ugg store milano Questo nostro amore 70

ugg deals Questo nostro amore 70

Martedì 11 novembre alle 21.15 su Rai1 andrà in onda la terza puntata di Questo nostro amore ’70 (voto: 7), seguito della prima stagione ambientata invece negli Anni Sessanta. Nel cast Anna Valle (7,5), Neri Marcorè (7,5), Aurora Ruffino, Karen Ciaurro, Noemi Abbrescia, Marzia Ubaldi, Vera Dragone, Glen Blackhall, Marco Foschi, Diane Fleri, Nicola Rignanese, Manuela Ventura, Dario Aita, Alberto e Claudio Varsalona, Claudio La Russa, Silvia D’Amico, Augusto Fornari, Stella Egitto, Luigi D’Oriano, Michele Di Mauro, Donatella Bartoli, Giovanni Monchietto, Gianluca Ferraro, Tiziana Catalano, Liam Riccardo, Riccardo Richetta, Sara Borsarelli, Debora Caprioglio e Renato Scarpa.

Questo nostro amore, la storia e i personaggi

Per Vittorio è arrivato il tempo di buttarsi a capofitto in una nuova avventura. Insieme a Salvatore rileva una piccola fabbrica di marmitte, la Sider Torino, e si mette in proprio. Il sogno di crescere, di emanciparsi, di diventare ricchi. La meraviglia e l’orgoglio di Salvatore che smette la tuta blu da operaio e indossa per la prima volta la camicia bianca. Ma anche i rischi che questo comporta, la paura di perdere tutto, le notti insonni, i contrasti con quelli che una volta erano tuoi compagni. La crisi. Salvatore si sente un uomo nuovo, ma il suo rapporto con la famiglia resta lo stesso. Serve tutta la forza di Teresa,
ugg store milano Questo nostro amore 70
che ormai è diventata una donna moderna ed emancipata, per traghettarlo nel nuovo che avanza. Ad aiutarla ci pensa Ornella, femminista convinta che, tra sedute di autocoscienza e collettivi, le darà una nuova consapevolezza.

Per Anna la tentazione invece viene dal passato. Il suo primo amore, Diego Regis, ricompare nella sua vita nelle vesti del padre di un suo alunno. E, in un momento di distrazione di Vittorio, la sua presenza si fa seduttiva e pericolosa così come pericolosa è per Vittorio la corte della sua nuova segretaria, Emanuela. Giovane, carina, simpatica, gli dà l’attenzione e la cura che sente che Anna non gli riserva più.

E così le coppie, che sembravano solide e indissolubili, entrano in crisi. Una crisi breve quella degli Strano. Più profonda quella dei Costa Ferraris. Vittorio va a vivere da solo, Anna sperimenta una seconda giovinezza. Anche stavolta sono avanti: il divorzio non è ancora stato approvato e loro sono già separati. Ma sarà una crisi definitiva?

Anche per Benedetta e Bernardo le cose non sono andate come si aspettavano. Lei ha un figlio avuto da una breve relazione, Marco, che è il centro della sua vita. Lui è appena tornato dalla Germania e se ne andrebbe subito se il padre e Vittorio non lo coinvolgessero nella gestione della Sider. Cercano di evitarsi, si dicono che non possono tornare insieme. Ma come calamite non riescono a stare lontani. E forse si ritroverebbero se nella vita di Benedetta non ricomparisse per caso Luca, il padre di Marco. La testa le dice che è lui l’uomo giusto. Ma il cuore? E cosa dice il cuore di Bernardo, che nel frattempo ha incontrato Adele, ragazza moderna e sofisticata, che lo ama e accetta per quello che è?

E poi i ragazzini, che ormai sono diventati quasi adolescenti. Il primo amore di Marina, la prima delusione. E l’arrivo di un ragazzino misterioso, Lorenzo, che scombussola non solo il suo cuore, ma anche la famiglia di Immacolata e Cerutti, che gli hanno dato asilo. E Gisella, che lascia il negozio di parrucchiera per diventare una hostess e prendere il volo.

