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Expo Riva Schuh, la manifestazione internazionale delle calzature di volume chiude con oltre 11mila visitatori professionali, con una forte presenza di buyer esteri e conferma il momento di un settore in fermento sia sul fronte della produzione che su quello della vendita al dettaglio che si intrecciano fortemente e stanno cambiando.

edizione ci ha restituito l di un settore che sta cambiando spiega Roberto Pellegrini, presidente di Riva del Garda Fierecongressi . Expo Riva Schuh ha sempre rappresentato un occasione per capire come si sta evolvendo il mercato e in particolare in questa edizione abbiamo registrato cambiamenti importanti che stanno interessando la fiera e il settore. Abbiamo incontrato nuove tipologie di visitatori, tra cui per esempio le grandi catene di fast fashion che nascono nell e si stanno affacciando ora al settore delle calzature, e nuove modalità di acquisto da parte dei buyer: la nostra sfida più grande per il prossimo futuro sarà proprio quella di riuscire a costruire risposte efficaci per queste nuove esigenze di mercato è stato il riscontro dei buyer provenienti dall russa che a Expo Riva Schuh cercano un prodotto di fascia media adatto alle esigenze di un mercato interno in difficoltà ma anche aziende del made in Italy con cui stringere accordi e costruire partnership di lungo periodo.

strategie di acquisto stanno cambiando commenta Giovanni Laezza, direttore generale di Riva del Garda Fierecongressi . Così, anche le aziende cercano strade alternative per competere a livello internazionale. Molti marchi del lusso stanno ad esempio pensando di affiancare alla collezione principale una produzione di livello medio,
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in cui la qualità garantita dal marchio possa accompagnarsi a un prezzo più contenuto e a una maggiore velocità di risposta al mercato; è un po quello che è successo nel mondo dell Questa evoluzione apre prospettive importanti anche per la nostra manifestazione, che potrebbe diventare l di riferimento per questo tipo di produzione della velocità nella moda e dei cambiamenti in atto nelle tempistiche di presentazione delle collezioni si è parlato nell talk I cambiamenti in atto nelle tempistiche della moda dove si è discusso di come sia possibile ridurre lo scarto tra il momento in cui si presenta un prodotto e quello in cui lo stesso arriva effettivamente al consumatore e delle possibili conseguenze di questa rivoluzione per il mondo calzaturiero e per le manifestazioni fieristiche di settore.

La fiera con 1.139 espositori su 1.438 provenienti dall più di 40 paesi rappresentati e la presenza di collettive da Cina, India, Brasile, Portogallo Spagna, Indonesia e Pakistan conferma la sua marcata internazionalità tenendo conto anche della presenza di delegazioni di buyer, organizzate in collaborazione con Ice Agenzia,
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provenienti dal Sud America (in particolare da Argentina, Cile, Colombia e Perù) e dall con rappresentanti di Belgio e Svezia.

aziende di tutto il mondo ci permette di avere una panoramica completa dei trend della stagione afferma Carla Costa, responsabile dell Fiere . Per la primavera estate 2017, le calzature per la donna si coloreranno di riflessi metal e si reinventeranno attraverso un nuovo stile etnico. Per l invece prevarrà un tono formale, ma rivisto attraverso un mood più rilassato: avranno perciò grande spazio le stringate dalle forme classiche ma con materiali naturali. Per i più piccoli, tanto denim accompagnato da frange e nappine, con modelli ispirati alla moda dei grandi
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ugg coats Le scarpe di Auschwitz

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L’Associazione Oltre il Chiostro ed il Museo ARCA presentano Le scarpe di Auschwitz. Esposizione delle opere di Prisco De Vivo.

L’esposizione sarà inaugurata mercoledì 16 luglio 2008 alle ore 20.30 presso il Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova nell’ambito dell’appuntamento concertistico Holocaust Cantata. Songs from the camps di Donald Mc Collough in collaborazione con l’Amalfi Coast Music Arts Festival che conclude il calendario degli appuntamenti della II edizione del Festival di Musica e Filosofia organizzato dall’Istituto Politeia e dall’Associazione Oltre il Chiostro.

Si tratta di un percorso espositivo di 12 dipinti realizzati da Prisco De Vivo con tecniche miste, nelle quali l’Artista tenta di dar voce ai personaggi dei suoi quadri.

Nelle varie opere sono protagoniste “le scarpe”. Sono le scarpe dei prigionieri di Auschwitz, che schiacciano le teste di creature private della loro umanità.

La sua tecnica è forte, dai colori travagliati e fortemente impastati, tali da rendere una congerie di immagini che sanno di prove di rappresentazione di drammi e tragedie che non sono della cronaca o della storia, ma sono materializzazione di fantasmi della mente che non si lasciano, per nulla, imbrigliare da un’ordinaria e serena tensione della meccanica esistenziale, ma si confondono con la simulazione della narrazione dell’assurdo o con lo squarciamento del velo della finzione.

“Nei quadri di De Vivo ritornano quegli scarponi, a pesare sui volti disperati dei suoi personaggi, con la loro consistenza materica che più di tutto può dar conto della concretezza della sofferenza: anche quello dello spirito, nel momento in cui lo si prova, è un dolore concreto che diventa spasmo fisico e senso di nausea” (Enzo Rega).

“Le scarpe di Auschwitz rappresentano la scommessa di aprire la mente ad una riflessione instancabile ed imperturbabile sull’Olocausto, ferita difficile da rimarginare di una umanità che urla il suo dolore” (Prisco De Vivo).

