVIDIA entra nel mercato della grafica integrata con la piattaforma nForce.

La società presenta la prima GPU programmabile del settore, NVIDIA GeForce3, che permette agli sviluppatori di creare effetti visivi personalizzati.

Dopo i terribili eventi dell’undici settembre, i dipendenti di NVIDIA scelgono di dedicare una giornata al servizio alla comunità. L’evento diventa una tradizione annuale e successivamente vieneNVIDIA è riconosciuta come la società di semiconduttori che ha raggiunto più rapidamente il fatturato di 1 miliardo di dollari e viene inserita nel listino S 500.

La società distribuisce il suo centomilionesimo processore.

Dawn, un demo di enorme popolarità, viene presentato da NVIDIA alla Game Developers Conference. Il demo raffigura una fata silvana con ali traslucide, orecchie a punta,
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ugg ultimate bind dalle ballerine agli stivali

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Iniziamo dalle ballerine proposte da UGG Australia, che si presentano come un’idea assolutamente originale e divertente: si chiamano Nightengale, caratterizzate da un rivestimento in morbida lana intrecciata e con imbottitura interna realizzata in soffice montone bianco. Il tocco chic? Il pon pon in pelo chiaro. Sono disponibili in diversi colori quali il nero, il color avorio, il rosso, il color espresso e il grigio melange. Il prezzo delle ballerine Nightengale di UGG Australia è di 99,00 euro.

Dalle ballerine, arriviamo agli stivali classici proposti da UGG Australia, gli iconici e inimitabili Classic Short Boots: si tratta come suggerisce il nome stesso di stivali bassi, con imbottitura in montone antibatterico, che assicura una temperatura sempre costante per affrontare sempre con stile l’inverno freddo e le temperature proibitive. I Classic Short Boots di UGG Australia sono un modello assolutamente unisex, per lei e per lui, sono disponibili in quattro bellissime tonalità: black, chestnut, sand e grey.

Concludiamo questa selezione di scarpe UGG Australia per affrontare l’inverno, con i nuovi modelli: gli Over The Knee Bailey Button, delle morbide e calde cuissardes, che arrivano dopo i Classic Short e i Classic Mini Boots, introducendo una versione extra tall e reversibile al ginocchio. Ad impreziosire le linee degli Over The Knee Bailey Button di UGG Australia, due bottoni realizzati in legno e posti sul boot stesso con la funzione di regolare la parte reversibile. Disponibili in tre varianti di colore: Bomber Jacket Chestnut, Bomber Jacket Black, Lotus Brown (in morbida pelle testa moro).
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ugg boots outlet online Dalla Sicilia l’algoritmo dell’inglese perfetto

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Dalla Sicilia un gruppo di ex compagni di liceo oggi diventati soci in affari sta migliorando l’inglese di milioni di utenti.L’intuizione l’ha avuta Antonio Rotolo, 34enne di Palermo, una formazione universitaria da archeologo a Viterbo, un master e un dottorato in Spagna e ancora un post dottorato al prestigioso MIT di Boston. Proprio dopo l’esperienza statunitense Antonio è tornato in Italia con un’idea “wow”: abbattere ogni barriera linguistica ed offrire a milioni di studenti, ricercatori e professionisti nel mondo la possibilità di scrivere facilmente in inglese, colmando il gap con i propri colleghi madrelingua. Mi confrontavo ogni giorno con la scrittura in inglese. Tutta la produzione scientifica è in inglese e scrivere in modo eccellente per chi fa ricerca è fondamentale. Alcune statistiche rivelano che attualmente circa il 70% dei paper di ricercatori non madrelingua inglesi vengono rifiutati dalle riviste accademiche per ragioni linguistiche più che di merito, racconta Antonio, che dall’archeologia si è appassionato alle tecnologie digitali.Così l’idea: offrire un supporto concreto per aiutare chi scrive in inglese basandosi sull’uso della lingua nel contesto specifico.Nasce così Ludwig, una piattaforma di traduzione e motore di ricerca linguistico che si basa sulla scrittura direttamente in inglese. Si tratta di un sistema di supporto basato sull’imitazione di testi provenienti da fonti affidabili. Ad oggi i fondatori sono tre trentenni siciliani e globetrotter. All’impresa da subito hanno preso parte Federico Papa e Roberta Pellegrino, entrambi palermitani e sui trentacinque anni. E anche loro impegnati nella scrittura in lingua inglese. Al progetto partecipano anche tre ingegneri, un designer e un comunicatore.Il nome è un omaggio al padre della filosofia del linguaggio Wittgenstein, fonte di ispirazione. Aveva sottolineato come la lingua dovesse essere contestuale, quindi legata ad un uso che se ne fa e non astratto. L’obiettivo di Ludwig è che la lingua di approdo sia sempre l’inglese. L’utente digita una frase in inglese o una parte di essa per verificare che sia giusta. Grazie ad un algoritmo di ricerca proprietario chiamato SentenceRank,
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Ludwig interroga un gigantesco database di frasi corrette provenienti da fonti attendibili e le presenta agli utenti nei propri contesti d’uso. Una visione d’insieme veloce ed efficace che consente di capire se la frase che ha proposto è effettivamente adottata, precisa Antonio.Il team siciliano usa un plug in di Google Traslate, innovandolo però. Facciamo un passo ulteriore: usiamo Google, ma quando viene il risultato in inglese Ludwig fa la ricerca nel suo database.Nel 2014 Ludwig riceve il primo seed con Working Capital di Telecom Italia. Dopo esserci formati e aver lavorato in Spagna, Germania, Stati Uniti, Norvegia e Belgio, abbiamo deciso che la casa di Ludwig sarebbe stata in Sicilia. Proprio a Catania abbiamo la nostra sede, ma lavoriamo in remoto e quindi in estrema mobilità. Siamo di fatto un prototipo di questi tempi, un’azienda flessibile che ha una sede in rete e in ogni angolo del mondo, sfruttando tutte le tecnologie, precisa Antonio.L’altra forza straordinaria di Ludwig è la community: oltre 3 milioni di utenti si sono collegati alla piattaforma, un milione di utenti unici soltanto lo scorso mese da 200 Paesi nel mondo. D’altronde l’impresa conta su un mercato potenzialmente sterminato: 650 milioni di persone che quotidianamente scrivono in inglese per ragioni di studio o di lavoro. E che potrebbero trovare un alleato in rete,
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grazie a questi giovani siciliani.