Alla Sider, malgrado si lavori senza sosta, alcuni incidenti rallentano la produzione rischiando di far saltare la commessa. Salvatore, che si sente un ricco imprenditore, esibisce un’auto rossa fiammante portando al lavoro Teresa che, invece, conquistata dal femminismo, si ribella e lo caccia di casa: potrà rientrare soltanto quando condividerà con lei i lavori domestici. Luca, quando apprende da Benedetta della sua inconsapevole paternità, fugge via sconvolto. Diego non ha occhi che per Anna, ma Vittorio li coglie mentre si baciano e se ne va di casa.
ugg store milano Questo nostro amore 70

australian ugg Queste sneakers costano più di 17mila euro

stivali ugg milano Queste sneakers costano più di 17mila euro

Definirlo un semplice negozio di scarpe sarebbe riduttivo, sarebbe come dire che Cristiano Ronaldo è un discreto giocatore E IL TEMPIO DELLE SNEAKER.

Soprattutto perché si propone come rivenditore retail di sneakers nuove e usate (più che usate, acquistate per poi esser rivendute nuove a prezzi più che raddoppiati).

Stadium Goods ha l’obiettivo di eliminare il mercato del falso e di levare parte dei proventi a malintenzionati che si affidano ai più importanti web store e e commerce open (come ebay) per piazzare il proprio paio di scarpe limited, che poi magari limited non sono.

Inaugurato circa una settimana fa, si è già guadagnato molti articoli sulle maggiori testate online dedicate agli sneaker addicted e ai fanatici dello streetwear.

Il negozio vanta una collezione praticamente unica, modelli limited edition e chicche ormai introvabili anche online, chiaramente tutto originale e garantito da esperti del settore dello streetwear.

La sua sede nel quartiere di SoHo, cuore pulsante dello shopping newyorkese di qualità, gli garantisce una vetrina e un hype che pochi negozi al mondo posso vantare, oltre ad un sito pronto ad offrire la possibilità di acquistare 24h su 24h.

Ed è proprio “qualità” il sostantivo su cui si fonda l’esperienza d’acquisto che si prospetta di dare questo tempio della sneaker, con addetti vendita preparatissimi che sapranno consigliarvi al meglio: il servizio al cliente innanzi tutto.

Dice il co fondatore John McPheter: nostra filosofia è fortemente radicata nel servizio al cliente e ospitalità.

Quindi, la rarità del modello tanto desiderato, la certezza di qualità e la totale originalità del prodotto sono la ricetta perfetta per un posto unico.

Ed ecco la chicca vera, per ora la sneaker più costosa della vetrina di Stadium Goods: la Nike Jordan Retro 4 X Undefeated Limited Edition.

Giusto un paio di caratteristiche:

Modello prodotto in soli 72 paia, tutte “regalate” e quindi impossibili da reperire in commercio.

Design di ispirazione militare, tomaia suede in color verde oliva, passa lacci in nero (che sul verde oliva sta fottutamente bene), lacci disponibili in 2 colori (nero e arancio) solo il rivestimento interno della linguetta e il simbolo il Jumpman svettano da un impasto colore essenzialmente scuro essendo di un bell’arancione fluo.
australian ugg Queste sneakers costano più di 17mila euro

ugg usati Queste scarpine sono tutti i nostri bimbi

ugg ultra tall Queste scarpine sono tutti i nostri bimbi

Anna Magri, mamma del piccolo Riccardo morto a pochi mesi di vita, continua a lottare per tutti i bambini malati e per le loro madri, che come loro hanno un dolore enorme dentro e non si possono fermare: scarpe sono il simbolo di tutti i bimbi della Terra dei Fuochi. Sono tutti i nostri bambini che non ci sono più. Sono i bambini che ancora adesso sono in ospedale. Sono tutti i bambini che invece adesso dormono e domani si sveglieranno per andare a scuola. Queste scarpe sono la speranza di un futuro migliore. Un futuro che sarà domani tumori nella terra dei fuochi

