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(Sile650 Jan 6 2011, 03 PM)

O anche “abbandono i sacchetti in giro, a terra, nei parchi, tanto sono biodegradabili.” . Piuttosto voglio sottolineare che la legge un bug purtroppo ce l sono esclusi e pertanto ancora “legali” i sacchettini usa e getta che si usano al supermercato al banco della frutta e verdura. Avrebbero potuto imporre che anche quelli fossero realizati in mater bi o similari.

Mi trovo completamente d con Giulio.

Quelli sarebbero dovuti essere i primi da eliminare e da sostituire con i biodegradabili.poi ti voglio vedere cosa succede se per errore si schiaccia della frutta, specialmente d quando è bella matura.

E poi: il sacchetto della spesa (parlo sempre di quelli biodegradabili) lo puoi al limite riutilizzare per spese successive, ma quello della frutta? Una volta che ci hai appiccicato sopra il biglietto del prezzo, come fai a riutilizzarlo per acquisti successivi? Io personalmente non lo potrei utilizzare neanche per l dal momento che qui a Milano l non si raccoglie.

Da noi i sacchetti per la differenziata li distribuisce GRATUITAMENTE una cooperativa che poi provvede al ritiro porta a porta.

Al supermercato i sacchetti bio costano 5 centesimi(tanto quanto i vecchi sacchetti),semmai dovrebbero provvedere a far si che abbiano una resistenza maggiore.

A questo punto se uno decide:

1)non voglio fare la raccolta differenziata

2)non voglio usare i sacchetti bio

3)voglio abbandonare i sacchetti nel mare,lago,fiume ecc ecc

Cosa possiamo fare se non cercare con il tempo di creare una coscienza ambientalista che scardini certe brutte abitudini.

Occorre dare tempo a tutti per cambiare le vecchie abitudini,senza diventare “integralisti”,
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la politica di un passo alla volta porta sempre a buoni risultati.

Abbiamo iniziato con i sacchetti per la spesa,bene è un passo avanti,poi verra il turno dei “sacchettini”per frutta e verdura.

Non ho ben capito il tuo discorso. Io non lo riutilizzerei, lo userei per il biologico al massimo. E quelli che ci sono adesso sono si di plastica, ma una plastica scadente che si rompe subito, e non riesco a riutilizzarli nè per la spesa (si rompono) nè per la spazzatura (sono troppo piccoli). Quindi dato che quelli attuali non si riutilizzano (o d tu li riutilizzi, ma qui dobbiamo considerare la maggioranza delle persone e sappiamo tutti che quei tipi di sacchetti piccoli, non resistenti ecc sono i primi ad essere buttati, mentre già i sacchetti più grandi di plastica della spesa molti li riutilizzano), insomma tanto vale farli biodegradabili almeno quelli così se si buttano si biodegradano, sennò si utilizzano per il biologico. poi ti voglio vedere cosa succede se per errore si schiaccia della frutta, specialmente d quando è bella matura.

Quelli che ho provato io si rompono spesso e se ho la fortuna di non farli rompere durante il tragitto a casa,
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non rischio con il secondo utilizzo. Infatti adesso prima finirò di utilizzare i sacchetti Esselunga che ho (molto resistenti) e poi comprerò le sporte di tela o di plastica riciclata.

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Tra gli studi condotti sul gaming da Doxa c’è anche quello sulla propensione al gioco delle donne: ecco cosa vogliono e perché.

Dopo tanti anni di ricerca nel settore del gaming, ho imparato a conoscere molto bene la psicologia del giocatore, dei concessionari e dei vari stakeholders che gravitano in questo mondo. Troppo spesso però mi rendo conto che gli uomini che si occupano di marketing tralasciano un target molto molto potenziale al quale non si dedica la giusta attenzione: le donne!

Le donne sono per loro natura inclini al gioco, coraggiose e “adrenaliniche”, perché il gioco rappresenta quel momento di pausa che ci si regala per non pensare alle mille cose da fare ogni giorno. Come (e alla pari con) gli uomini, provano gusto nello sfidare la fortuna e sono desiderose di rischiare per concedersi un attimo di puro intrattenimento. E allora perché non porre la giusta attenzione a questo importante target? Forse perché troppo spesso si pensa che il gioco destinato alledonne possalimitarsi ad un Gratta e Vinci, magari disegnato con gioielli o scarpe alla moda, o una E invece no: le donne chiedono di più e sono attratte dalle slot machine, così come lo sono dai Casinò. Però troppo spesso non possono concedersi questo “lusso” perché le sale sembrano essere luoghi per uomini, dove una donna che entra per giocare diventa un’esca da abbordare.

Nel corso di numerose interviste motivazionali da noi condotte, l’esigenza richiesta dal target femminile è emersa in maniera forte e chiara: vogliamo delle sale rosa! Ma non sale rosa confetto bensì sale rosa shocking dove poterci sentire a nostro agio e giocare in tranquillità senza essere giudicate o ritenute oggetto di attenzioni maschili. I desiderata del target femminile volgono dunque quasi tutti alla tranquillità e alla esclusività del posto e possono essere ordinati secondo questa livello di importanza.

La SALA ROSA SHOCKING deve avere (in ordine di priorità):

Un accesso dedicato alle donne, dove poter entrare indisturbate;

Una sala “men free” dove possono giocare solo donne;

Awp, Vlt, Virtual Games, e perché no anche Gratta e Vinci,
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con ambientazioni più varie e non necessariamente da “femminuccia”, compreso lo sport, ma dove sia bandito il calcio;

Un angolo ristoro con prodotti di èlite dove si affianchino alcolici a bevande analcoliche comprese centrifughe e frullati;

Dei comodi divanetti dove poter fare due chiacchiere;

Last but not least, perché no, degli angoli di temporary shop a rotazione, con vestiti e accessori, per vezzeggiarsi e magari spendere il ricavato della vincita.

Dunque il target femminile ha le idee ben chiare: non vuole un Casinò elegante e pieno di lustri, vuole un angolo “cocoon”: vuole poter giocare e,al contempo esprimere se stesso, ma soprattutto vorrebbe non doversi privare di attimi piacevoli di svago, perché il mondo del gaming ha ancora una visione maschilista, in cui dall’ideazione del gioco, allo sviluppo, fino alla sua messa a punto si pensa solo al destinatario finale ovvero “il maschio alfa”.

Dai dati in nostro possesso questa esigenza è molto forte, e la percentuale di donne che nascondono i loro desiderata, è molto più alta di quello che si possa pensare;
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circa il 40 percento delle donne intervistate dichiara che “sicuramente” entrerebbe in una sala a loro dedicata ed un ulteriore 32 percento che entrerebbe “molto probabilmente”. Da ricercatrice mi chiedo: cosa aspettate? Good luck women!