Prisco De Vivo è nato a San Giuseppe Vesuviano (Na) nel 1971, vive a Saviano (Na); è pittore, scultore e poeta. Dal 1990 ad oggi ha partecipato a varie attività culturali sul territorio nazionale. Si è interessato di filosofia, teatro e cinema. Ha collaborato a diversi periodici e riviste d’Arte e Letteratura, cartacee ed on line, è stato presente a mostre di poesia visuale e recitals poetici. Ha tenuto numerose esposizioni personali e collettive in Italia e all’estero: (Bruxelles, Lugano, Postdam, Praga, New York).

Le sue opere sono conservate in collezioni pubbliche e private.

Ha pubblicato le raccolte: L’inverno nel cuore, edizione Libroitaliano Messina 1994, con prefazione di Luigi Simonetti; Dell’amore del sangue e del ricordo (selezionato al Premio Pascoli 2005) Il Laboratorio/le edizioni, Napoli 2004 con prefazione di Plinio Perilli e postfazione di Raffaele Piazza; inoltre, sempre per Il Laboratorio/le edizioni, ha pubblicato Segni e Parole (In una notte oscura e uggiosa) lavoro di poesia/immagini a quattro mani con Raffaele Piazza, Napoli 2006; e L’oscuro fiore dell’arte (conversazioni con Enzo Rega e Pasquale Gerardo Santella), Napoli 2007. Di prossima pubblicazione la raccolta di poesie Dalla Penultima Soglia con la Marcus Edizioni e una plaquette di disegni e poesie con Maurizio Cucchi per l’edizione L’Arca Felice di Salerno.
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ugg lo pro button Le infradito e il declino della civiltà

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D ritornano. Del resto, non se se sono mai andate. Le infradito di gomma sono le scarpe più popolari e insieme più odiate della storia dell Ogni anno gli americani spendono intorno ai 2,6 miliardi di dollari in flip flop. Le indossano ovunque, e gli europei provano a imitarli. L ieri sono apparse per la prima volta sul red carpet, ai piedi di Gal Gadot. Stando a quanto afferma il magazineGlamour,ne ha indossate un paio da trenta dollari alla prima diWonder Womana Città del Messico. La cosa aveva senso, dato che l indossava un Prada in satin nero, e che il luogo in questione era la polverosa Città del Messico. Per l si trattava delle Rocket Dog Bigtop Webbing, in vendita presso la catena di fast fashion Urban Outfitters a soli 29.99 dollari. Mentre Glamour si mostra entusiasta della scelta stilistica galgadotiana, la piattaforma E! Online il 12 luglio le proclama chic, grazie a Selenza Gomez che ne indossa un paio minimal nude sotto un abitino rosso di Reformation. Il realismo spietato dei tempi lo consente.

Infatti, le infradito, che sono la forma di calzari più antica, non sono mai state chic. Risalgono all Egitto seimila anni fa, e anche i romani le usavano, ma quelle moderne, come le conosciamo noi, vengono dal Giappone. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il Giappone divenne un grande produttore di gomma si era impossessato di numerose piantagioni nel Sud est asiatico e negli anni Cinquanta comincia a spedire infradito nello stesso materiale agli Stati Uniti. Dapprima furono le casalinghe a farci la doccia e a sciabattare sulle onde radio. Economiche e colorate, divennero presto le scarpe dei bambini, a bordo piscina e a Martha Vineyard. Fin qui, nulla di male.

Ma a un certo punto qualcosa va storto e, alla fine degli anni Novanta, decidiamo che l scarpa di gomma dei colori dell è cool. No, la colpa non è degli hipster, ma dell brasiliana Havaianas che, a partire dagli anni Sessanta, si è inventata stili e colori sensazionali in variegate fasce di prezzo. Il modello più economico adesso costa 18 dollari, in Italia intorno ai trenta euro ma alcuni superano i cento. Da subito, le infradito Havaianas diventano la scarpa di tutti: l produce circa 220 milioni di paia all La scorsa settimana il marchio,
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che era di proprietà della holding brasiliana J Investimentos, è stato venduto per 1,1 miliardo di dollari, poco meno di un miliardo di euro: i nuovi proprietari sono due grandi banche d’investimento brasiliane, Cambuhy e Itasa.

Il mondo intero porta le infradito, se è vero quello che sostiene un servizio della Cnn, e cioè che ogni anno vengono acquistati ben tre miliardi di paia di flip flop. Non sempre è una scelta dettata dalla moda: nei Paesi più poveri l’infradito è l scarpa che le persone possono permettersi, come spiega Erin Smith, di Ocean Sole. Se si tiene conto del fatto che la durata media di un paio (specie per chi le indossa ogni giorno) è di circa due anni, poi le si buttano via, il risultato è che le infradito sono una delle cause principali dell’inquinamento degli oceani: secondo la Cnn, insieme alle bottiglie monouso, sono una delle ragioni principali per cui nel mare ci sarà più plastica che pesci nel 2050.

Che possiamo farci, gli esseri umani, ricchi e poveri, non se le levano mai. C un infradito per ogni occasione e sfumatura di carattere. Mat per tutti i giorni, satinate per gli incontri di lavoro e bianche con gli strass per i matrimoni. Da Neiman Marcus ne esiste un paio ricoperto di conchiglie che costa 400 dollari. Online ci sono gruppi di odio delle infradito che hanno come missione quella di terminarle. Come quando nei film horror la musica all cambia e sai che il protagonista sta per essere sgozzato. Già nel 2012 il Boston Globe scriveva, allarmato, nell of the flip flops: an anti flip flop rant,che l delle infradito è un fatto. In Italia, che nelle mode viaggia con un ritardo di vent le Havaianas esplodono un po più tardi che negli Stati Uniti, precedute dai sandali zori, pesanti e scomodi. Lo sdoganamento definitivo nelle alte sfere della moda però lo si deve al francese Jean Paul Gaultier, nel 1999. Da allora si sono prese i corpi e le menti dell tranne quella del “praticamente perfetto” Tom Ford: lui, ha dichiarato a People un anno fa, con gli infradito non ci si farebbe nemmeno seppellire