Luigi Costanzo è medico di famiglia a Fratta Maggiore, un comune in provincia di Napoli. Ha provato a quantificare il numero dei malati di tumore nella Terra dei Fuochi. 2008 al 2013 c stato un aumento quasi del 300%. A Giuliano, dove ci sono le discariche sequestrate, si registra un più63,8%. siamo colpiti come se fossimo sotto una lapidazione. Ogni sasso rappresenta una sostanza che potrebbe farci male. Non sappiamo quale di queste sostanze ci colpirà alla testa e ci farà del male La testimonianza di un medico di famiglia della provincia napoletana.
ugg usati Queste scarpine sono tutti i nostri bimbi

ugg boots classic Questa vittoria è un punto di partenza

ugg bailey button Questa vittoria è un punto di partenza

E non perché la Roma abbia vissuto spesso nella sua storia notti così speciali. Ma nelle parole di Di Francesco c’è qualcosa di nuovo, rispetto al recente passato, che unisce anziché dividere: Non ho rivincite da prendermi, credo semplicemente nel lavoro. Sono contento per i ragazzi e per la gente che ci ha sostenuto. un percorso che stiamo continuando a portare avanti non solo con chi è in campo, ma anche con chi si allena e gioca meno. Ho messo tanti ragazzi che si sono guadagnati la Champions l’anno scorso con Spalletti perché meritavano una serata come questa. Eusebio comunica in modo semplice. Senza giri di parole, senza metafore. In modo elegante ha già spiegato l’esclusione di Pellegrini, forse il più in forma della mediana giallorossa in questo avvio di stagione. Potrebbe a questo punto togliersi qualche sassolino dalle scarpe, ricordando cosa si diceva di lui dopo lo 0 4 estivo con il Celta Vigo o l’1 3 con l’Inter alla seconda giornata. E invece non lo fa.

Perché da ex calciatore è consapevole che in serate del genere, l’allenatore deve fare un passo indietro e concedere i riflettori a chi li merita. E dunque a chi ha giocato, magari segnato una doppietta, o a chi non ha permesso a Morata e compagni di rendersi (quasi) mai pericolosi. Oppure a chi ha dato tutto come Florenzi a tal punto che, stremato (e con un piccolo dolore all’adduttore che andrà valutato per domenica,
ugg boots classic Questa vittoria è un punto di partenza
ndc), è stato poi costretto a chiedere la sostituzione: Alessandro era morto sorride Viene da diversi infortuni, giocare così tante partite non è facile. Ho rivisto il Florenzi dei vecchi tempi. El Shaarawy? un ragazzo che si allena come chiedo. In campo, poi, non rimane isolato ma viene dentro a giocare. Su due tagli ha fatto due gol, voglio questo dai miei esterni. Sono contento della sua crescita. Gli chiedono della gara e l’analisi è tanto semplice quanto convincente: Sapevamo di dover soffrire ma eravamo consapevoli che avremmo potuto fargli male ripartendo e così è stato. Stiamo dimostrando di crescere ma non deve finire qui. Anche questa gara deve essere un punto di partenza. A novembre ancora non ha a disposizione i rinforzi da 90 del mercato estivo di Monchi. Per Karsdorp se ne riparlerà in tarda primavera, Schick ieri non era nemmeno convocato. Eusebio fa finta di nulla e guarda avanti: Abbiamo dimostrato che ce la possiamo giocare con tutti. Con questo pensiero collettivo possiamo fare la differenza. Stiamo acquisendo una grande mentalità. Il primo posto? Alla squadra dico sempre che ci credo, è chiaro che ci credo di più adesso anche se questo 3 0 è un punto di partenza. C’è tanta strada ancora da fare. Intanto mi godo il momento.

CONTE ALL’ATTACCO Chi invece rischia di non godersi nulla è Antonio Conte. Il ricordo della Premier vinta a maggio è già sopito. Ora il Chelsea è a 9 dal City e rischia di perdere il primo posto nel girone di Champions. L’ex ct, nel mirino dei media inglesi, nel post gara ha un moto d’orgoglio: Io ci metto sempre la faccia in tutto per tutto. Dobbiamo capire che dobbiamo alzare le zolle dal campo se vogliamo andare avanti in Champions altrimenti è tutta fatica sprecata. Nel primo tempo abbiamo fatto bene, siamo stati sfortunati, potevamo segnare subito e invece abbiamo preso gol sulla loro ripartenza. Abbiamo creato molto e subito il secondo gol evitabilissimo. A deludermi è stata la ripresa in cui la Roma ha dimostrato di avere più fame e più voglia. Ha dimostrato di volerci battere e ha meritato la vittoria.
ugg boots classic Questa vittoria è un punto di partenza

