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Le norme sono chiare: se un alunno non raggiunge determinati obiettivi in determinate materie, matura un debito; se poi le materie sono tante, ripete l’anno! Perché stupirsi se sei bambini di una prima primaria sono stati bocciati? So bene che da ogni parte si predica che bocciare, soprattutto nelle prime classi di una primaria, è una cosa assurda! So bene che in quasi tutte le scuole primarie i collegi decidono (che lo verbalizzino o meno mi è indifferente) di non usare mai voti al di sotto del quattro perché ciò apparirebbe punitivo, umiliante e via dicendo! Ma neanche il dieci, per non creare aspettative eccessive! E ciò, anche se la sacrosanta norma recita che in tutta la nostra scuola i voti sono dieci e vanno usati tutti e per intero, dalla prima all’università (il 30 è la somma dei 10 voti di cui ciascuno dei 3 commissari d’esame dispone) sia per le singole prove che per le valutazioni periodiche e finali! Se poi sia corretto usare i medesimi criteri per valutare una prova e valutare una persona, questo è un altro discorso!

Bei tempi quando decidemmo di percorrere un’altra strada: quando nella scuola dell’obbligo con la legge 517 del ’77, abolimmo voti e pagelle e introducemmo schede e giudizi. Una strada che però non abbiamo saputo percorrere e che ha indotto due “insani” ministri, Tremonti (ricordo il suo articolo sul Corriere della Sera del 22 agosto 2008 contro i giudizi e in favore dei voti, che misurerebbero molto più chiaramente l’esito di una o più prestazioni, come si fa con i terremoti o con la temperatura del corpo umano [1]) e Gelmini a gettare all’aria circa trent’anni di ricerche e di esperienze! O, se vogliamo, quaranta, perché per i nostri ministri la colpa è del Sessantotto! Fatto sta che con il ritorno al voto abbiamo ricacciato indietro nel tempo la nostra scuola dell’obbligo! E poi ci lamentiamo se la scuola media è l’anello debole di tutto il sistema! Mah! Così va il mondo o peggio, la nostra scuola!

Il fatto è che il problema è un altro, al di là e al di qua del voto. Quando più di cent’anni fa organizzammo la nostra scuola pubblica, la scelta effettuata per l’organizzazione di percorsi fu quella di istituire le cosiddette classi d’età nonché una “sana” distinzione tra classi maschili e classi femminili. Gli edifici delle scuole elementari umbertine avevano ed hanno ancora due ingressi ben distinti, uno per i maschi e un altro per le femmine, così veniva scongiurato ogni rischio di contaminazione! Le classi per sesso le abbiamo superate da tempo, ma quelle per età sono dure a morire! Da tale scelta conseguiva che l’alunno che non aveva appreso ciò che per lui era stato previsto per il suo anno di età, era tenuto a ripetere l’anno. Due errori in uno: a) decidere a monte in termini di programmi ministeriali per di più belli rigidi e prescrittivi ciò che “deve” apprendere un alunno di 6 anni, uno di 7 e così via, indipendentemente dal territorio e dalla classe sociale di provenienza; b) decidere che, se un insieme di operazioni relative all’apprendere non sono andate a buon fine, è bene farle ripetere in toto!!!

Primo errore: i ritmi e i modi dell’apprendere non sono eguali per tutti e ciò è dovuto a mille ragioni che ormai conosciamo. Secondo errore: il concetto di ripetizione non è di per sé errato! Quante operazioni che non vanno a buon fine siamo costretti a ripetere? Quanto tempo abbiamo impiegato per imparare le mille operazioni quotidiane, dall’allacciarsi le scarpe al cucinare un piatto di spaghetti, a guidare un’automobile, a far funzionare il nuovo cellulare? I nostri atleti olimpionici ripetono fino allo sfinimento date operazioni per raggiungere il massimo della prestazione! Io stesso, scrivendo questo pezzo, vado avanti e indietro, mi correggo, perfeziono la lingua, il concetto, cancello e riscrivo. Insomma, il ripetere di per sé non è affatto errato: è una condizione fondante dell’apprendere, del consolidare ciò che si è appreso, di rappresentarlo e di lavorare anche!

Ma un conto è la ripetizione, in un tempo dato, di uno o più atti finché non si sia raggiunto l’optimum è lo stesso concetto di feedback altro conto è trasferire la pratica e il concetto del ripetere disancorata dall’atto e legata solo al tempo! Nel primo caso il punto forte è l’azione, e il tempo è una variabile dipendente: un soggetto può imparare più velocemente di un altro non solo a scuola, ma anche nel lavoro, nella vita di relazione e così via. Nel secondo caso il punto forte è il tempo e la variabile dipendente è l’azione! Ne consegue che, se un alunno è inserito in una classe d’età che “deve” sapere e saper fare certe cose e in quella classe non riesce a farle, deve ripetere la classe, o meglio l’intero “tempo classe”. La ripetenza è, di fatto, una logica conseguenza delle classi di età! Pertanto, invece di stracciarci le vesti, fare i buonisti ed evitare di bocciare nelle scuola primaria, affrontiamo il problema nella sua vera natura e domandiamoci: è funzionale la classe d’età a promuovere processi di apprendimento? O non sarebbe necessaria un’organizzazione diversa, che prescinda dalla rigida classe d’età e che ragioni in termini di gruppi di apprendimento? I quali sarebbero costituiti con criteri diversi da quelli che rigidamente determinano una classe, concetto che rinvia alla zoologia, alla botanica, alla statistica più che a gruppi in apprendimento: le variabili sarebbero infinite, come infinite sono le modalità dell’apprendere di ciascun bambino e di ciascuno di noi.