Nelle immagini: Sydney, Australia, 16 maggio 2017: modelle fanno le prove di uno show in vista dellaMercedes Benz Fashion Week; Phoenix, Arizona, 20 giugno 2017: infradito lasciate davanti a una fontana (Getty Images)
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rivenditore ugg milano le tradizioni artigianali italiane spiccano il volo sul web

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Alcuni dei più recenti dati sull’artigianato raccontano di un settore in crisi, di imprese che chiudono la propria attività a causa della difficile congiuntura economica. Eppure sono sempre più numerosi, in Italia, gli esempi di resilienza nel mondo delle micro imprese artigianali. Nel settore calzaturiero, per esempio, alcune realtà hanno rilanciato la propria produzione sviluppando sul web il proprio prodotto: grazie all’utilizzo dell’e commerce continuano, oggi, a promuovere la qualità del made in Italy nel mondo e iniziano ad aprirsi a nuovo mercato. il caso di tre grandi tradizioni nazionali legate alla calzatura e alla calza, che hanno intrapreso una fase di crescita proiettandosi nel mercato europeo con Artimondo, la rete della qualità che si propone con piattaforme web in Italia, Germania, UK, Francia e Spagna con oltre 600 imprese artigianali.

La scarpa italiana di qualità. Nelle Marche, più precisamente nel distretto calzaturiero situato tra Fermo e Macerata, operano tanti piccoli imprenditori, alcuni dei quali hanno iniziato a lavorare svolgendo la mansione di semplici operai. Oggi, nella più grande concentrazione in Italia di imprese calzaturiere, numerose imprese artigianali continuano a puntare sulla qualità del prodotto finale rappresentando la tradizione e l’esperienza maturata di un territorio che si identifica, da sempre, con la bellezza e la qualità dei materiali utilizzati nella realizzazione delle scarpe. Oltre alla lavorazione a doppia suola, che oggi poche imprese riescono ad eseguire, c’è una particolare attenzione all’uso dei materiali: solette anatomiche in cuoio, tomaia e interno foderato in vera pelle.

La pantofola che resiste al tempo. L’arte di creare le pantofole è, invece, una tradizione molto antica nel Trentino Alto Adige e, in particolare,
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nella zona del Sud Tirolo. Qui alcune famiglie, già in epoche lontane, cucivano in casa le pantofole, utilizzando i materiali più caldi per affrontare i rigidi inverni. Nacquero, così, le tipiche calzature in feltro prodotte con pura lana vergine. Si tratta di prodotti che, fino a qualche anno fa, trovavano uno sbocco “commerciale” solo all’interno dei negozi del territorio oppure in occasione delle fiere locali. Oggi le pantofole tirolesi (potschn, in dialetto tedesco) stanno conoscendo una seconda giovinezza grazie alla rete, non solo in Italia ma anche in Europa. , infatti, possibile entrare in diretto contatto con la bottega dell’artigiano, senza alcun intermediario o facendo riferimento alle tradizionali reti di distribuzione, come in passato.

La “calza in filo di Scozia” italiana. In tutta Italia sono presenti concentrazioni di imprese che garantiscono l’impiego dei migliori filati naturali. Basti pensare, in Piemonte, ad alcune realtà che propongono articoli in filo di Scozia, un prodotto resistente quanto confortevole, che ha proprietà traspiranti, antiallergiche e antibatteriche. Tali calze sono capaci di assorbire e disperdere meglio del cotone tradizionale la traspirazione naturale del corpo. La lavorazione a cui viene sottoposto il cotone a tiglio lungo elimina le fibre più deboli. Il filo così prodotto non si “ritira” e si mantiene integro a lungo. Il tutto per un filato di origine vegetale che è completamente anallergico, oltre che antibatterico.

A differenza di molte varietà di prodotto presenti nei grandi centri commerciali, queste tradizioni hanno mantenuto un livello alto nella produzione usando materie prime certificate. Per questa ragione, molti artigiani hanno iniziato a valorizzare e promuovere le proprie eccellenze sul web per rivolgersi al grande pubblico. All’interno di Artimondo, il marketplace dell’artigianato di alta qualità, per esempio, gli utenti possono entrare in contatto diretto con la micro impresa artigianale ottenendo, al tempo stesso,
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un prodotto di qualità al giusto prezzo.

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Il termine Epifania deriva dal greco “Tà Epiphan(e)ia” e significa manifestazione. Per i Cristiani è la manifestazione di Cristo all’umanità, ricordata attraverso la visita dei Magi alla mangiatoia. A guidare i Sapienti da Oriente verso la grotta per adorare il Bambin Gesù, come raccontato dal Vangelo di Matteo, è la stella cometa. Secondo una versione cristianizzata di una leggenda risalente al XII secolo, i Re magi, diretti a Betlemme per rendere omaggio a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni a una vecchia. Malgrado la loro insistenza affinchè li seguisse per far visita al piccolo, la donna non li accompagnò.

In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli ma invano. Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora, per millenni,
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nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, girerebbe per il mondo, elargendo doni ai bimbi per farsi perdonare. I bambini usavano, poi, mettere delle scarpe e/o delle calze fuori dall’uscio di casa proprio perché sarebbero servite come ricambio durante il lungo errare della vecchietta, ma se quest’ultima non ne avesse avuto bisogno, le avrebbe lasciate lì, riempite di dolci. Le origini della Befana sono antiche e controverse. Potrebbe discendere da tradizioni magiche celtiche che, per onorare le loro divinità, bruciavano grandi fantocci di vimini. All’interno dei fantocci capitava che si legassero vittime sacrificali, animali e, talvolta, prigionieri di guerra.