zeppe ugg quest’anno oltre 30

rivenditori ugg italia quest’anno oltre 30

(di Furio Morroni) (ANSAmed) NICOSIA, 13 AGO Saranno fra le 30.000 e le 40.000 le nuove baby testuggini del tipo Caretta caretta che quest’estate si tufferanno nelle calde acque di Cipro subito dopo essere uscite dalle uova depositate nelle settimane precedenti in circa 800 nidi protetti. Lo ha riferito l’agenzia cipriota CNA citando fonti del Progetto per la salvaguardia della testuggine di Cipro (Ctcp). Gli sforzi del Ctcp, che fa capo al Dipartimento della Pesca, si concentrano nella regione compresa tra le localita’ di Lara e Toxeftra, sulla costa sud occidentale dell’isola, che è stata dichiarata area protetta nel 1989. La zona interessata dal progetto copre un tratto di costa lunga 10 km oltre ad una spiaggia compresa fra i villaggi di Polis e Yialia (sulla costa nord occidentale) che è lunga 13 km e rientra del piano Natura 2000. Le leggi varate a protezione di tali aree hanno lo scopo di evitare che gli esseri umani interferiscano con l’attività delle testuggini come la nidificazione, la deposizione delle uova e durante il periodo di incubazione. Le tartarughe marine depongono le uova verso la fine di maggio e dopo di cio’ ha inizio la schiusa che in genere si conclude verso la fine di settembre.

Dal 1989 la Repubblica di Cipro si e’ dotata della legislazione più rigorosa nel Mediterraneo a proposito di protezione delle testuggini, ma la sua piena attuazione è resa molto difficile dalla cronica mancanza di personale. Cio’ nonostante il progetto di conservazione cipriota è considerato uno dei più innovativi nel Mediterraneo. Ogni anno dal 1989 il Dipartimento della Pesca organizza corsi di formazione per studiosi del Mediterraneo nelle tecniche di incubazione e di gestione delle spiagge presso la stazione scientifica di Lara. I corsi sono sponsorizzati dal programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite (Piano d’Azione Mediterraneo).

“Quando il progetto è stato lanciato nel 1978 ha spiegato Myroula Hadzichristoforou,
zeppe ugg quest'anno oltre 30
responsabile del Ctcp esistevano soltanto fra i 250 e i 300 nidi. Proprio quell’anno l’80% dei nidi era stato distrutto dalle volpi ma nel 2011 il loro numero e’ salito a 900. Dopo il 2006 c’e’ stato un vero e proprio boom di nidi nelle aree protette di Cipro, l’unico posto del Mediterraneo dove si e’ registrato un fenomeno del genere”.

“Crediamo ha detto ancora l’esperta che tale incremento sia il risultato diretto del progetto di conservazione. La tartaruga Caretta caretta ha bisogno di circa 20 anni per maturare e potersi riprodurre, mentre alla tartaruga verde (Chelonia mydas) ne occorrono 30. Le piccole tartarughe che nascono oggi, quando fra 20 anni saranno divenute adulte, con l’aiuto dei campi geomagnetici ritorneranno sulla spiaggia di Cipro dove sono nate per deporre a loro volta le uova”.

“Oggi ha aggiunto Hadzichristoforou riusciamo a vedere quasi 50.000 tartarughe che arrivano nell’acqua invece delle 5.000 del passato. Quest’anno, abbiamo trovato circa 700 nidi e pensiamo che verso la fine della stagione il loro numero salirà a 800. Prevediamo quindi che saranno covate fra le 30.000 e le 40.000 piccole testuggini. Al termine della cova, dopo sette settimane, le uova si schiuderanno e nottetempo i piccoli emergeranno dalla sabbia e si dirigeranno direttamente verso il mare”. (ANSAmed).
zeppe ugg quest'anno oltre 30

ugg coupon Quest’anno le olive non le raccolgo

ugg colorati Quest’anno le olive non le raccolgo

Ho letto l’ articolo da voi pubblicato, e un vero dramma per la produzione in Italia del’ Olio Extr vERGINE.