Nell’organizzare i primi iscritti di una scuola primaria partendo dall’assunto che gli alunni partono tutti dalla stessa età, più gli eventuali anticipatari si dovrebbero costituire gruppi omogenei per livelli di attese, motivazioni, tensione ad apprendere e mille altre variabili, gruppi non rigidi, ma aperti, sui quali intervenire in ragione del loro status reale. Occorre considerare che abbiamo dieci anni di tempo e sono lunghissimi per un bambino che diventa preadolescente e poi adolescente per sostenere i nostri alunni affinché raggiungano le competenze conclusive dell’istruzione obbligatoria. Con la dinamica della costituzione in gruppi, ovviamente aperti, non rigidi, rinnovabili (comunque, va sempre considerato anche il fatto che un gruppo deve avere una certa durata nel tempo per permettere e favorire il consolidamento di quei rapporti amicali che nello sviluppo/crescita di un bambino hanno una importanza fondamentale), i contenuti dell’apprendere, l’acquisizione delle conoscenze e delle abilità finalizzate allo sviluppo e al consolidamento delle competenze terminali previste dalla norma potranno essere scanditi secondo tempistiche diverse: a volte si apprende più rapidamente, altre volte occorrono tempi più lunghi e sollecitazioni più numerose e complesse. E’ molto facile insegnare sempre con quella classe, sempre con gli stessi alunni! Ma è molto difficile apprendere! La classe d’età è funzionale a chi insegna, non a chi impara! Paolino e Mariolina non saranno condannati a stare insieme per dieci anni interi quando va bene perché l’uno e l’altra si confronteranno nel corso del decennio anche con altri/altre in dipendenza non dall’età, o non solo dall’età, ma anche da altre dinamiche. Ora Paolino correrà più veloce di Mariolina, poi sarà il contrario. Ma, percorrendo strade diversificate in gruppi diversi, raggiungeranno ambedue in dieci anni i traguardi attesi. Ovviamente, sta alla scuola individuare di volta in volta le strategie necessarie per l’uno e per l’altra! Strategie che la rigidità delle classi di fatto non consente.

Indubbiamente è più facile e più comodo per un’organizzazione “lavorare” con gruppi rigidi che abbiano una sola ragione costitutiva, nel nostro caso l’età (e una volta anche il sesso). E’ più difficile organizzare gruppi mobili in ordine ad altri fattori: motivazioni, attese, modalità e stili di apprendimento, la gran varietà delle operazioni mentali. Altrimenti, a che servono le ricerche e i suggerimenti di un Bruner o di un Gardner, o di un De Bono? Nel caso della classe il vantaggio è della organizzazione! Nel caso del gruppo il vantaggio è degli organizzati.

Tutto ciò può considerarsi pura utopia, stante il fatto che la nostra scuola sta attraversando un momento in cui l’unico compito è quello di sopravvivere a fronte di uno Stato che ha cominciato con il tagliare i fondi e che sembra esserle addirittura nemico!

Ma il discorso è sempre lo stesso! Se non si pensa alla grande, quando avremo più soldi, riprenderemo a finanziare una scuola che non funziona, che non può funzionare, a fronte dei cambiamenti epocali che stiamo attraversando! E saremo da capo a dodici! E ciò non riguarda solo la valutazione, che è solo un sottoinsieme dell’intero sistema.

Ho apprezzato e condiviso le considerazioni per quanto concerne una sostanziale differenza tra la scuola superiore e quella del cosiddetto “obbligo scolastico”; tuttavia ritengo utile porre l’accento sul distinguo, a mio avviso non trascurabile, tra valutazione in itinere e valutazione finale. Mi spiego. La valutazione in itinere è concepita per essere, e deve restare un momento formativo imprescindibile nell’atto dell’educare e, in quest’ottica, credo si possa tranquillamente inserire tale momento di verifica ed autoverifica nella fase formativa tout court. Poi, però, esiste un momento in cui il formatore deve oggettivare la valutazione per veicolare la medesima verso il cosiddetto “mondo esterno”.

Sono concorde nel guardarsi bene da una deriva meritocratica di stampo aziendalistico post industriale, tuttavia credo altrettanto doveroso operare su criteri di equità, professionalità ed equidistanza nel momento in cui la società (che paga i nostri stipendi e si fida del nostro giudizio) ci chiede di effettuare una misurazione reale dei risultati conseguiti dall’allievo (saperi, abilità,
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competenze, ecc.) che ha concluso un ciclo di studi.

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L in corsa e le tendenze per le scarpe e gli stivali dettano i tempi della moda per la stagione fredda, ma anche per la prossima primavera. dei pi famosi stilisti, una variet innumerevole di modelli, colori, linee, con design caratterizzati dal “tacco” vertiginoso, dalla zeppa, a spillo fino ad per arrivare agli stivali, dalla gamba alta ai tronchetti, dalla vernice al camoscio, dalla pelliccia al velluto. Ad animare le passerelle rilanciando il retr Louis Vuitton, DKNY, Roberto Cavalli, Versace e Dior con scarpe e tronchetti stringati, mentre Balenciaga, Salvatore Ferragamo, Givenchy, Chlo Lanvin, Emilio Pucci e Gucci rilanciano il fascinoso ed elegante decollet e i tronchetti in stile “femme fatale” con un tacco a spillo vertiginoso per essere eleganti e all Calore ed estro infine, negli stivali in pelliccia di Moschino Cheap Chic mentre a proporre uno stile brillante con scarpe glitterate sono Miu Miu e Versus.

Scarpe, scarpe e ancora scarpe passione!

Per tutte le Shoesaholics (ovvero per quelle donne che posseggono pi di 60 paia di scarpe), anche per la stagione invernale, c da sbizzarrirsi ed ogni donna pu trovare la propria soluzione”calzante”, adatta al proprio stile e per ogni occasione. Iniziando dagli stivali, che sono il top indossati con minigonne, skinny pants e leggins. Molto di moda quest stivaletti e “ankle boots”, ovvero tronchetti alla caviglia con numerose possibilit di scegliere la “punta” che pi ci piace: tonda o allungata e il tacco, a spillo, grosso, flat, con zeppa ricoperta o a vista, ma sagomata. Novit assoluta per la stagione i cosiddetti polacchini, soprattutto quelli stringati: dai modelli eleganti e affusolati, a quelli pi sportivi, con risvolti in tessuto a coste o con l in lana. Influenze retr dunque, dalla Belle Epoque fino agli anni 70 ma anche tendenze gothic rock caratterizzate da fibbie o borchie.