Anticamente, la dodicesima notte dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura,
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attraverso la figura pagana di Madre Natura. I Romani credevano che in queste dodici notti, figure femminili volassero sui campi appena seminati per propiziare i raccolti futuri. A guidarle secondo alcuni era Diana, dea lunare legata alla vegetazione, secondo altri una divinità minore chiamata Satia (=sazietà) o Abundia (= abbondanza). La Chiesa condannò con estremo rigore tali credenze, definendole frutto di influenze sataniche. Queste sovrapposizioni diedero origine a molte personificazioni che sfociarono, nel Medioevo, nella nostra Befana, il cui aspetto, benché benevolo, è chiaramente imparentato con la personificazione della strega.

L’aspetto da vecchia sarebbe dunque una raffigurazione dell’anno vecchio: una volta davvero concluso, lo si può bruciare, così come accadeva in molti paesi europei, dove esisteva la tradizione di bruciare fantocci, con indosso abiti logori, all’inizio dell’anno. In molte parti d’Italia l’uso di bruciare un fantoccio a forma di vecchia o di segare un fantoccio a forma di vecchia (in questo caso pieno di dolciumi),
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rientra invece tra i riti di fine Quaresima, sempre con il significato di porre fine all’anno vecchio. La Befana, che si richiama pure ad alcune figure della mitologia germanica, come Holda e Berchta, sempre come personificazione della natura invernale, ha assunto vari soprannomi:Donnazza (Cadore), Pifania (Comasco), Marantega (Venezia), Berola (Treviso), Vecia (Mantova), Mara (Piacenza), Anguana (Ampezzano), Basara (Liguria).6 gennaio, è il giorno dell le origini della Befana tra storia e leggende

Il termine Epifania deriva dal greco “Tà Epiphan(e)ia” e significa manifestazione. Per i Cristiani è la manifestazione di Cristo all’umanità, ricordata attraverso la visita dei Magi alla mangiatoia. A guidare i Sapienti da Oriente verso la grotta per adorare il Bambin Gesù,
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come raccontato dal Vangelo di Matteo, è la stella cometa. Secondo una versione.

ugg boots store le collezioni in Russia

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Dalla Germania alla Russia, da Monaco a Mosca, il tour dell calzaturiero made in Italy prosegue. Dopo il lancio delle collezioni a theMicam in Fiera Milano, i produttori hanno infatti concluso con successo Moda Made in Italy, l principale tedesco per la calzatura italiana e ora si presentano in forze a Obuv Mir Koi, Mostra Internazionale della Calzatura e degli articoli di pelletteria, in programma dal 22 al 25 marzo all di Mosca dove sono presenti 127 aziende italiane.

La manifestazione è la più importante rassegna dedicata alle scarpe di fascia medio alta e alta nella Csi e rispecchia la vitalità di un mercato che non smette di apprezzare la qualità del prodotto calzaturiero italiano. E se nel 2015 le vendite si sono ridotte di circa un terzo, sia in quantità che in valore, con una diminuzione del 32% solo in Russia, Assocalzaturifici continua a presidiare e a investire su questo mercato di grande interesse per il made in Italy.

Importanti le iniziative promozionali messe in campo dall in collaborazione con Ita Agenzia. A partire dal programma di accoglienza per 45 buyer, selezionati e provenienti da tutta la Federazione Russa, prima tappa di un piano che proseguirà con la mappatura e profilazione del mondo retail del comparto moda calzature abbigliamento. Questo per fornire uno strumento operativo concreto in più alle imprese italiane per intercettare le esigenze di un mercato che sta cambiando.

“Obuv Mir Koi è una prestigiosa vetrina internazionale che garantisce un visibilità alle aziende calzaturiere spiega Annarita Pilotti, presidente di Assocalzaturifici Siamo convinti che l Csi resterà una destinazione primaria per l delle calzature. Siamo, del resto, altrettanto consapevoli che proprio ora è fondamentale investire di più, anche e soprattutto come Sistema Italia, in comunicazione perché il mercato russo sta cambiando in modo radicale e profondo è a fianco degli imprenditori per fornire tutto il supporto operativo necessario al consolidamento del business in questa area strategica. Noi, infatti aggiunge oltre a investire in modo mirato e strategico assistiamo in termini concreti le nostre aziende associate agevolandole con voucher attivabili sulla partecipazione alla mostra. Chiediamo a governo, ministero dello Sviluppo Economico e a Ita Agenzia di essere sinergici e di mantenere attivi i programmi di finanziamento alla promozione del made in Italy in questa area troppo importante per i nostri distretti Russia e i Paesi Csi restano un mercato di riferimento per la nostra manifattura e sarebbe un errore strategico non presidiare quest spiega Arturo Venanzi, consigliere e coordinatore del Laboratorio Russia e Paesi Csi di Assocalzaturifici . Noi continuiamo a farlo e a investire nella ricerca di nuovi buyer motivati e sensibili all del prodotto italiano. Obuv Mir Koi si conferma l di riferimento per gli operatori del settore, un di business per intercettare gli operatori di un mercato che sta certamente sta ancora soffrendo, ma che continua a considerare il made in Italy con un occhio di riguardo. Abbiamo avviato un percorso di qualificazione dell della nostra manifestazione e investiremo per creare valore all italiana in fiera Obuv Mir Koi il programma di Assocalzaturifici nell Csi proseguirà con altre due manifestazioni: Shoes From Italy Almaty, dal 6 all di aprile nella capitale economica del Kazakistan e Shoes from Italy Kiev, dal 13 al 13 aprile in Ucraina.