Per quanto mi riguarda forse una alternativa ci sarebbe per far emergere il prezzo del nostro Olio Italiano.

Punto uno: Se la Spagna ci ha superati nell’ exportazione dell’Olio e anche grazie anoiItaliani, che ABBIAMO PERMESSO A LORO DI ACQUISTARE LE PIU FAMOSE E CONOSCIUTE AZIENDE ITALIANE come La CARAPELLI,BERTOLLI,SASSO,DANTE,ecc.

Per quanto mi riguarda forse una alternativa ci sarebbe per far emergere il prezzo del nostro Olio Italiano.

Punto uno: Se la Spagna ci ha superati nell’ exportazione dell’Olio e anche grazie anoiItaliani, che ABBIAMO PERMESSO A LORO DI ACQUISTARE LE PIU FAMOSE E CONOSCIUTE AZIENDE ITALIANE come La CARAPELLI,
ugg coupon Quest'anno le olive non le raccolgo
BERTOLLI,SASSO,DANTE,ecc.

Nell’ultimi 10 anni la Spagna ha messo in dimora centinaia e centinaia di oliveti utilizzando la tecnica che vedete nel videoQuesti impianti super intensivi entrano in produzione dopo solo 3 anni per essere poi estirpati (vengono sfruttati al massimo) e ripiantati dopo circa 10 15 anni.

In Italia, salvo alcune aree con ampie zone pianeggianti, questo sistema di coltivazione non è fattibile.

Ma la domandona è: tutti i produttori riusciranno a trovare le strategie giuste per vendere in maniera ottimale il loro prodotto?

reposti69 ha scritto:sull’articolo ha scritto:in attesa di modelli di rinnovamento e ammodernamento delle piantagioni

Se guardate questo video vi renderete conto che in Italia non ci saranno mai modelli simili a quelli adottati dalla Spagna.

Nell’ultimi 10 anni la Spagna ha messo in dimora centinaia e centinaia di oliveti utilizzando la tecnica che vedete nel videoQuesti impianti super intensivi entrano in produzione dopo solo 3 anni per essere poi estirpati (vengono sfruttati al massimo) e ripiantati dopo circa 10 15 anni.

In Italia, salvo alcune aree con ampie zone pianeggianti, questo sistema di coltivazione non è fattibile.

Ma la domandona è: tutti i produttori riusciranno a trovare le strategie giuste per vendere in maniera ottimale il loro prodotto?
ugg coupon Quest'anno le olive non le raccolgo

zalando ugg quelli da 2 milioni di dollari

ugg costi quelli da 2 milioni di dollari

Scarpe, scarpe, scarpe scomode, strane, eccentriche, preziose e sfarzose! possibile non amarle? No. possibile non bramarle? Nemmeno.

Tornando all’epoca contemporanea, imprescindibile pietra miliare nonché simbolo dell’inizio del sodalizio tra cinema e moda, sono le scarpette che nel 1939 indossava Judy Garland ne “Il Mago di Oz”. Interamente ricoperte da lustrini rossi e rifinite con 2 piccoli fiocchetti in punta di tomaia, più che di un paio di calzature, si tratta di una vera e propria icona, tanto che nel 1988 furono battute ad un’asta per la considerevolissima cifra di 165.000 dollari.

Nel 1963 fu poi Elizabeth Taylor a librarsi (ed è proprio il caso di dirlo, dato che i tacchi erano di 20 centimetri!), su un paio di sandali d’oro appositamente creati per la sua interpretazione nel film “Cleopatra”.

Più a contatto con la terra (ma solo a causa della minore altezza dei tacchi), l’indimenticabile Ava Gardner, i cui candidi piedini ebbero l’onore di infilarsi in un magnifico paio di décolleté costellate da una galassia di smeraldi tagliati a cabochon.