Caldi e comodi stivali

Per le pi “freddolose” sono perfetti gli hot boots, stivali caratterizzati dai pellicciotti (interni ed esterni), caldi e avvolgenti, ideali per la montagna o per un clima rigido. Molto accattivanti sono anche gli stivali in stile cowboy con tutte le sue varianti: total black, bronzo, bi color e multicolor, perfette sotto gonne lunghe. Stivali lunghi, invece, per chi ama la sobriet e la comodit da indossare tutti i giorni. Per le amanti dell style, stivali con gambale tubolare stretto o leggermente afflosciato, punte arrotondate,
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tacco medio, basso o flat. In stile invece, gli stivali dai colori caldi, in cuoio invecchiato, con tacco in legno e suole a carrarmato ideai per le giornate di pioggia. Per le giovanissime sono molto adatti i rainboots, stivali in gomma, a tinta unita o disegnati, coloratissimi e sgargianti. Perfette per chi ama uno stile casual e disinvolto ma vuole tenere i propri piedi al calduccio le comodissime ugg boots, da portare magari con un paio di jeans e dolcevita e uno sciarpone in lana.

Per le donne che vogliono osare con uno stivale che crea un gioco sexy, sono perfetti i cruissardes o gli overknees, gli stivali sopra il ginocchio, all della coscia, che hanno fatto il loro ritorno gi nel 2009, e sono il must have di ogni stagione, i preferiti dalle celebrit perch sensuali ma comodissimi. Le grandi griffes del panorama internazionale li propongono anche quest in tantissime varianti: con tacchi vertiginosi o flat, con o senza plateau, stretti, in pelle o tessuto. Creare un look con gli overknees infatti, facile: pantaloni skinny ma anche mini e lunghe gonne. La prerogativa per indossarli per quella di avere una gamba “all chilometrica.

D dunque, le donne sono tendenzialmente orientate sull degli stivali ma per chi ama luccichii e strass, non mancano i modelli decolt o ballerine super glitterate; ed anche per questa stagione tornano le francesine sia alte che basse.

Parola d tacco!

E il tacco il protagonista delle calzature invernali del 2012 e ogni donna pu scegliere il proprio stile, grazie all scelta di stili e modelli. Oltre ad un occhio sulle passerelle un altro va al nostro armadio e a quelle scarpe che abbiamo messo da parte nel corso degli anni, perch ogni stagione si caratterizza per un “ritorno di fiamma”. Quest infatti, si torna ai mitici anni Per un aperitivo o una serata d eleganza, le scarpe adatte sono pumps o decollet con tacchi alti o ancora le peep toes, cio quei modelli di pumps che lasciano intravedere le dita. Ma anche la zeppa (accompagnata dal plateau) tra le protagoniste della stagione fredda e a proporla sono anche Marc Jacobs, D Burberry Prorsum, Mara Hoffman, Chanel e Stella McCartney.

Toni e colori

La nota pi glamour il tono e quest la scelta ricade sull fantasie e motivi ripresi dai manti selvaggi di zebre, tigri, giraffe, serpenti, pavoni, struzzi e leopardi.

E i colori? Immancabile il nero, non solo per la sera ma perfetto anche per il giorno; e poi bianco, grigio, beige, blue elettrico, cioccolato, viola scuro, arancione e rosso. Out, quest i colori accesi e sostituiti dalle tonalit pi calde ed intense. Sulla scelta dei materiali, si va dalla classica pelle alla vernice, dalla pelle di rettile allo scamosciato,
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fino ad arrivare al raso per le occasioni in cui serve quel tocco d in pi

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Nel 2017 Melissa investe nuovamente sul mercato italiano, confermando la propria partecipazione al Fuori Salone, in occasione della Milano Design Week.

Dal 4 al 9 Aprile, il brand presenter un inedita con giovani artiste italiane, dedicata a celebrare la presenza femminile nell Quest Melissa offrir un unica ai visitatori che saranno invitati ad interagire con le opere delle artiste.

Le creative italiane impegnate nelle installazioni sono state scelte per il loro stile e il loro profilo vicino all Melissa, volta a creare una fusione tra arte, architettura, design e moda.

La scelta della location non poteva essere pi strategica: Brera Design District, area caratterizzata da un forte appeal, formato da un mix sensazionale di tradizione ed innovazione. Proprio nel cuore raffinato della Milano design, in Via Palermo 5, Melissa ha scelto una galleria in stile industrial per ospitare le installazioni. Uno spazio di 130 mq, ricco di fascino da considerarsi una tela bianca che dar risalto alle creazioni. Di grande essenza femminile, l far si che i visitatori possano immergersi completamente nel mondo di Melissa.

Fondata nel 1979, Melissa riconosciuta per il suo ruolo di curatore di moda, arte, design e per le collaborazioni con nomi importanti tra cui Vivienne Westwood, Karl Lagerfeld, Jeremy Scott, Zaha Hadid. Inoltre, Melissa diventata famosa per l’innovativit della sua materia prima: la plastica.

Melissa raggiunge la bellezza attraverso un design di prodotto unico: le scarpe sono realizzate in PVC, un materiale cruelty free senza derivati animali e che pu essere facilmente disassemblato e riciclato.

La produzione efficiente al 100%, gli sprechi sono evitati grazie all di PVC riciclato per alcune parti delle calzature. Melissa offre ai propri artigiani e dipendenti le migliori condizioni di lavoro possibile. Le calzature Melissa sono realizzate in Brasile.

Oltre a collaborare con pi di 20 talenti del fashion di fama internazionale, Melissa sensibile a mantenere sempre un alto tasso di innovazione ed per questo alla costante ricerca di nuovi trends, caratteristica che l resa conosciuta a livello mondiale quale famosa trend setter.