ugg bambini Dalla Sicilia il restauratore social

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Ma anche qualcosa di molto lontano dal puro lavoro di restauratore. Perché Antonio Gulisano, 36enne catanese sposato e con un figlio di poco più di un anno, ha deciso di puntare anche su Internet e sui social media per fare al meglio il suo lavoro di restauratore artistico.

Oggi la sua bottega di sessanta metri quadrati aperta sette anni fa a Viagrande, paesino di quasi novemila anime alle pendici dell’Etna nell’area metropolitana catanese, è visitabile anche da molto lontano. Internet mi ha permesso di essere intercettato da tanti clienti italiani ed esteri e di confrontarmi con molti altri colleghi, racconta Antonio.

La sua passione è nata seguendo la storia della Sicilia orientale, quella che affonda le radici nelle chiese, nei monumenti e in quel patrimonio storico artistico d’eccellenza. Così Antonio restaura sculture policrome, arredi con dorature, candelabri, cornici, altari. Partito come falegname e appassionato del taglio del legno, ha deciso di lasciare la sua amata Sicilia e di formarsi al Centro Europe del Restauro di Firenze.

Ho cercato di specializzarmi in qualcosa di più artistico, puntando sulle opere lignee e sulla dorature. Così mi sono dedicato al restauro di opere d’arte e arredi d’epoca. Oggi il lavoro di Antonio si divide tra la bottega vicino casa e i cantieri di chiese, enti, gallerie. Si tratta di antiquari, ma talvolta mi chiamano anche sacerdoti per restauri all’interne di chiese e basiliche.

Antonio ha deciso di puntare anche sui social, in particolare su Facebook e Instagram. Una volta le botteghe ospitavano il restauratore e il cliente solo in quell’ambiente. Con Internet presento ciò che faccio direttamente e la visibilità è molto maggiore. E poi anche il cliente arriva molto più preparato, informato.

Antonio negli anni si è dedicato alle cornici siciliane tipiche del Settecento, quelle realizzate in argento e mecca e incise con attrezzi particolari. La chiave per competere anche in rete è specializzarsi
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ugg stiefel Dalla Scandinavia Blog Archive REQUIEM PER IL MIO PC

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Rieccomi finalmente dopo una pausa forzata, dovuta alla morte del mio pc. Il bastardissimo laptop ha deciso di tirare le cuoia proprio mentre sono finalmente a casa a riposarmi. Maledetto vigliacco! Quindi abbiamo comprato un nuovo computer, multimedia (chi sene intende forse sa cos’é, per me é stato una novit assoluta e ancora devo capirci bene qualcosa, ma per fortuna mio marito é l’esperto in materia!).