Ancora l’oro si ritrova poi ne “La Dolce Vita” di Federico Fellini, nel memorabile esemplare che Anita Ekberg si sfilò prima di rendere immortale il suo bagno nella fontana di Trevi.

Glianni passano, e le forme si modellano attraverso le concezioni più assurde e strabilianti: scarpe con la Tour Eiffel all’interno dei tacchi trasparenti, sandali guarniti da secchiello e ombrellone, zeppe con intagli a rilievo raffiguranti paesini caraibici, palme e palafitte, suole con gradinate e red carpet e, ancora, modelli a forma di pesce, di fiori, da sultano, zebrate, coccodrillate, giraffate e tra le più “impossibili” in assoluto, le “Armadillo” presentate nella primavera estate 2010 da Alexander McQueen!

Realizzate in una gamma sconfinata di materiali (in metallo, borchiate e ricoperte da cristalli multicolor solo per cominciare!), non a caso non sono sfuggite a un occhio “fino” come Lady Gaga, che le ha sfoggiate nel suo video “Bad Romance”. Da notare che, durante le sfilate di Milano, addirittura le modelle si erano rifiutate di indossarle, a causa della forma assolutamente impraticabile e del tacco inconcepibilmente chilometrico, a rischio pressoché mortale ad ogni uscita in passerella!

Ma l’Oscar per il modello più sfarzoso del mondo, invece, a chi va? Senza dubbio a Stuart Weitzman che, per la “sua” versione di Cenerentola, ha realizzato degli incredibili sandali ricoperti da 642 rubini, 565 diamanti e innumerevoli fili di platino. Certo, in questo modo viene meno il cristallo della versione classica della fiaba. Tuttavia, che male c’è ad aggiornarsi un po’?

Le prestigiose vetrine di Harrods, nel 2004, hanno avuto l’onore di ospitare queste “favolose” calzature Il loro costo? “Appena” 2 milioni di dollari. Principi Azzurri aspiranti tali sono avvisati!
zalando ugg quelli da 2 milioni di dollari

ugg mini classic Quelli che corrono per me e io che corro dove voglio e come posso

ugg-outlet.com Quelli che corrono per me e io che corro dove voglio e come posso

Michele Evangelisti durante la sua traversata corsa dell chi corre per me. Io posso essere o non essere d’accordo, ma lui corre. E fa bene, fa bene, perché non corre solo per me, ma per una buona causa.

Ci sono tante persone che corrono, viaggiano, nuotano per una buona causa e fanno bene, fanno tanto bene, ma io resto fermo. Forse, in questo caso specifico, la corsa mi aiuterà a vivere meglio. La ricerca a rendere possibile un giorno in cui tornerò a correre, intanto c’è chi corre per me. Che non sono io. Da Darwin, che è una località dell’Australia del Nord, per arrivare il 31 dicembre ad Adelaide, nella parte meridionale della nazione. Non si era dato una data precisa, proprio perché si sa quando si parte e non si sa quando si arriva, specie da quelle parti che sono il regno degli animali più antipatici del mondo: ragni, serpenti, varani

3.100 chilometri, centimetro più, centimetro meno, che è stato possibile acquistare con donazioni a partire da 5 euro e il cui ricavato verrà devoluto a favore dell’AUS Niguarda (Associazione Unità Spinale) di Milano. Quest’ultima fa tante belle cose fra convegni, sportelli informativi, laboratori e altro. E anziché raccogliere fondi per la causa con bamboline, piante e manufatti vari, li ha raccolti in questo caso grazie ai benefattori che acquistano la strada fatta da Michele. Si compra un pezzo di strada, quindi. Non ti ritrovi l’asfalto a casa e non corri il rischio di trovarti in veranda un lucertolone di un metro e mezzo , però hai la soddisfazione che quel chilometro di corsa è stato percorso con te. Una soddisfazione per sportivi da poltrona, ma anche per generosi alternativi. Un modo innovativo per fare del bene.