Chiara Dynys e sono le innovative artiste italiane che grazie alle loro installazioni immersive accompagneranno per la settimana del Fuori Salone i visitatori nell mondo di Melissa.

Chiara Dynys, famosa per analizzare la realt alla ricerca dell e della variante, e , conosciuta per trasformare materiali plastici e industriali in opere e ambienti sensoriali coinvolgenti: due talenti femminili italiani che incarnano perfettamente la fusione tra arte, architettura, design e moda che il brand ricerca.

Neon e specchi saranno invece i protagonisti del caleidoscopico pop up store ideato dagli architetti italiani Claudio Bambagioni e Valentina Aloe. Tra colori e riflessi, le calzature pi iconiche e rappresentative saranno esposte su eleganti displayers che come totem si ergeranno tra il pubblico presente.

Un altro importante nome si aggiunger ai selezionati per il party Melissa del 7 Aprile, serata dedicata agli eventi nella Brera Design District: il temporary concept Melissa accoglier la modella ed influencer Sita Abellan per un Dj Set d Sita, uno dei giovani talenti emergenti pi rinomati della sua generazione, trasformer in musica l e la creativit caratteristica di Melissa dando vita ad un mondo colorato e divertente in cui le note sono protagoniste.

Di seguito maggiori informazioni biografiche sulle artiste:

Chiara Dynys

Chiara Dynys vive e lavora a Milano. Sin dall degli anni i suoi lavori hanno seguito due correnti principali, entrambe motivate da un prospettiva di fondo nei confronti della realt identificare nel mondo e in ogni forma, la presenza dell di una variante, di una che pu permettere alla mente di viaggiare dalla realt umana ad uno scenario metafisico. Per fare questo lei utilizza materiali apparentemente eclettici, a partire dalla luce al vetro, agli specchi, alla ceramica, fusioni, ma anche tessuto, video e fotografia. un contemporanea che nel corso degli anni ha elaborato un linguaggio personale focalizzato sul ri attivare e ri pensare trasformando le forme e l di materiali comuni.

Il fascino metaforico del suo lavoro nasce da una indagine sul rapporto tra natura e artifizio selezionando elementi organici ed utilizzando materiali industriali. Laureata all di Belle Arti a Bologna nel 2006, Francesca ha fondato l nel 2016 con un team di esperti critici e curatori per archiviare scientificamente i suoi artworks, ma anche per promuovere la ricerca di progetti culturali.

Sita Abellan

Stella nascente dal sud della Spagna, Sita diventata una dei giovani talenti emergenti pi rinomati della sua generazione. Auto proclamatasi principessa techno, modella e Dj, Sita pu contare su fan come Rihanna e Jeremy Scott per nominarne alcuni. La sua mentalit aperta ed il suo atteggiamento audace la rende attraente per i social media dove ha trovato una vasta audience.

Il suo lavoro e la sua personalit hanno portato Sita in giro per il mondo negli ultimi anni. Lei adora essere circondata da persone creative come lei con le quali pu condividere idee e supporto.
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ugg con bottoni Black Friday 2017 abbigliamento Zara

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Il Black Friday è arrivato! Ecco le 15 offerte da non perdere, selezionate nella top 50 delle promozioni fornita da Amazon, che troverete nelle prossime 24 ore su Amazon Italia!

Il conto alla rovescia è terminato: il Black Friday 2017 è arrivato! A partire dalla mezzanotte, infatti, le attesissime offerte del 24 novembre sono diventate realtà. Pronti ad approfittare di tutti gli sconti Online e offline? Se siete alla ricerca di quealche prezzo stracciato per rifornire il vostro guardaroba sappiate che c spazio anche per un vero e proprio Black Friday dell e non solo per offerte di elettronica (gli appassionati avranno il Cyber Monday tutto per loro!). Dunque non solo Mediaworld e Unieuro, ma anche Zara, Zalando, H Mango, Yoox, Asos, Oisho e persino il colosso Amazon stanno per attivare e hanno già attivato molte offerte.

Gli sconti previsti possono andare dal 20% 30% fino all quindi sarà facile trovare tante occasioni sul web (e non solo) giusto in tempo per iniziare a fare i regali di Natale. Insomma, avremo la possibilità di trovare abiti, maglioni, t shirt, camicie, cappotti, piumini e gonne a prezzi scontatissimi con netto anticipo rispetto ai saldi invernali 2018! Un sogno che diventa realtà? Probabile, ma attenzione: per affrontare il Black Friday, è necessario conoscere in anticipo dove trovare le migliori offerte, quali siti monitorare e cosa acquistare. La concorrenza per accaparrarsi l d migliore sarà infatti altissima: se siete preparate, nessuno potrà battervi sul tempo! Noi di ScuolaZoo vi aiutiamo in questa missione di shopping online a prezzi stracciati: ecco cosa sapere sul Black Friday 2017 nel settore abbigliamento e cosa comprare da Zara, H e Zalando!Cercate altre offerte d Ecco tutti gli sconti sui migliori siti d stranieri:

Black Friday 2017 abbigliamento: Yoox, Asos e altri siti stranieri

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Black Friday Italia 2017: cosa comprare da Zara

Zara è una delle catene d più amata da giovani e meno giovani grazie alla varietà dell con capi carini e alla moda, e prezzi vantaggiosi. Avete giù visto un cappotto che vi piace particolarmente o un vestito che desiderate tanto? Volete fare un rinnovo dell e comprare così uno stock di maglie, cardigan, scarpe o borse? L giusta può essere proprio il Black Friday 2017! Zara ha annunciato le sue offerte allo scoccare della mezzanotte 24 novembre: sia nei negozi che sullo store online è possibile acquistare per tutta la giornata di venerdì i capi della collezione uomo, donna e bambino con uno sconto 20% su un ventaglio di oltre 200 prodotti, mentre promozioni fino al 60% possono riguardare accessori, come sciarpe, cappelli e guanti.