Il salone eventi Dom Priemov ad Almaty ospiterà l rassegna nell centro asiatica dedicata al comparto accessorio moda e calzature targato made in Italy, con la partecipazione di 28 aziende italiane e 200 buyer grazie al programma di incoming curato da Ita Almaty dedicato a clienti selezionati provenienti da tutte le province del Kazakistan, dall Kirghizistan e Tagikistan. In Ucraina, dopo un biennio di forte instabilità nel Paese determinato dalle tensioni politiche con la Russia, Assocalzaturifici torna a esplorare un mercato che prova a ripartire: Shoes from Italy, che si svolgerà all Regency Hotel a Kiev, è un workshop b2b aperto a imprese calzaturiere e della pelletteria che incontreranno dagli 80 ai 100 buyer locali provenienti da tutta l centro occidentale.
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Allacciatevi le scarpe e partite. Il nuovo libro di Moscati parte da lontano, dal mitico On the Road, Sulla strada, di Jack Kerouac; e da molto vicino, dalla situazione in cui vive e si muove lo smaliziato spettatore della contemporaneità tra le immagini delle televisioni e non più della televisione , del cinema, delle navigazioni in Internet. La fantascienza è atterrata. La geografia non è più la stessa delle carte o dei mappamondi. La storia sembra smarrita,
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in cerca di bussole. Ed ecco il cammino costellato di racconti su cui si concentra il libro: un viaggio in otto tappe nell’America che non è più quella di Sulla strada e neanche quella che abbiamo conosciuto prima della ferita nel cuore di Manhattan; una Trilogia della paura, ovvero tre film documento per la tv che da Manhattan sviluppano una ricerca dietro le cronache delle guerre combattute o annunciate o dimenticate; e infine alcune brevi guide nella foresta globale dei mass media. L’autore propone una sintesi dei percorsi che ci troviamo di fronte oggi, in un’epoca che lascia poco spazio alle illusioni e agli esotismi creati sia dal bianco e nero del cinema e della tv, sia dalle cartoline a colori che li hanno riproposti in una nuova luce. Esotismi, territori sottratti alla distanza, affidati al dominio delle immagini dell’attualità. Siamo in tempi di breaking news,
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le notizie che irrompono all’improvviso sui video e ci spostano di colpo in Afghanistan e in tanti altri luoghi spesso oscuri, poco conosciuti, sfuggenti, dove si accendono drammi, tensioni, inquietudini. Le scarpe di Jack Kerouac entrano in una crescente dimensione di spostamenti che ci trovano impreparati e tuttavia ci riguardano.

Sito realizzato da nois3lab utilizzando Drupal, cms open source.

Tutto lo sviluppo di questo sito è stato realizzato utilizzando esclusivamente software libero su piattaforma gnu/linux, per i materiali grafici sono stati utilizzati inkscape per le immagini vettoriali e the gimp per le immagini raster.

Effetti grafici ed interfaccia realizzata con il framework javascript jquery,
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si ringraziano tutti coloro che hanno fornito plugin per jquery e per drupal utilizzati in questo sito e la comunità open source tutta.

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ugg scontatissimi le iniziative dell’Arci nei territori

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In questo preciso momento nel mondo sono 67 gli Stati coinvolti in conflitti e circa 780 i diversi ‘eserciti’ sul campo, comprensivi di forze armate ‘regolari’, milizie, guerriglieri, gruppi terroristi, separatisti, anarchici. Ogni volta che decidiamo di parlare di qualcuna di queste guerre stiamo implicitamente decidendo di sottacere le altre, di comporre una sorta di ordo pietate nei confronti delle vittime. Eppure tutte producono caduti, perseguitati, martiri, in numero sempre maggiore tra i civili piuttosto che tra appartenenti ad altre divise.

L’Arci parteciperà alla manifestazione nazionale del 25 novembre indetta da Nonunadimeno a Roma in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza maschile contro le donne. Inoltre, nei giorni precedenti e successivi, nei territori i circoli e i comitati Arci promuoveranno presidi, incontri e dibattiti su questo tema. Di seguito un elenco parziale delle iniziative.

Arci Firenze promuove, con la Casa del Popolo Grassina e con il patrocinio del Comune di Bagno a Ripoli,
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una serata di libri, cibo e teatro. Alle 18.30 incontro con la scrittrice Monica Sarsini sul libro Alice nel paese delle domandine. Racconti dal carcere di Sollicciano, che raccoglie i contributi delle detenute che hanno partecipato ai suoi corsi di scrittura creativa all’interno della struttura fiorentina.

Dopo l’aperitivo, alle 21 ci sarà lo spettacolo Cosa mia, uno spettacolo di BlancaTeatro di Virginia Martini con Antonio Branchi, con la collaborazione tecnica di Beatrice Ficalbi, prodotto da Occupazioni Farsesche e BlancaTeatro. Ingresso gratuito.

Palermo Il Teatro Atlante presenta domenica 26 novembre alle 19 Onora la madre di e con Preziosa Salatino, regia di Emilio Ajovalasit.

Annina è una donna del Sud, una donna come tante, vittime spesso inconsapevoli di condizionamenti sociali violenti, di intrighi, di un sistema patriarcale tutt’altro che superato.

Al racconto di Annina fanno fugacemente eco parole e frasi della regina Gertrude. Molte le analogie fra le due donne, entrambe al centro di giochi di potere gestiti da uomini, e impegnate in un difficile rapporto con i giovani figli. In un sistema culturale nel quale i condizionamenti sociali hanno una forza capace di sovvertire persino i legami famigliari, il confine fra i vivi e i morti può essere più labile di quanto appaia. (Movimento Incontro Ascolto) e l’Associazione Mine Vaganti.

Siena Per tre giorni,
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dal 24 al 26 novembre, il circolo Arci Ravacciano sarà riempito di scarpe rosse come simbolo del numero delle violenze, delle morti e dei maltrattamenti che le donne hanno subito nel corso della loro vita. Ogni paio di scarpe rappresenta una storia di paura, ma ancor di più caratterizza l’enorme forza di volontà di voler combattere questa paura e questo dolore.