Innovativo Abbastanza attuale, è meglio dire. Di tendenza, meglio ancora, poiché tali iniziative non nascono con Michele. C’è chi nuota, chi dipinge e chi corre per me. Per me Io per me corro io, davanti al computer per ore tutti i giorni, che non è come correre nel deserto. Non corri il rischio di una distrazione alla caviglia,
ugg mini classic Quelli che corrono per me e io che corro dove voglio e come posso
ma di una distrazione a seguire il tuo lavoro, quella sì. Ma ci può essere piacere nel sapere che qualcuno corre, si affanna, fatica e vince per te?

Alcuni mi spingono ad andare al mare. Non penso per indurmi a completare il danno che mi ha reso “solo” paralizzato nell’88, ma per farmi godere l’ambiente. No, grazie, non fa per me. Andare al mare per me significa andare in acqua. Fare il bagno. Scendere in apnea a pescare o andare a gettare le lenze. Se non lo posso fare non è mare. un non senso. Quindi perché andarci?

Se mi reco in un luogo, anche se non posso interagire più di tanto data la mia paralisi, deve crearsi una relazione fra me e quel luogo, altrimenti non vale la pena. Se non si crea relazione, partecipazione vera, non funziona.

Mi piace guidare. Il giorno di quel tuffo in mare avevo conseguito la patente. Sono cresciuto fra i motori perché mio padre faceva il meccanico. Ho sempre amato le automobili. Non posso più guidare: andrei lo stesso a una rassegna di auto sportive? Certamente sì.

Non potrei salire su quelle auto, tantomeno guidarle e anche se potessi, non penso che troverei qualche sciagurato da mettere in mano a uno sconosciuto una Ferrari 250 GTO ma mi ci troverei immerso. Sarei parte di quella marea. Potrei vedere, senza toccare. Potrei sentire, senza respirare. Potrei esserci, senza possedere. Nell’acqua, in spiaggia, invece no.

Sembrano sottili differenze. Un’acrobazia di atteggiamenti buona a tirarmi addosso l’attenzione dello psicanalista. Ci venga, lo psicanalista, che ne parliamo. Persino in spiaggia, se vuole. Non la detesto. Disamorata sì, esecrabile no. Una cosa, dal mio punto di vista, è assistere a uno spettacolo che non senti tuo perché è distante dal tuo modo di concepirlo. Un’altra è farne parte per come è possibile.

Sicché mi sta bene che qualcuno corra, nuoti o crei un’opera d’arte per me, ma affinché io senta i piedi che fanno male dentro le scarpe, le gocce di sudore dalla fronte dentro gli occhi e l’entusiasmo del traguardo ondeggiante per l’effetto ottico del calore che la terra emana come in un miraggio, ecco, per questo c’è bisogno di un di più. Anzi, di un diverso.

Serve che l’esperienza mi coinvolga, mi trascini e mi emozioni. Tutto potenzialmente mi può travolgere stupendamente e ben venga l’esperienza benefica di Michele. Doniamo i nostri 5 euro. Seguiamo i nostri campioni con le telecamere montate loro addosso, i geolocalizzatori, e la realtà virtuale, ma lasciatemi scegliere che sia io a correre per me. Dove voglio e come posso.
ugg mini classic Quelli che corrono per me e io che corro dove voglio e come posso

ugg a roma Quelle misere riserve nostrane di gas e petrolio

ugg kensington sale Quelle misere riserve nostrane di gas e petrolio

Come abbiamo scritto più volte su queste pagine, in Italia l’industria estrattiva gode di un regime di esenzione e di costi delle concessioni esageratamente agevolato se pensiamo al resto del mondo, dove le aliquote sul valore del prodotto estratto oscillano tra il 20% e l’80%. Nel decreto sviluppo (decreto legge n. 83 del 22 giugno 2012 recante “Misure urgenti per la crescita del Paese”) per esempio per le coltivazioni in mare le aliquote sono ora state appena rialzate: del 10% per l’estrazione del gas e del 7% per il petrolio. Ma neanche questo basta per questo settore, perché per l’industria il limite posto delle 12 miglia dalla costa è risibile e legato solo all’effetto emotivo del disastro della Deepwater Horizon del Golfo del Messico. Una cantilena, quella dell’emotività, che abbiamo già sentito in questi anni con il nucleare.