Black Friday 2017 abbigliamento: le offerte di H la verità: i prezzi da H sono sempre molto bassi, ma in occasione del Black Friday 2017 avrete la possibilità di comprare tutto l dalle giacche di jeans ai maglioni, con uno sconto del 50%! Non è pazzesco? il caso di correre nel negozio H più vicino oppure collegarsi immediatamente al sito!

Zalando Black Friday Italia: tutti gli sconti

Per quanto riguarda lo shopping online,
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una delle più grandi piattaforme e commerce da monitorare costantemente durante il Black Friday 2017 è Zalando: l di abbigliamento donna e uomo e di accessori è davvero sterminata e tante sono le marche (Dorothy Perkins, Adidas, Nike, Ugg, New Look, Topman e molto altro) e il range di prezzi tra cui scegliere. Tuttavia, in occasione del Venerdì Nero, trovare degli sconti super vantaggiosi sarà facilissimo e le offerte saranno davvero tante!

Zalando, tra l ha già creato una pagina dedicata al Black Friday, sui cui potete già trovare numerose offerte, con sconti del 20% su tanti prodotti, inclusi abiti, scarpe, borse e accessori! Pronte con le carte di credito?

Black Friday abbigliamento 2017: consigli per l non perdere le occasioni migliori, che sicuramente andranno a ruba, è importante avere una strategia di acquisto: ecco i nostri consigli per portarvi a casa le migliori offerte!

Comprate gli abiti con sconti molto alti. In occasione del Black Friday gli sconti saranno molto più alti rispetto ai normali saldi, come abbiamo visto. Puntate ad acquistare i capi con sconti più alti!

Comprate abbigliamento che di solito è costoso. Volete comprarvi un capo di lusso, che in genere non potete permettervi? arrivato il momento di togliervi uno sfizio: approfittate del Black Friday per comprare i vestiti a prezzi per voi solitamente proibitivi.

Datevi all comulativo. Spesso i vari siti propongono degli sconti comulativi, cioè offrono pacchetti di offerte, con cui prevedono uno sconto ancora più importante se si acquistono prodotti tra loro uguali (si pensi a un set di maglie della stessa linea in vari colori). il caso di approfittarne.

Fatevi un di cosa volete comprare prima di iniziare a cercare le offerte. Se non volete perdervi nel marasma delle offerte, arrivando a comprare a caso prodotti che poi alla fine non vi serviranno o esagerando con la spesa, è il caso di prepararsi una lista di cose di cui avete bisogno e a cui dare la priorità. Cercare sarà più facile, così come individuare la giusta offerta che fa al caso vostro.

Fate attenzione alle taglie e alle misure. Avete trovato il cappotto che stavate cercando da tempo? Avete finalmente la possibilità di permettervi quel paio di scarpe che vi piaceva tanto? Attenzione a non farvi fregare dall prima di acquistare qualcosa, controllate taglie e misure, soprattutto fate attenzione anche al tipo di taglia espressa (italiana, europea, spagnola, francese, USA, UK Ogni sito che vende prodotti di abbigliamento e accessori, comunque, dovrebbe avere una tabella con la descrizione delle taglie.

La spedizione è gratuita? Controllate sempre i costi di spedizione: quando la consegna è gratuita? Il rischio di comprare senza considerare le spedizioni è di pagare più di costi di trasporto che per i capi acquistatii!

Volete comprare da Zara, Zalando o H Preparatevi in anticipo! Per avere già un delle offerte in catalogo e di cosa aspettarvi, iscrivetevi alla newsletter dei negozi che vi interessano, seguite i loro profili social e scaricate la relativa app. Non scordatevi di monitorare costantemente il sito nelle ore precedenti al Black Friday e poi durante tutta la giornata di venerdì 24 novembre.

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Come poteva la piattaforma più conosciuta non attivare anche alcune offerte di abbigliamento? Visto che siamo nel pieno della Black Friday Week, vi consigliamo di dare un alla vetrina con gli sconti già attivi:
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ugg boots classic Calzature di velluto per un autunno floreale

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Uno dei tessuti cult della stagione Autunno/Inverno 2017 2018 il velluto, sinonimo di eleganza ed esclusivit che, con la sua allure molto aristocratica, oltre a ricoprire di morbidezza abiti, borse e cappotti, dona femminilit e lucentezza anche alle calzature. A dimostrarlo la collezione A/I 2017 2018 di Frau, azienda che ha alle spalle ben 65 anni di storia e di esperienza, pronta a guidare alla scoperta del flower style. Ispirazione retr e stile contemporaneo caratterizzano le sue calzature (rigorosamente Made in Italy) in velluto dal forte impatto estetico.

Niente tinta unita. A rendere pi vivace il tessuto ci hanno pensato i ricami floreali pronti a farsi notare colorando di allegria il fondo nero di comode ballerine, sofisticate d stivali bassi con tacco e ancora le pi informali le sneakers. Il mix rende i modelli decisamente versatili ma anche incredibilmente chic. Vanno bene,
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infatti, sia per il giorno che per la sera ovvero possono sdrammatizzare il classico tailleur cos come valorizzare semplici tubini, blazer, jeans etc.

Quando tradizione e innovazione trovano un punto d il risultato un nuovo compromesso di stile. I fiori, vero leitmotiv di stagione, sono stati ripresi anche da Mjus Shoes che li ha trasformati in perfetti must have.

Il brand italiano di calzature e accessori femminili artigianali si rivolge a tutte le donne moderne e indipendenti proponendo loro scarpe che invitano a fare un salto indietro nel tempo per riscoprire quel fascino tipicamente bohemian e anticonformista di inizio Novecento.