Il 26 novembre alle 17 ci sarà la proiezione del film La sposa bambina di Khadija Al Salami.

San Severo (FG) L’Arcidonna circolo ‘Elsa Morante’ di San Severo (FG) ha organizzato per il 25 novembre alle 17 presso la Sala Conferenze della Biblioteca Comunale ‘A. Minuziano’ una tavola rotonda per informare le donne sulla maniera più giusta per difendersi, considerando anche l’aumento del fenomeno odioso (e complesso) della violenza sessuale. Poiché sono nati un po’ dovunque ‘corsi di autodifesa femminile’ come contromisura alla molestia ed alla violenza contro le donne, serve prendere coscienza del fatto che il mito della donna debole è un prodotto culturale più che un fatto naturale.

Programma completo con intervento dei relatori sulla pagina fb Associazione Arcidonna circolo ‘Elsa Morante’ San Severo.

Corato (BA) La vicenda della giovane fasanese Palmina Martinelli, 14enne di Fasano che nel 1981 morì dopo 22 giorni di agonia dopo essere stata avvolta dalle fiamme nella sua casa, è al centro dello spettacolo Palmina Amata Terra mia con Barbara Grilli e regia di Giovanni Gentile, che verrà rappresentato a Corato per parlare di violenza sulle donne.

Lo spettacolo è organizzato da Reteattiva, rete composta da Abracadanze, Agorà 2.0, Arci La locomotiva, Centro aperto diamoci una mano, Cicres, Harambè,
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Legambiente, Pax Christi e si tiene il 23 novembre alle 18.30 presso l’auditorium del liceo artistico ‘Stupor Mundi’.

Rho (MI) Per la violenza sulle donne non c’è ‘Nessuna scusa’: lo ribadiscono l’Arci Adua di Rho e il suo gruppo Arcichedonne con una serata dedicata al contrasto della violenza di genere. In anteprima nazionale il 23 novembre viene presentato il progetto/spettacolo di contrasto alla violenza di genere NessunaScusa, all woman show di e con Alessandra Magrini con Antonio Carboni alla chitarra.

Ad aprire l’evento le poesie a cura del Movimento Alt!. Giovedì 23 novembre con la proiezione del documentario Punto di non ritorno Before the Flood diretto dal regista premio Oscar Fisher Stevens e prodotto da Leonardo Di Caprio, e venerdì 24 novembre con la proiezione del film drammatico di Fiorella Infascelli Il vestito da sposa con Maya Sansa e Andrea Di Stefano, tornano i Nonantola Film Labs, ovvero gli appuntamenti ‘fuori programma’ del Nonantola Film Festival, organizzato dall’omonima associazione affiliata Arci.

Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso gratuito e si terranno presso la Sala Cinema Teatro Massimo Troisi di Nonantola con inizio alle ore 21.

Barletta (BT) Il 24 novembre alle 20.30 presso il Growlab sarà presentato in anteprima il cortometraggio Undici della regista pugliese Cinzia De Vincenziis. Il cortometraggio affronta il tema della violenza sulle donne ed è dedicato alla memoria di Sara Di Pietrantonio, brutalmente uccisa dal suo ex fidanzato, condannato poi all’ergastolo per l’omicidio.

Durante la serata saranno proiettati anche i primi due cortometraggi della regista (In un momento sono sfiorite le rose e Sublimazione) e si terrà un dibattito con l’artista e con le attiviste del centro antiviolenza ‘Osservatorio Giulia e Rossella’ di Barletta.

Ingresso gratuito con tessera Arci.

Sassari Un drappo rosso per dire No alla violenza di genere. Venerdì 24 novembre, alle 10, la presidente del Consiglio comunale Esmeralda Ughi e il sindaco Nicola Sanna esporranno dal terrazzo delle bandiere del Municipio il telo dal forte valore simbolico riconosciuto a livello nazionale. Venerdì il simbolo sarà esposto anche fuori dalle sedi di numerosi Enti, tra cui il Palazzo della Provincia, dell’Università, la Fondazione di Sardegna,
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i musei, la Cgil, l’Arci e in alcune associazioni.

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Nonostante lui stesso abbia recentemente affermato di non gradire tale definizione, tutt Francesco De Gregori pi di Paolo Conte o Fabrizio De Andr rappresenta il prototipo di “cantautore italiano”, per il suo modo di comporre e interpretare le canzoni utilizzando testi ricchi di metafore mai fuori posto, anzi spesso impressionanti nella loro precisione, e accompagnandoli con una musica defilata ma originale e complessa, pur affidandosi quasi sempre a strumenti tradizionali.

Gli anni precedenti a questo album furono i pi fertili nell carriera compositiva di De Gregori, con tre dischi “e mezzo” (“Theorius Campus”, il primo, diviso con Venditti), dischi (soprattutto i primi due e mezzo) profondamente adolescenziali, ma gi compiuti, intensissimi, personali. In loro pulsante e visibile l di De Gregori, che senza farsi tanta pubblicit rifiuta sistematicamente i compromessi con il mercato discografico e con i gusti del pubblico.

In quegli anni andava di moda addossargli l di “ermetico”, appunto per i suoi testi misteriosi, con Marianna che camminava con il sole nei capelli aggrappata a un paradiso di stagnola (“Marianna al bivio”, 1973), e con Alice che non capiva bene tutto quel casino attorno a lei.