Il ministro Passera in questi mesi ha parlato di ingenti riserve di gas e petrolio sul nostro territorio (e ovviamente anche in mare) che potrebbero soddisfare il 20% dei consumi nazionali rispetto al 10% attuale, con relativi vantaggi economici per il Paese. Abbiamo spesso spiegato che queste risorse sono a conti fatti poca cosa (anche se non certo per chi potrà estrarle e trarne vantaggi nel breve periodo). Vediamo più nel dettaglio a quanto ammontano le “ingenti riserve” secondo un’analisi dell’Aspo Italia, l’associazione per lo studio del picco del petrolio.

Secondo i dati del MiSE, a fine dicembre 2010 spiega Aspo Italia le riserve ammontavano a un massimo di 103 miliardi di metri cubi di gas naturale e 187 milioni di tonnellate di petrolio, sommando tutte le diverse tipologie di riserve: certe, probabili e possibili. In base agli attuali consumi del Paese le riserve citate corrisponderebbero alla fine a circa 3/4 del fabbisogno di un solo anno.

Le riserve certe sono indicate in 66 miliardi di metri cubi di gas e in 77 milioni di tonnellate di petrolio. Considerando che 1 metro cubo di metano equivale a circa 0,7 kg di petrolio, si ha un totale di circa 50 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) di gas; in totale fra gas e petrolio saremmo sui 127 Mtep.

Se si considerano solo i consumi diretti di petrolio e gas annui, dice la nota di Aspo, possiamo affermare che il fabbisogno nazionale è di circa 75 miliardi di metri cubi all’anno di metano, per cui i 66 miliardi non equivalgono nemmeno al consumo di un solo anno. Se, come dice il Ministro, volessimo coprire il fabbisogno al 20% avremmo solo 4 anni di autonomia. Per il petrolio che consumiamo,
ugg a roma Quelle misere riserve nostrane di gas e petrolio
cioè circa 80 Mtep/anno, le stime sono ugualmente deludenti.

“I ragionamenti del ministro Passera vengono fatti sulla base del conto economico, ovvero in occasioni di profitto, non in riserve effettive di energia. Questo tipo di stime basate sulla carta e non sulla realtà fisica che ci circonda sono quelle che ci conducono alla situazione di crisi che stiamo sperimentando. Invitiamo caldamente il Ministro a fare i conti nel modo giusto: usando le unità di misura fisiche dell’energia, non quelle volatili e aleatorie del mercato economico”, ha concluso Aspo Italia. Dal loro punto di vista il gioco potrebbe valere la candela. Bisogna vedere se vale la pena per l’Italia. Fra l’altro, volendo, potrebbero anche sfruttare i giacimenti sotto costa con trivellazioni inclinate o orizzontali da terra, senza incorrere nei rischi dell’offshore. Quanto all’incidenza delle rinnovabili sul complesso dell’energia, forse il MSE conta su un tale crollo dell’economia italiana e dei consumi energetici, da raggiungere quella percentuale anche senza aggiungere un solo kW di potenza in più.

In effetti guardando la mappa dei giacimenti e le riserve stimate (dagli stessi concessionari) non sembra che il gioco valga la candela.

Per esempio, il giacimento Ombrina Mare al largo di Ortona (PE), per il quale il MSE sta proponendo la deroga al limite delle 12 mg dalla costa (il giacimento si trova a 4 mg), ha riserve stimate di 40 MMb (milioni di barili) equivalenti a 5,5 Mtep fonte: sito della Mediterranean Oil (MOG) titolare della concessione che alla fine equivale al 2% del consumo nazionale di un solo anno.

Insomma, se mettiamo a rischio il Mar Adriatico, almeno facciamolo per qualcosa di serio sul piano strategico, non per fare il solletico agli Emirati.

Ma il MSE ci ha abituato a numeri fantasiosi: come la promessa di aumento dell’incidenza delle rinnovabili elettriche da 20% (ob. Lisbona) al 35%, ma senza aumenti rispetto alla soglia del costo annuale di 6 Mld.
ugg a roma Quelle misere riserve nostrane di gas e petrolio