Ieri mi é arrivato appunto il nuovo computer, la sera mio marito l’ha collegato e rieccomi finalmente on line. Ovviamente il “vecchio” laptop, forse in una crisi di gelosia acuta, ha ricominciato a funzionare. Non so per quanto, ma funziona.

Che vi posso raccontare? Cosa é successo durante questo mio black out informatico? Niente di particolare, nel senso che ormai, a circa 4 settimane dalla data prevista per il parto, sono assolutamente rotonda, rotolo quando ho bisogno di muovermi, mi sento un elefante (con la differenza che quel pachiderma é di sicuro pi agile di me!).

Il 9 settembre siamo andati ad Odense, al matrimonio di un amico. Il programma era il seguente: ore 14 cerimonia in chiesa, ore 15.30 rinfresco a casa dei genitori della sposa, ore 18.00 tutti al ristorante (nell’invito era specificato di portare scarpe comode per passeggiata nel parco del ristorante). Essendo io abbondantemente incinta e quindi facilmente stanca, abbiamo chiesto allo sposo se preferisse averci alla prima parte (cerimonia + rinfresco) oppure alla sera (perché non avrei resistito tutta la giornata, anche in virt del fatto che non eravamo particolarmente interessati al matrimonio, abbiamo visto la sposa una volta sola e non conoscevamo nessuno degli invitati a parte lo sposo). La nostra presenza é stata quindi richiesta per la cena dalle h. 18.00.

Detto fatto, ci siamo presentati al ristorante in orario, c’erano gi alcuni invitati. Non vi sto a descrivere il look di alcune signore (giovani e meno giovani) perché qui la moda, l’eleganza meriterebbero davvero un capitolo a parte (concordi amica mia di Cope???). Lo sposo (che é un bel ragazzo) aveva un completo chiaro, non so ben definire il colore, diciamo quasi tinta oro, sgargiante; quando l’ho visto mi ha preso un colpo. Sulla schiena poi aveva dei laccetti a chiudere l’orrendo vestito: ma i laccetti quasi non si vedevano perché sormontati dalla ciccia. Comunque contenta lei, contenti tutti.

La cena é stata piacevole a livello culinario, diverse specialit tipiche. Ho mangiato volentieri ma ogni mezz’ora (come minimo) passavano i camerieri a portare un foglietto per ogni invitato, in cui erano stampete le parole di una canzone da cantare in onore degli sposi. Vecchie canzoni tradizionali danesi, ma con il testo adattato agli sposi. Una tortura che non vi dico. Poi a me le canzoni sembravano tutte uguali, stessa melodia, tanto che dopo un p ho cominciato a cantare pure io (e non avevo bevuto.).

Comunque pare che il fatto di essere italiana e di essere incinta sia stato motivo di attrazione per tutti gli ospiti. Addiritture donnine di una certa et che venivano a parlarmi e allo stesso tempo mi toccavano la panciona dicendo “ma che bella, che dolce, che carina blablabla.”

Dopo la prima parte del men, c’é stata la pausa caffé e ci hanno “traslocati” in un’altra stanza, dove si poteva anche ballare. L mi si é appicciato addosso un signore sui 60 anni, con un tasso alcolico evidentemente altissimo, che continuava a parlarmi in un inglese assurdissimo e continuava a chiedermi com’é il Messico. Si era messo in testa che ero messicana. Gli ho ripetuto un milione di volte che sono italiana ma pare che non gli interessasse!!!

Ad un certo punto della serata é arrivato il momento del ballo degli sposi: i piccioncini ballano una specie di valzer, circondati dagli invitati che battono le mani a tempo e piano piano si avvicinano agli sposi fino a rendere loro impossibile qualsiasi movimento. A questo punto arriva l’attacco allo sposo: gli amici lo prendono di peso, gli tolgono le scarpe e gli tagliano la parte finale dei calzini, in modo da lasciare le dita scoperte. Pure la mia che per nella fretta ha scattato una foto sfuocata.

Dopo il taglio del calzino c’é stata l’esibizione della giarrettiera da parte della sposa. La giovane ha quindi alzato il vestito e mostrato orgogliosa la cosciona, che a fatica poteva stare nello schermo di qualsiasi macchina fotografica. Praticamente pareva una colonna del porticato di piazza San Pietro, una cosa enormissima, un bel cosciotto da prosciutti.

Peccato che oggi non mi riesca di inserire le foto, lo far la prossima volta.

Comunque, dopo il taglio del calzino e l’esposizione del cosciotto, gli sposi hanno salutato tutti e se ne sono andati.