De Gregori, pur detestando la superficialit dei critici, non si scompose, e nel 1974 pubblic il suo album pi personale e intimo, intitolato “Francesco De Gregori”, quello con la pecora, o caprone che sia, in copertina. In questo disco, prima affermava laconicamente che nelle sue canzoni “non c niente da capire”, poi lasciava libere le ali della sua fantasia introspettiva in composizioni ancora pi enigmatiche delle precedenti, maledettamente belle, ma testimoni di un’opera suicida dal punto di vista commerciale.

L dopo arriv “Rimmel”, che lo trasform in star della musica leggera italiana, senza, probabilmente, che lui avesse desiderato niente di simile.

Bisognerebbe tornare al 1975 per capire quanto sia stato difficile per il Principe registrare un seguito di “Rimmel” senza stravolgere la sua arte o cadere nel ripetitivo. De Gregori confider in seguito: “‘Bufalo Bill’ questa mia croce e delizia: ecco, se potessi probabilmente lo rifarei curando meglio i suoni e gli arrangiamenti. Lo feci in quel modo, scarno ed essenziale, per punirmi di aver fatto ‘Rimmel’ che aveva venduto troppo. roba da matti!”.

Sta di fatto che il disco splendido, ispirato, rivoluzionario (s rivoluzionario) nella ricerca delle armonie e di testi che affrontano in maniera ellittica gli argomenti, utilizzando metafore evocative e matematiche nella loro precisione. E in pi aspetto che pochi hanno notato, e a differenza di quanto si rimproveri all’autore compatto e pulito nei suoni, ed eravamo nel 1976.

Le canzoni, rispetto a quelle passate, pi intense e personali, acquistano una limpidit e un’ampiezza espressiva straordinarie e una capacit di trasportare l’ascoltatore verso suggestioni impalpabili e indescrivibili (come accade in “Atlantide” e “Ninetto e la colonia”), cos come la voce, perfetta nell’intonazione un po’ nasale e a tratti irriconoscibile in confronto ai dischi precedenti. L’uso del pianoforte al fianco della chitarra, gi sperimentato in “Rimmel”, qui migliora ulteriormente in coordinazione e armonia.

Gi l’apertura, “Bufalo Bill”, isipirata dal film “La ballata di Cable Hogue” di Sam Peckinpah, portabandiera del cambiamento di De Gregori, del mutare dei suoi spazi immaginari: la malinconica metafora dell’apertura degli orizzonti in America (poi rivelatasi controproducente) verso il lontano Ovest descritta da una musica splendida sorretta all’inizio da una cascata in sordina di pianoforte, successivamente accompagnato e leggermente sovrastato dalla chitarra, e infine solitario in una conclusione elegante e da un testo che si muove per immagini ampie. La canzone inoltre rifiuta la convenzione pop del ritornello.

“Giovane esploratore Tobia” scritta in collaborazione con Lucio Dalla scorre piacevole ma appare musicalmente trascurabile, pi curioso semmai il testo, ritratto di un apatico boy scout. Dir De Gregori: “Quello che fa paura dei giovani esploratori l’inconcludenza; loro imparano ad accendere i fuochi (.). Io ho emblematizzato il personaggio dello scout (.) quello che deve fare la buona azione quotidiana (.) Tobia una persona che tutto sommato sogna, che ha grossi problemi alle spalle di infanzia pulita, precisa, sola, probabilmente nevrotica, che fa queste cose scontate”.

“L’uccisione di Babbo Natale”, per ammissione dello stesso De Gregori, la sua unica canzone “amorale”; racconta la fine dell’infanzia e delle illusioni a essa legate (o forse il finto borghese che si ribella e insieme alla proletaria uccide la borghesia, e poi da lei torna?) con un testo splendido, in cui il cantautore romano conferma tutta la sua abilit nel lanciare messaggi appena annunciati, ma graffianti e trasversali, in un’atmosfera favolesca.

“Disastro aereo sul canale di Sicilia” un capolavoro di lungimiranza politica (“Risulta peraltro evidente/ anche nel clima della distensione/ che un eventuale attacco ai Paesi Arabi/ vede l’Italia in prima posizione”), abilit melodica (splendida la musica, in continuo crescendo emotivo), e di scrittura dei testi (“E la fabbrica di vedove/ volava/ sola, come un uccello da rapina/ Il mare/ era una tavola azzurra/ ormai l’Africa era gi pi vicina”).

Nell’enigmatica “Ninetto e la colonia” il suono si fa pi ritmato e il testo ispirato, ermetico (appunto.), con probabili richiami ai romanzi di Garcia Marquez (“E sotto un fondale di stelle/ gli impiegati della compagnia/ rubarono tutta la frutta dagli alberi/ e la portarono via”).

Ma con “Atlantide” che il disco tocca il suo apice. Parole malinconiche, ma dolcemente distaccate, e frasi spiazzanti, difficili da dimenticare: (“Lui adesso vive ad Atlantide/ con un cappello pieno di ricordi/ ha la faccia di uno che ha capito/ e anche un principio di tristezza in fondo all’anima/ nasconde sotto al letto un barattolo di birra disperata/ e a volte ritiene di essere un eroe”). La melodia fra le pi orecchiabili ed emozionanti del disco, mantenendosi per a larga distanza dal banale e dallo stucchevole. Lucio Dalla la definir semplicemente “la pi bella canzone di Francesco”.