Ad andare in scena sono tessuti luxury che, per fantasia e colore, molto ricordano le classiche tappezzerie barocche nonch i tappeti orientali. Pennellate di luce e magia vestono di nuovo le sneakers e l in velluto con tanto di stampa floreale e finiture in pelle o ancora c lui, lo stivaletto che presenta lavorazioni particolari come il finissaggio capace di donare riflessi intensi pronti a illuminare d l outfit.
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Si tratta di un cartuccia pneumatica che offre diversi vantaggi, ad iniziare dal risparmio di peso che varia dai 120 fino ai 300 grammi a seconda dell oltre a trasmettere un funzionamento della forcella nettamente pi fluido e progressivo, a tutto vantaggio della sensibilit che evita i fine corsa e rende l pi sostenuto.

Inoltre la cartuccia ND Tuned OVR ha una sorta di sistema regolabile che non necessita di nessun comando remoto, per cui la mancanza di Sag permette di avere una corsa effettiva superiore del 10 15% rispetto alla forcella originale.

La pressoch totale assenza di olio rende infine il sistema pi facile e meno oneroso da mantenere, oltre che pi ecologico.

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lynnea ugg boots Camminare e andare in bici 150 minuti a settimana contrasta il diabete e lo previene

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Camminare e andare in bici sono attivit aerobiche studiate da ricerche sempre nuove. Due nuovi studi, in particolare, hanno mostrato il loro effetto sulla prevenzione di una patologia seria: il diabete di tipo due.

Con il tempo, il lavoro del pancreas inizia a essere impegnativo e potrebbe far sviluppare il diabete di tipo due e l se non si seguono regole di corretta alimentazione e non si adotta uno stile di vita sano.

Oggi prevenire pi semplice, secondo i ricercatori, basta indossare un paio di scarpe da ginnastica e camminare almeno trenta minuti dal luned al venerd oppure basta spostarsi in bici, come fanno nel nord Europa.

Cosa dicono gli studi scientifici?

Il primo studio stato condotto da ben due universit prestigiose: l di Cambridge e l Universit College London.

Questa indagine scientifica, pubblicata sulla rivista ha coinvolto una grande quantit di dati e studi precedenti. Dall di ventitr precedenti ricerche, che hanno coinvolto pi di un milione d risultato che maggiore l fisica quotidiana, parliamo di camminare a passo sostenuto o andare in bicicletta, minore il rischio di ammalarsi.

In particolare un impegno di 150 minuti settimanali, ossia, 30 minuti per 5 giorni a settimana porta ad una riduzione del rischio di sviluppare il diabete del 26%. Passando a una diminuzione del 40% in chi cammina o pedala un al giorno. Pi si praticano queste attivit dunque, pi il rischio di ammalarsi di diabete scende.

Un secondo studio condotto in Danimarca e pubblicato sulla prestigiosa rivista online One ha messo in relazione l di spostarsi in bicicletta al diabete alimentare, ossia, di tipo due.

Lo studio ha coinvolto un campione formato da ben 27.000 donne adulte e 24.000 uomini, tutti danesi. L dei soggetti coinvolti partiva dai cinquant fino ad arrivare ai sessantacinque anni, a queste persone stato somministrato un questionario che mirava ad analizzare stile di vita, ossia, abitudini quotidiane e propensione al diabete di tipo due.

Tra le abitudini prese in considerazione, grande importanza ha mostrato quella di andare a lavorare con la bicicletta, che stata quella maggiormente studiata.

I risultati, infatti, hanno mostrato che maggiore l della bicicletta minore il rischio, anche dopo i cinquant di ammalarsi di diabete. L fisica quotidiana, insieme alle abitudini sane, ancora una volta ha mostrato il proprio beneficio sulla salute anche in et matura.

I primi studi sul diabete e attivit fisica, in realt risalgono al 1926 e fin da allora l fisico si dimostr un alleato importante dell la cui efficacia era potenziata grazie all muscolare.

Oggi, tuttavia, possiamo fare di pi ossia, prevenire il diabete alimentare con l fisica aerobica, che aumenta la risposta e la sensibilit del corpo all per diverse ore dopo l

Perdi Peso 123 Gocce pu aiutarti a ritrovare una forma fisica migliore se associato a un regime alimentare equilibrato e ad una regolare attivit fisica.

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Ricorda che per dimagrire facilmente pu essere necessario un consiglio psicologico e/o il sostegno di un medico specialista che, eventualmente, sia in grado di analizzare il funzionamento metabolico.

l’art. 8 della Legge 23 maggio 1995, n. 70, che disciplina la raccolta informatizzata dei dati personali per la Repubblica di San Marino, impone al Gestore di banche dati di rendere edotto chiunque venga interpellato per la raccolta di dati personali su alcune informazioni inerenti i trattamenti. (di seguito per brevit “DMC”), per scelta aziendale e per maggiore garanzia per i dati personali dei clienti, si conformata anche alla normativa italiana in materia di protezione dei dati personali; il presente documento costituisce adempimento agli obblighi posti in capo ai Proprietari di banche dati (in seguito: Titolare del trattamento) dall’art. 8 della Legge 23 maggio 1995, n. 70, promulgata dai Capitani Reggenti la Serenissima Repubblica di San Marino in materia di protezione dei dati personali (di seguito il “Codice”).

La informiamo pertanto che i Suoi dati personali da Lei forniti formeranno oggetto, nel rispetto della normativa sopra richiamata e conformemente agli obblighi di riservatezza cui ispirata l’attivit della nostra Societ del trattamento di cui all’art. 4, comma 1, lettera a) (il “Trattamento”), del Codice.

Desideriamo in particolare informarLa di quanto segue:

DMC raccoglie e tratta dati personali degli interessati per l’esecuzione degli obblighi derivanti dai rapporti contrattuali instaurati con DMC o per lo svolgimento di attivit pre contrattuali, in particolare: gestione della clientela; adempimento di obblighi contabili e fiscali; gestione del contenzioso; attivit di marketing e rilevazione del grado di soddisfazione della clientela. Il conferimento dei dati personali per tali finalit non obbligatorio ma necessario e il rifiuto a fornirli comporta l’impossibilit per DMC di instaurare e dare esecuzione ai rapporti in oggetto.