Fatta pure questa. Mi sto riposando, mi sto godendo il tempo libero, a volte mi annoio un p perché con ‘sta panzona non posso fare molto, sono spesso stanca ed essendo pesante faccio fatica a camminare.

Mai stata ad un matrimonio danese??????? Davvero?????

bene, allora ti ho raccontato io come funziona. Il mio matrimonio non faceva testo, era un mix italo danese pure nel modo in cui si é svolto. Ma il taglio del calzino lo hanno fatto pure a Claus: quando gli amici lo hanno sollevato di peso io sono scappata, avevo paura che combinassero qualcosa pure a me. Son, listen up, take off your clothes and get in the bed, then she should take off her clothes and get in the bed, if not help her. Son, listen up. Move real close to her and she should move real close to you, and then. Son, Listen up, this is the most important part. Stick the long part of your body into the place where she goes to the bathroom.”

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presentations, various administrative and sales management duties.

ugg boots on sale Dalla Romagna arrivano i nuovi modelli

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I modelli met calosce e met stivali

Sempre e solo gomma? Magari col cambio di scarpe nascosto dentro la borsa. Mai pi La creativit degli artigiani che fanno il Made in Italy andata ancora “pi avanti”. Un calzaturificio di Bologna ha ideato e prodotto il modello ideale, adatto per una soir importante, malgrado sia garantito per il temporale flagellante.

Geniale: la parte che viene a contatto con l’acqua, anche quella che fuoriesce dai tombini, in gomma nera lucida effetto vernice, ma dalla linea di sopravvivenza ai piovaschi, ovvero la caviglia, non si pu fare a meno di notare materiali e cuciture in contrasto che trasformano l’altra met del modello in un elegante stivale. Il gambale pu essere in camoscio moro, nero,
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grigio, paupe ovvero una nuance calda del tortora; in pelle nero, moro, o blu; in vernice.

Chi non perde il buonumore nonostante il maltempo, sceglie il gambale nei colori tendenza fucsia, malva o blu russel. Non tutto: esiste la variante interamente sfderata in pelliccia, col bordo risvoltabile,
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per un effetto prezioso (e protegge i piedi dal freddo della gomma senza obbligo di calzini.). Fa vo lo so anche col tailleur griffato. Trib. 11321290154

ugg by jimmy choo Dalla Pop art alla Minimal Museo di arte moderna e contemporanea

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Nelle sale del primo piano del museo in mostra alcune opere della Collezione di Ileana Sonnabend recentemente arricchitasi di pezzi importanti come le famose serigrafie della Campbell Soup di Andy Warhol, dipinti di Rosenquist, di Oldenburg e di La mostra analizza in parallelo la produzione artistica italiana degli anni ’50, ’60 e ’70, con opere di Alighiero Boetti, Michelangelo Pistoletto, Mario Schifano, Jannis Kounellis e Gilberto Zorio. Chiude la rassegna un capitolo dedicato alle correnti della Minimal Art e di La Collezione Permanente del Mart si arricchisce di un nuovo percorso: dal

29 settembre 2005 al 29 gennaio 2006 in mostra le opere americane e italianedella Campbell Soup di Andy Warhol, dipinti di Rosenquist, di Oldenburg e diinerenti all’industria culturale: Warhol era stato un designer di scarpe,.
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credits / produzione2. una radio trasmette, alcune persone ascoltano il notiziario all’interno di un locale a piazza Navona3. un manifesto annuncia l’orario del coprifuoco (22,30 5,00)5. soldati dietro su un carro armato sotto la porta di San Paolo, il carro armato è mimetizzato con foglie di edera7. carri armati e fotografie di guerra8. i manifesti che annunciano la pena di morte per i disertori9. uomini caricati sul camion dai soldati tedeschi,
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le donne spingono per l’ultimo saluto al proprio uomo10. donne sui balconi assistono alla scena poi rientrano, impaurite11. partigiani camminano in un boschetto12. una pinza taglia il filo di ferro13. un manifesto con le regole ferree contro gli scioperi e manifestazioni14. fotografie di esecuzioni capitali15. uomini fucilati per terra, sulla parete la scritta esempio16. foto di carri armati e opere pubbliche distrutte dalle bombe17. uomini impiccati con i cartelli addosso, altre vittime della rappresaglia in fotografie molto cruente19. cittadini che scappano lungo le scale di un palazzo bombardato, un ragazzino ferito viene trasportato in barella20. un altro giovanissimo lancia una bottiglia incendiaria contro un carro armato23. una foto con il Re insieme agli alleati24. la vita quotidiana nelle città distrutte: una bambina lava,
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una donna è seduta sulle pietre con un bimbo piccolo