La maturit di De Gregori e la sua coerenza (o meglio il suo immutato approccio nel filtrare la realt e le emozioni) sono espresse magnificamente in questo disco, il pi completo della sua intera produzione.
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“Emergenza voucher, aziende in difficoltà”. Le conclusioni dell’Assemblea di Vicenzala prima organizzazione datoriale agricola, con i due terzi sul totale delle imprese del comparto che danno lavoro a oltre 500.000 lavoratori. Ma in Italia le norme sono sempre pi complicate e costose, o si fanno scelte incomprensibili come l dei voucher. Abbiamo bisogno di politiche pi semplici e attente alle strutture delle imprese, che evitino un arretramento che danneggerebbe sia noi che i lavoratori Cos Michele Negretto, presidente di Confagricoltura Vicenza, ha introdotto il convegno in agricoltura: voucher, appalti, caporalato all annuale che si svolta mercoled 31 maggio, nella barchessa di Villa Sangiantofetti Rigon, a Barbarano Vicentino. Erano presenti Roberto Caponi, direttore dell sindacale di Confagricoltura, e di Elena Donazzan, assessore all formazione e lavoro della Regione Veneto, Nicola Storti, segretario provinciale della Uil Uila (agroalimentare), a nome delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e il presidente di Confagricoltura Veneto, Lodovico Giustiniani.Negretto ha snocciolato i numeri del panorama agricolo berico,
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che gode di buona salute. Nel Vicentino, secondo i dati Inps del 2016, sono 670 le aziende datrici di lavoro nel settore, per un totale di 603.000 giornate lavorative, con l di 1.400 operai a tempo determinato e 3.000 a tempo indeterminato. A questi vanno aggiunti gli impiegati e i quadri.Confagricoltura abbiamo chiesto di ridurre il cuneo fiscale e contributivo, di introdurre regimi amministrativi e contributivi semplificati e meno onerosi per i rapporti di lavoro ha rimarcato Negretto . Ricordo che a Vicenza, secondo i dati Inps 2016, i disoccupati sono oltre 24.000, con un tasso di disoccupazione del 6,2%, in aumento del 1,40% rispetto al 2015. Noi abbiamo presentato proposte, con interventi reali, che potrebbero portare nuovi posti di lavoro. Ma la burocrazia insostenibile, i troppi adempimenti e i sistemi di gestione e controllo determinano costi inaccettabili sia per il sistema delle imprese, sia per le amministrazioni pubbliche Inevitabile l sul tema dei voucher, la cui mancanza si sta gi facendo sentire nelle prime raccolte stagionali, mettendo in difficolt centinaia di aziende agricole. 2016 in Veneto ne sono stati venduti 17 milioni, contro i 14 milioni del 2015. Solo 610.000,
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per sono stati utilizzati dal settore agricolo, per circa 12.000 lavoratori. A Vicenza sono stati venduti 42.000 voucher agricoli, quarti per numero in regione, con utilizzo principale nella vendemmia. Erano un valido sistema di pagamento del lavoro occasionale e accessorio, per mezzo del quale i giovani e i pensionati arrotondavano e i cassintegrati e i disoccupati potevano usufruire di una piccola fonte di reddito nei momenti di difficolt Non comprendiamo perch i buoni si siano eliminati in un settore che li ha sempre utilizzati legittimamente e senza abusarne. Chiediamo che si individui al pi presto uno strumento alternativo, agile e flessibile, perch con l il sistema agricolo sar fortemente penalizzato, e con esso tutti i lavoratori Negretto ha parlato anche di caporalato, ricordando il codice etico di Confagricoltura che prevede l immediata per le imprese che non si muovono all della legalit del lavoro. ogni forma di sfruttamento dei lavoratori ha sottolineato , ma la nuova legge non effettua le necessarie distinzioni tra chi, con violenza e minaccia, sfrutta e degrada i lavoratori e chi, invece, assume e assicura regolarmente i propri dipendenti, incorrendo in violazioni occasionali di tipo formale Le aziende agricole, ha ricordato il presidente, sono sempre pi attente, anche sul fronte della sicurezza: 2016 si assistito a un ulteriore calo degli infortuni. Noi abbiamo implementato i nostri corsi di formazione, formandoli sulle norme di sicurezza,
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sull di attrezzature e dei prodotti chimici e fornendo abilitazioni professionali e patenti trattori Per Roberto Caponi ci sono segnali positivi nei dati dell delle giornate lavorative, ma a destare preoccupazione il calo delle assunzioni a tempo indeterminato: chiaro che non si verificata in agricoltura la stabilizzazione sperata ha spiegato . Sono mancate normative che potessero agevolare l e, per converso, sono arrivati provvedimenti che ci penalizzano. La legge sul caporalato mette in un unico calderone rischia di equiparare i datori di lavoro con qualche negligenza agi veri sfruttatori, facendo pendere la spada di Damocle di condanne severe per l di un bagno chimico o di scarpe antinfortunistica. Con l dei voucher si penalizzano aziende e lavoratori. Oggi, per tre ore di lavoro, dobbiamo fare 18 adempimenti. Una follia D il sindacalista Nicola Storti: legge sul caporalato l voluta noi, ma mancano una cabina di regia e un serio controllo sul territorio. Sui voucher c bisogno di mettere mano, ma non in agricoltura, dove l stato corretto e si consentito di far emergere la parte sommersa del lavoro L Elena Donazzan ha ricordato che in Veneto l agricola vale moltissimo in termini di lavoro: 2008 al 2016 si passati da 50.000 a 60.000 assunzioni ha detto . Il mercato va rafforzato con competenze economico finanziarie, capacit relazionali, management, internazionalizzazione. Sui voucher il nostro osservatorio segnala un uso corretto, con un incremento di 30.000 buoni negli ultimi tre anni. Sono stati gli altri settori a raddoppiarne l Ha tirato le fila il presidente Lodovico Giustiniani: fa piacere che ci sia una concordanza di visioni tra noi e i sindacati su caporalato e voucher. La legge va depotenziata e i buoni lavoro non andavano abrogati, perch torneranno ad essere lavoro nero Il presidente ha fatto i complimenti a Negretto, che dopo due mandati lascia il ruolo di presidente, ma non le cariche direttive dell stato nominato, infatti, vicepresidente regionale di Confagricoltura. A met giugno l vicentina elegger il nuovo presidente provinciale.
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