Il trattamento dei dati avverrà in modo lecito, secondo correttezza e in ossequio al principio di necessità. I dati personali che ci fornirai, volontariamente o automaticamente attraverso le interazioni con i servizi proposti, saranno trattati, con il tuo consenso, allo scopo di trasmetterti i servizi richiesti e creare profili di consumatori ed utenti in modo da migliorare l’efficacia delle campagne pubblicitarie associate ai nostri servizi. Iscrivendoti ti verranno inviate email di comunicazioni e/o informazioni commerciali, promozionali e pubblicitarie riguardanti partners da noi selezionati. I nominativi ed gli indirizzi di tali soggetti sono disponibili su richiesta degli Interessati. I dati sono conservati nella Repubblica di San Marino e potranno essere comunicati a societ o imprese aventi sede in Italia solo qualora strettamente necessario per il perseguimento delle finalit indicate al punto 1, lett a) e, in presenza di consenso, lett. b).

Il Trattamento dei dati dell’Interessato pu riguardare anche dati di natura sensibile, ai sensi dell’art. 4, comma 1, lettera d) (“dati sensibili”) e dell’articolo 26 (“Garanzie per i dati sensibili”) del Codice (ovvero quei dati “idonei a rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonch i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale”).

In relazione al trattamento dei dati personali spettano all’interessato i diritti di cui all’articolo 7 del Codice, tra questi, Le ricordiamo i diritti di: ottenere la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile; ottenere l’indicazione: dell’origine dei dati personali, delle finalit e modalit del trattamento, logica applicata in caso di trattamento effettuato con l’ausilio di strumenti elettronici, degli estremi identificativi del Titolare, dei Responsabili e del rappresentante designato, dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualit di rappresentante designato nel territorio dello Stato Italiano e nella Repubblica di San Marino, di Responsabili o Incaricati; ottenerne: l’aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse, l’integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati, l’attestazione che le operazioni di cui alle lettere a) e b) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato; opporsi: per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano, ancorch pertinenti allo scopo della raccolta, al trattamento di dati personali che lo riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.

In ogni momento Lei potr contattare il Titolare del trattamento, per esercitare i diritti previsti dall’art. Inoltre gli artt. 10 e 11 della Legge 23 maggio 1995, n. 70, riconoscono alcuni diritti all’interessato, che La invitiamo a considerare attentamente: art. 10. Chiunque, sulla base di apposita richiesta in carta legale firmata e indirizzata al Garante, pu accertare se le banche dati iscritte nel repertorio di cui all’articolo 6 o quelle gestite dallo Stato e dagli Enti pubblici hanno raccolto od elaborato dati nominativi che lo riguardino personalmente. art. 11. Ciascuno pu ottenere copia dei dati ed informazioni che lo riguardino personalmente alle seguenti condizioni: a) che la domanda, in carta legale, sia firmata dallo stesso titolare o dal suo legale rappresentante e sia in ogni caso corredata dagli estremi di un documento d’identit personale in corso di validit b) che le informazioni raccolte non risultino protette per legge dal segreto assoluto. Il diritto di accesso ad informazioni di carattere sanitario pu essere esercitato soltanto per il tramite di un medico dipendente o convenzionato con l’Istituto per la Sicurezza Sociale, il cui nome dovr essere indicato nella domanda; in facolt del medico comunicare al paziente tutte o solamente parte delle informazioni. []
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Giovedì 1 marzo 2018 al Circus beatclub di Brescia in console arriva Don Joe (nella foto), uno dei dj hip hop italiani più importanti, l’anima musicale dei celebri Club Dogo. Il party è ovviamente Rehab The New Order, uno degli eventi hip hop rnb più amati dagli appassionati in tutto il Nord Italia. Ogni giovedì l’attesa è grande, con Don Joe in console l’evento è davvero imperdibile. Don Joe ha iniziato la propria attività musicale nel 1993. Il suo debutto è avvenuto con l’entrata nel team di produzione The Italian Job, composto da lui, DJ Shocca e Shablo. Nel corso del 2001 si unisce ai Sacre Scuole in qualità di turnista e, in seguito allo scioglimento del gruppo, Don Joe ha fondato i Club Dogo insieme ai membri rimasti Gué Pequeno e Jake La Furia. Con questa band ha raggiunto grandi successi. Don Joe ha poi prodotto molti brani dell’album “L’ora d’aria”, prima pubblicazione ufficiale di Vincenzo da Via Anfossi, e di quelli contenuti nell’album omonimo di Marracash. Sul palco del Circus c’è anche Valerio Apice in arte Vale Lambo, rapper napoletano che pubblica la sua musica su Universal. Nasce nel 1991 a Napoli. All’età di 11 anni inizia ad avvicinarsi al mondo dell’hip hop ascoltando musica del genere; durante la sua adolescenza si limita ad ascoltare ed appassionarsi a MC’s del calibro di: Tupac, Capone, Big Pun, Big L ed altri, da cui viene profondamente ispirato. Solo nel 2005 inizia a buttar giù rime che riportano la realtà in cui è cresciuto e tuttora vive.

2/3 Circo Nero Classic per il party “Just Like a Circus”

Al Circus venerdì 2 marzo 2018 insieme alla Circus family arriva invece il collettivo di performer Circo Nero, tra i party italianoi più noti all’estero. Nato dalle sperimentazioni di un gruppo di artisti e nottambuli toscani, il Circo Nero fa ballare l’Europa da anni ed è un insieme di performer, scenografi, attori,
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ballerini () capaci di stupire creando meraviglia. Come dice lo staff del Circo Nero: “Non è il circo triste degli animali in gabbia e delle unghie tagliate, non è il circo meraviglioso che tiene a bocca aperta i bambini di tutto il mondo, e neppure quello struggente dei clown nani che inciampano nella vita con le loro scarpe troppo grosse. Questo è il Circo della Musica e delle Passioni che urlano dentro, è il Circo della Notte, il Circo Nero!”.

Sabato 3 marzo 2018 al Circus beatclub Brescia torna Oyadi, una delle dj bresciane più attive in Italia e non solo. Si è formata musicalmente attraverso molteplici influenze, dal funk alla techno, dall’afrojazz all’house, alla riscoperta delle proprie origini, creando un ponte fra Europa e Africa. Dopo “Remedy”, uscita nel 2016 su Time Records, ha pubblicato “Time Again” su Bang Records e questa traccia, programmata su Radio Deejay e tante altre radio l’ha lanciata nel panorama italiano e non solo. Sono appena uscite nuove versioni remix di questo brano. I suoi live set, mai standard ma sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, offrono un’esperienza sonora e ritmica calda come la deep house, intensa come l’house old style, divertente come l’electro club. Ha fatto ballare eventi legati a brand importanti come Dirk Bikkembergs, HTC, Red Bull, Virgin Active.
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Il brand svedese H è ormai diventato un colosso internazionale in fatto di moda grazie ai suoi prezzi davvero stracciati. In occasione del Black Friday, che quest oggi24 novembre, la catena di abbigliamento proporrà ulteriori ribassi tanto da offrire vestiti e accessori al prezzo di realizzo.

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Il brand svedese H offre prodotti low cost nel corso di tutto l ma, nel corso del Black Friday, applica ulteriori sconti alla sua merce,
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che si tratti di capi d o di accessori. Con prezzi scontati fino al 70% rinnovare il guardaroba sarà un gioco da ragazzi: le offerte riguarderanno qualsiasi capo di abbigliamento, da quelli casual ai vestiti da indossare a lavoro, fino a quelli più chic ed eleganti. Ovviamente è consigliabile approfittare di sconti del genere acquistando i capi più costosi che, per l avranno dei prezzidavvero abbordabili come i cappotti, le scarpe e i vestiti della nuova collezione.
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Le principali imprese europee del settore calzature avrebbero messo in campo finora un impegno largamente insufficiente nella tutela dei diritti dei lavoratori nella loro catena di fornitura. Lo denuncia l’ultimo rapporto di Change Your Shoes, (leggil rapporto completo qui) un’iniziativa della campagna Abiti Puliti. L’indagine, che ha riguardato 23 aziende del settore molto note in tutta Europa ha condotto a una valutazione delle strategie messe in campo dalle aziende in tema di sostenibilità sociale. Producendo risultati tutt’altro che incoraggianti.

Nel dettaglio, riferisce una nota ufficiale diffusa oggi dalla Campagna, “11 aziende su 23 non hanno risposto al questionario inviato (tra cui le italiane Ferragamo e TOD’S) e anche quelle che lo hanno fatto non hanno fornito una solida evidenza circa le politiche aziendali attuate per garantire il rispetto dei diritti umani e del lavoro nelle loro catene di fornitura, con particolare riferimento al pagamento di un salario dignitoso”. La mancanza di trasparenza, si legge ancora nella nota, “si evince anche dal fatto che 14 di queste 23 non producono bilanci di sostenibilità, nonostante i Principi Guida su imprese e diritti umani delle Nazioni Unite sollecitino le aziende che svolgono operazioni ad alto rischio di violazioni dei diritti umani a riferire su come affrontino i problemi nella loro catena di fornitura”.

Tra le imprese analizzate, le italiane GEOX e Prada hanno risposto ai questionari. Ma il quadro emerso dalle loro risposte, sostiene la Campagna, si caratterizzerebbe tuttora per un insieme “di azioni insufficienti a garantire un’effettiva e completa attività di due diligence”. GEOX, si legge nella nota, “afferma di riconoscere nel suo stabilimento in Serbia un salario del 20% più alto della media del settore, ma senza fornire elementi concreti di calcolo in merito”. PRADA, dal canto suo, “non ha fornito informazioni sui paesi di produzione e sul numero di fabbriche, dimostrando una scarsa propensione a rendere conto del suo operato e di come affronta gli impatti negativi della sua attività sui lavoratori, ovunque essi producano”. Secondo indagini della Campagna, l’azienda sarebbe presente con i suoi stabilimenti non solo in Italia e nel Regno Unito ma “anche in Europa dell’Est, Turchia e Vietnam”.

“E’ sorprendente lo scarso livello di trasparenza dimostrato dai marchi europei analizzati e in particolare da quelli italiani” dichiara Deborah Lucchetti, presidente di Fair e portavoce della Campagna Abiti Puliti. “Rendere conto del proprio operato a partire dalla messa in chiaro delle informazioni che riguardano la filiera produttiva, è il primo passo fondamentale per prevenire, identificare e porre rimedio alle violazioni dei diritti umani come stabilito dai Principi Guida delle Nazioni Unite per le imprese” continua Deborah Lucchetti “Il nostro rapporto mette in evidenza quanta strada i marchi debbano ancora fare per garantire ai consumatori europei di acquistare calzature esenti da sfruttamento dei lavoratori e dell’ambiente, in qualunque parte del mondo esse siano prodotte.”

La produzione mondiale di scarpe, ricorda la Campagna, si attesta a quota 24 miliardi di paia realizzate in larga parte in Asia (88%) e, in generale, nei Paesi a basso costo della manodopera. Tra gli aspetti critici del settore, il lavoro ad alta intensità, i processi pericolosi, le pressioni su tempi e sui prezzi di consegna. Preoccupante, come denunciato in passato nel rapporto Una dura storia di cuoio , la situazione nel segmento della concia per le scarpe in pelle, “dove i lavoratori mettono in pericolo la propria salute se non adeguatamente tutelati”. Un’altra ricerca della Campagna, Tricky footwork, ha evidenziato “la repressione violenta dello Stato per mettere a tacere le rivendicazioni dei lavoratori in Cina”.
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